Non solo Piazza San Marco e il Ponte dei Sospiri: oltre alle attrazioni turistiche più note e certamente meravigliose, Venezia ha molto altro da offrire. Se vuoi scoprire la città lagunare come una vera local, ecco i posti da non perdere sia se viaggi da sola sia se con te ci sono dei bambini.

Venezia, tra le città più belle al mondo

Nella Repubblica di Venezia Marco Polo nacque e morì, fra la seconda metà del Duecento e l’inizio del 1300. Viaggiatore fra viaggiatori, come lui anche il leggendario Corto Maltese, marinaio e pirata, figlio di un inglese e una gitana, partorito negli anni Sessanta dalla creatività di Hugo Pratt. Accompagnano i nostri passi a Venezia le orme di questi naviganti e viaggiatori, anime romantiche e inquiete.

Poeta e avventuriero, Giacomo Casanova, nato a Venezia all’inizio del Settecento e morto in terre lontane, in Repubblica Ceca, lo immaginiamo fra le corse dei bambini in Corte delle Muneghe. Proprio dove si trovava la casa di nonna Marzia e in cui il celebre personaggio abitò da quando aveva otto anni, orfano di padre. Violinista e compositore, Antonio Vivaldi visse e insegnò al Pio Ospedale della Pietà di Venezia per quarant’anni: orfanotrofio, convento e conservatorio, qui le Figlie di Choro studiavano da musiciste, sostenute dalle donazioni, e componevano musica. Camminiamo ricalcando le orme di chi è venuto prima di noi, le ombre ci osservano e così andare alla scoperta diventa perdersi. Una mappa di scoperta che si scrive andando, passo dopo passo. Di seguito, quindi, la guida completa per visitare Venezia come una vera local, anche se con te ci sono dei bambini.

Cosa visitare a Venezia: i musei

Oltre ai musei noti a tutti i turisti, ce ne sono altri meno famosi che vale la pena visitare. Il primo è “Palazzo Mocenigo”, il museo del costume della città di Venezia al cui interno si trova anche il museo del profumo (la città di Venezia ebbe una grande tradizione profumiera) dove si possono ammirare dei veri e propri tesori, specialmente nei depositi visitabili su prenotazione. Il secondo è il Museo Fortuny che fu dimora dello stilista Mariano Fortuny e di sua moglie Henriette e che è stato recentemente restaurato. Una coppia, i Fortuny, che visse d’arte e nell’arte, innovando anche nella moda grazie alla creazione dell’abito Delphos la cui plissettatura è ancora oggetto di studio e di segreto. Ti affascinerà sicuramente

Cosa visitare a Venezia: perdersi tra le calli

Se arrivi in città con il treno, la stazione sarà quasi certamente quella di Venezia Santa Lucia. Mentre cammini sui binari immagina che un tempo proprio in questo luogo sorgevano la chiesa e il convento di Santa Lucia, demoliti intorno al 1863 per far posto alla stazione. A pochi passi dalla scalinata ecco che inizia una delle città più antiche al mondo.

Il Sestiere Cannaregio

Davanti a te i passanti e le facciate dei palazzi, il Ponte della Costituzione, il ponte pedonale in vetro e acciaio che attraversa il Canale Grande progettato dall’architetto spagnolo Calatrava. Siamo nel sestiere di Cannaregio. Insieme al Canal Grande è l’unico interno al centro a essere attraversato dai vaporetti, che collegano il Canal Grande alla laguna. In questo sestiere, sotto la dominazione asburgica, con la costruzione della stazione ferroviaria di santa Lucia si realizzò il primo collegamento fra Venezia e la terraferma.

Venezia, scorcio

Il ghetto

Da un sotoportego ai piedi del ponte delle Guglie, l’unico ponte di Venezia a essere decorato con pinnacoli, si entra nell’antico ghetto. Guardando bene ai piedi del ponte troverai ancora i cardini delle porte con cui ogni sera questo quartiere veniva chiuso, dimora degli ebrei dall’inizio del Cinquecento. Sembra che la parola “ghetto” derivi proprio dal dialetto veneziano, gheto, “fonderia”, perché qui si trovavano le fonderie pubbliche che fino al Quattrocento produssero le bombarde per l’artiglieria. Qui si trovano le sinagoghe e il Museo Ebraico.

Rialto

Dal ponte degli Scalzi del sestiere Cannaregio la strada ti porterà fino al cuore più antico, Rialto. Anticamente, il porto del Lido, difeso dal forte di San Nicolò e dal forte Sant’Andrea, era il principale accesso al mare della Serenissima. Sullo sfondo le isole, Vignole e Sant’Erasmo, che separavano la laguna dall’Adriatico.

