Per molte donne, arrivare a una certa età nel mondo del lavoro significa trovarsi davanti a porte che si chiudono. Ma non per tutte. Lo studio condotto dall’Aalto University School of Business, insieme alla Copenhagen Business School e alla Royal Holloway University di Londra, racconta una realtà diversa: un numero crescente di donne, soprattutto nel Regno Unito, sceglie di diventare imprenditrice proprio quando la carriera sembra rallentare.

Attraverso interviste realizzate nel 2010, 2016 e 2020, i ricercatori hanno seguito per oltre un decennio le storie di donne che hanno deciso di scommettere su sé stesse. Molte di loro non lo hanno fatto per necessità, ma per indipendenza e desiderio di libertà. Con il tempo, l’età è diventata un valore: competenze, reti e autorevolezza si sono trasformate in una vera risorsa.

Dalla perdita di opportunità alla nascita di nuove imprese

Secondo lo studio, il punto di svolta arriva spesso dopo anni in cui le possibilità di crescita si riducono. Invece di accettare passivamente questa tendenza, molte donne hanno deciso di reagire. Alcune hanno aperto attività legate ai propri interessi o alle competenze accumulate in una vita di lavoro; altre hanno riscoperto la passione per settori completamente nuovi. Dietro queste scelte non c’è solo una spinta economica. C’è la voglia di controllare il proprio tempo e restituire valore all’esperienza. Come hanno spiegato i ricercatori, «le donne che affrontavano una carriera in calo hanno avviato imprese per acquisire indipendenza, fiducia in sé stesse e controllo».

Autonomia, fiducia e controllo: le nuove priorità delle donne

L’imprenditorialità, per molte, è diventata un percorso di crescita personale. Gestire un’attività significa prendere decisioni, assumersi responsabilità e riscoprire un senso di identità spesso perso nel lavoro dipendente. Le intervistate hanno raccontato di aver trovato orgoglio nel fissare e raggiungere i propri obiettivi, e una rinnovata fiducia nelle proprie capacità. C’è anche un aspetto di comunità: molte imprenditrici hanno assunto ruoli di mentoring, accompagnando altre donne verso la stessa libertà. Tuttavia, lo studio nota che alcune, dopo aver chiuso l’attività, hanno sperimentato un senso di vuoto e perdita di identità. Un segno che l’impresa, per loro, era molto più di un lavoro.

L’impatto dell’età pensionabile e il futuro del lavoro femminile

Il Regno Unito si prepara ad aumentare l’età pensionabile delle donne a 67 anni tra il 2026 e il 2028. Una decisione che potrebbe spingere ancora più persone a reinventarsi professionalmente. Ma il messaggio dello studio va oltre i confini britannici: in un mondo che tende a valorizzare solo la giovinezza, le donne stanno riscrivendo la definizione stessa di carriera. Come sottolineano i ricercatori, l’età non è una barriera, ma può diventare un capitale personale da investire. In un mercato del lavoro sempre più flessibile, la loro risposta è chiara: trasformare i pregiudizi in opportunità e l’esperienza in libertà.