È stata una serata tutta dedicata ai mestieri d’arte e alla creatività del saper fare artigiano quella del 4 dicembre a Palazzo Lombardia. Un appuntamento per festeggiare la seconda edizione di Artigiani 4.0, il bando lanciato da Regione Lombardia nel 2024 e finanziato con fondi PR-FESR in collaborazione con Upskill 4.0.
La seconda edizione di Artigiani 4.0
La prima edizione ha rappresentato un vero laboratorio di accelerazione: un percorso che ha accompagnato un gruppo selezionato di imprese artigiane nel ripensare la propria identità perché in questo progetto non si parla solo di prodotti ma anche e soprattutto del riposizionamento culturale e di business del lavoro artigiano. Ora la seconda edizione del bando, inaugurata il 17 ottobre 2025, ha selezionato nuove imprese artigiane, pronte a proseguire questo percorso di crescita. Fino al prossimo marzo, le aziende saranno coinvolte in sessioni di alta formazione, incontri di mentoring e momenti di progettazione condivisa, con l’obiettivo di affinare la propria identità e costruire strategie capaci di connettere tradizione manuale, innovazione e visione globale.

Le PMI della Lombardia sono un patrimonio da valorizzare
«Il fatto che la Lombardia sia un’eccellenza in grado di essere competitiva su scala internazionale dimostra ancora una volta che le nostre PMI hanno semplicemente bisogno di essere valorizzate, di essere lasciate libere di creare ricchezza e sviluppare network. Siamo leader nella moda e nel design e il programma di accelerazione promosso dalla Direzione Turismo racconta il saper fare, la cultura di impresa, lo stile lombardo ma soprattutto la capacità di questa regione di essere un laboratorio creativo» ha raccontato Debora Massari, assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, aprendo la serata di Lombardia Style Premium Brands.
L’assessora in una nota personale ha ricordato il suo percorso familiare. «Provengo da una famiglia che aveva un laboratorio piccolissimo: due artigiani veri che lavoravano durante la notte per preparare il giorno. Ho visto cosa vuol dire imparare a fare bene le cose, a farle con le mani. Cosa vuol dire sbagliare, riprovare, migliorare. Per questo quando oggi parlo di artigiani non parlo di un settore, parlo anche della mia storia».

Regione Lombardia si impegna per creare una rete di eccellenze artigiane che coniugano tradizione e tecnologie
Casa e bottega si diceva in passato. E il valore di queste botteghe va oggi ripensato in un progetto che sappia coniugare la tradizione con le tecnologie emergenti. Che sappia attrarre i giovani verso mestieri che hanno più futuro che passato. Che riesca a coltivare comunità di clienti attenti alla qualità. Per questo in Artigiani 4.0, ha spiegato Stefano Micelli, presidente di Upskill 4.0 e docente ordinario all’Università Ca’ Foscari Venezia, si definirà una rete di eccellenze artigiane capaci di coniugare tradizione e tecnologie emergenti. Le aziende coinvolte lavoreranno su storytelling, brand design, fruizione esperienziale, integrazione del digitale e nuovi strumenti per raggiungere pubblici internazionali.
E proprio loro, gli artigiani delle due edizioni del bando Artigiani 4.0, hanno sfilato durante l’evento: ambasciatori autentici che possono ispirare le nuove generazioni, li ha definiti Debora Massari: «Oggi dobbiamo recuperare il valore del lavoro manuale. Il network che stiamo presentando avrà anche questa missione: guidare, orientare, accompagnare i ragazzi verso il valore del saper fare» ha detto l’assessore mentre le dimostrazioni dal vivo hanno fatto toccare con mano ai presenti tutta la bellezza unica ed esclusiva dei prodotti delle aziende artigianali lombarde. Ne è un meraviglioso esempio la realtà di Bonacina 1889, storica maison del design d’interni in giunco intrecciato.

Gli ambasciatori del bello hanno mostrato la loro arte dal vivo
Il giovane ceo dell’azienda, Elia Bonacina, ha portato a Palazzo Lombardia i suoi altrettanto giovani collaboratori e mostrato in uno show dal vivo la tecnica dell’intreccio e la maestria di questi artigiani specializzati nel curvare canne di giunco, tessere e intrecciare fili di midollo dando vita a progetti di architetti e designers. Ma ha anche raccontato ai presenti la forza e la lucidità sul mercato di un’azienda come la sua, una family company che era in perdita e che oggi conta su 13 milioni di fatturato e 4 milioni margine ma in cui per arrivare a questi risultati, Bonacina ha saputo muoversi con visione innovativa, determinazione e cultura d’impresa: «Ho cominciato ad assumere giovani che parlano le lingue e tagliato le figure della distribuzione. Oggi mi farebbe piacere che alcuni tra i miei collaboratori si staccassero e aprissero le loro botteghe» ha raccontato Bonacina mentre nelle postazioni immersive gli altri ambasciatori del bello mostravano la loro maestria: Maiorino, calzolaio e custode di un sapere prezioso, ha mostrato in diretta fasi di riparazione e cura della calzatura, Fabscarte, atelier milanese specializzato in carte da parati artistiche e tridimensionali, con una sua decoratrice ha realizzato pitture dal vivo. E infine Noah Guitars, azienda milanese fondata nel 1996 e specializzata in chitarre e bassi elettrici con corpo in alluminio, ha mostrato una lavorazione dal vivo dedicata alla lucidatura e alla decorazione dello strumento.
