L'importanza del contatto

Stare vicini vicini

Il contatto fisico tra mamma e bebè, così come tra papà e neonato, andrebbe favorito il più possibile. A confermarlo sono gli stessi pediatri, che ne valutano gli innumerevoli effetti positivi sullo sviluppo psico-fisico del bambino.

«Il contatto tra mamma e bambino è un’abitudine promossa dal comparto scientifico ed è considerato, in più di un testo della Organizzazione Mondiale della Sanità, un potente elemento vitale per il benessere dei bambini» spiega Licia Negri.

«I risultati, in termini di curva di crescita e stabilità dei parametri vitali, sui i prematuri sono incredibili. Con il supporto giusto si può iniziare a portare fin dalla nascita: una fascia o un marsupio (purchè rispetti la naturale fisiologia del bambino in crescita senza forzare schiena e anche) consentono di prolungare i benefici del contatto e semplificano non poco la vita dei genitori» conclude l’esperta.

 

 

 

Riscontri positivi da mamme e papà

I genitori confermano

Per comprendere appieno tutti gli aspetti positivi del babywearing, sono significative le opinioni dei neogenitori in merito. A parlarcene è Licia Negri che ha condotto un interessante sondaggio a proposito del portare in fascia.

«Il sondaggio condotto prima della stesura del libro, al quale hanno risposto oltre 1.300 genitori, conferma che portare è un’abitudine che si sta diffondendo anche in italia e che i benefici percepiti dai genitori, e dai bambini (osservando le loro reazioni: si addormentano, piangono meno, soffrono meno di colichette, ecc) sono moltissimi. Il 95% degli intervistati ha dischiarato di trarre beneficio emotivo quando porta il proprio bambino. Portano oltre il 70% dei partner (i papà sono stati la vera rivelazione del sondaggio) e i termini più ricorrenti fra le risposte aperte sono risultati: legame più forte, bimbo più rassicurato, maggior intesa, empatia, il sentirsi “più competente” come genitore. In conclusione, ben il 98% degli intervistati ritiene che il proprio bambino tragga beneficio nello stare in fascia» spiega Licia.

Aiuta a conoscersi

Rassicurante per la neomamma

Portare il bambino con la fascia è un sostegno emotivo anche per la neomamma. Diventare madre è meraviglioso ma non è affatto facile riuscire a gestire tutte le nuove emozioni dell’essere genitore, compreso l’onnipresente senso di inadeguatezza.

«La mamma, di fronte a un‘esperienza così assoluta, può essere assalita da timori e dubbi su come sia il modo giusto di prendersi cura del proprio bambino. Avendolo vicino a sé, osserva e impara a conoscere le reazioni del bambino, e con una buona predisposizione all’ascolto in tempi brevi saprà riconoscerne i disagi (perchè piange?) e a non farsi assalire dal panico per una crisi di pianto improvvisa» spiega l’esperta.

Promuove attaccamento e fiducia tra genitori e figli

Mi fido di te

Che meravigliosa sensazione quando il bambino si accoccola su mamma e papà, affidandosi completamente a loro.

Questa emozione è favorita dal babywearing, come ci spiega Licia Negri: «Il bambino, sperimentando che i propri bisogni (d’amore, il primo tra tutti) vengono soddisfatti, impara a fidarsi del genitore. Su questo tema sono state condotte numerose ricerche, che hanno dimostrato quanto sia importante ridurre lo stress in età neonatale».

 

Migliora lo sviluppo fisico

Benefico anche per crescere bene

Il bambino portato nella fascia esegue alcuni movimenti di “assestamento” che equivalgono a una benefica ginnastica.

«Portare migliora lo sviluppo fisico, poiché è la prima forma di fitness per il bebè: gli permette di sviluppare meglio il suo corpo, d’imparare a coordinarsi per stare in equilibrio. Il tutto avviene naturalmente: il bambino sperimenta cosa bisogna fare per adeguarsi al movimento di chi porta (spinge le gambine, tira il collo cercando di “aggiustarsi” al corpo dell’adulto per accoccolarsi comodamente). Le capacità motorie vengono così ben sollecitate» ci racconta Licia Negri.

Il bebè scarica l'energia e dorme meglio

Un aiuto in più per la nanna

Si sa, con un neonato in casa, il momento del sonno diventa un vero e proprio terno al lotto. Portare il bambino in fascia durante il giorno potrebbe aiutarlo a “sfogarsi” e a giungere al momento della nanna più sereno e rilassato.

«Osservando il mondo, partecipandovi e “facendo ginnastica”, il bambino scarica in modo naturale e con gradualità l‘energia, senza quegli scatti che caratterizzano il bebè che resta tanto tempo immobile in culla (stringe i pugni, scalcia e ha altre manifestazioni di stizza)» spiega Licia Negri.

Osserva il mondo in totale sicurezza

Tanta curiosità e tanti benefici

Il bebè in fascia può vivere la realtà che lo circonda in modo attivo, con ripercussioni positive sul suo sviluppo psicofisico.

«Portato in fascia, il bambino partecipa alla vita del genitore, sta alla sua altezza e viene esposto al mondo con il sicuro filtro di mamma e papà, del loro “odore” (una bella differenza rispetto a stare in culla a osservare il soffitto tutto il giorno)» spiega Licia Negri.

Facilita l'allattamento al seno

Un aiuto in più per la neomamma

Poter allattare al seno con facilità e intimità anche quando si è fuori casa? Non solo è il sogno di tutte le neomamme ma dovrebbe anche esserne un sacrosanto diritto. Portando il bebè in fascia, si beneficia di un aiuto in più: il contatto costante.

«Allattare al seno, se possibile, è davvero molto importante. Pensiamo soltanto che uno dei parametri per l’analisi della qualtà dei reparti neonatali negli ospedali, misura il tasso di allattamento al seno alla dimissione. Il contatto mamma-bambino stimola anche la produzione del latte» conclude l’esperta.

Portare in fascia è pratico per la mamma (e il papà)

Avere la mani libere

Portare il bebè in fascia, senza passeggini o carrozzine al seguito, significa essere libere di fare più cose con la consapevolezza che il neonato sia al sicuro.

Lo conferma anche Licia Negri: «Volete mettere avere le mani libere? Significa poter uscire, accudire il fratellino maggiore, lavorare…Insomma, non dover limitare la propria vita quotidiana».

E non trascuriamo il lato “meteorologico”: quando piove o arriva un improvviso acquazzone potersi spostare a piedi, tenendo agevolmente in mano l’ombrello, diventa davvero un lusso per la neomamma.

Aiuta a diminuire coliche e reflusso

Riduce il pianto inconsolabile

Il momento delle colichette: uno strazio per i neogenitori anche perché è difficile dare sollievo al piccolo (e riappropriarsi delle ore di sonno perse). Pare, per esperienza diretta di mamme e papà, che portare il bebè in fascia sia benefico anche sotto questo aspetto.

«Lo stretto contatto che produce calore e la posizione verticale, nonché la vicinanza con il corpo della mamma o del papà, sono di grandissimo aiuto in caso di coliche (come ha confermato anche la quasi totalità degli intervistati)» spiega Licia Negri.