Dal 1097 a Rialto la giornata si sveglia con il mercato. Proprio quello che nel Settecento Giovanni Antonio Canal, meglio noto come Canaletto, dipinge nei suoi quadri, fra le facciate di palazzi color sabbia illuminati dal sole e lontani passanti che si perdono nella folla. Gioielli, preziosi, spezie d’Oriente, la carne che arrivava dal macello cittadino e i pesci scaricati alla fine della notte dalle reti dei pescatori. Senza contare carbone, vino, metalli, frutta e verdura, lana, cordami: attraverso i banchi delle mercerie, dove venivano esposte stoffe provenienti da Venezia e da ogni angolo del mondo conosciuto, il mercato si prolungava idealmente fino a piazza san Marco in un intrico di canali percorsi da imbarcazioni cariche di merci.

Cosa visitare a Venezia: i ponti

Venezia è… andar per ponti: sono circa quattrocento, di cui una settantina privati, oltre a un centinaio di canali. Se il più antico è considerato Rialto e il più lungo Ponte della Libertà (quattro chilometri per venti metri di larghezza!), il più recente è invece l’avveniristico Ponte della Costituzione, ideato e costruito dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Commissionato nel 1997 e oggetto di infuocate discussioni, viene aperto al pubblico nel 2008. A ricordare tempi ormai passati rimane un ponte dall’anima antica, forse il più antico fra tutti: è il piccolo ponte in legno di Poste Vecie, privato, che si trova all’ingresso di una trattoria dove scoprire affreschi antichissimi e celebri piatti veneziani.

Cosa visitare a Venezia: luoghi “segreti”

Ai piedi del Ponte di Rialto una testa dorata ricorda la più antica spezieria di Venezia, nota come “Alla testa d’oro”. Qui veniva preparata la Theriaca d’Andromaco, chiamata anche triaca, medicamento dalla ricetta segreta. Del luogo, così come della misteriosa medicina tramandata dalla Grecia del primo secolo a.C. non rimane nulla, se non questa testa scolpita, come un monito sull’importanza di fare attenzione e imparare a osservare tutto ciò che silenziosamente porta traccia delle storie che hanno fatto la Storia.

Un consiglio noir su Venezia segreta? La scrittrice Barbara Baraldi, autrice della serie «Aurora Scalviati, profiler del buio» (Giunti) e sceneggiatrice per Dylan Dog non ha dubbi: “L’affascinante Ca’ Dario, di cui è possibile vedere la facciata che si specchia sul Canal Grande, conosciuto come il “Palazzo Maledetto”. Si dice che chiunque lo abiti sia destinato a terribili sciagure. La leggenda nasce dal fatto che tutti i proprietari morirono per cause accidentali o suicidandosi. Oggi nessuno osa abitarlo”.

Venezia

Cosa visitare a Venezia: le esperienze da non perdere

Una mappa per perdersi… è possibile? Forse sì, dimenticando strade e percorsi, lasciandosi guidare dall’istinto e dalle emozioni. Venezia è il posto perfetto per iniziare. Lascia che siano i tuoi piedi e i tuoi occhi, insieme al cuore, a decidere il cammino. E allora ecco, in ordine sparso, ciò che potresti incontrare.

  • camminare all’alba in piazza San Marco, quando le persone scompaiono e fermarsi a respirare guardando la distesa azzurra, fra gli uccelli in volo, in questo immenso spazio vuoto dove lasciar andare a briglie sciolte l’immaginazione
  • salire sul vaporetto in una mattina di nebbia e seguire tutta la linea 2, oppure la 1, più lenta, da Canal Grande a Piazza San Marco attraverso il Canale della Giudecca e il Tronchetto.
  • scendere gradino dopo gradino nella cripta sommersa della chiesa di San Zaccaria, poco distante da San Marco, dove trovavano sepoltura i primi Dogi di Venezia, per lasciarsi disorientare dal riflesso dell’acqua fra le colonne dei sotterranei quasi costantemente allagati
  • lungo il Rio dei Vetrai nell’isola di Murano sbirciare l’opera dei maestri al lavoro nelle fornaci e i misteri della millenaria arte del vetro (chi desiderasse approfondire può farlo al Museo del Vetro sull’isola di San Donato di Murano)
  • passeggiare al tramonto alla Giudecca, la più grande delle isole di Venezia, per ammirare lo spettacolo del sole che si inabissa fra i cantieri per il rimessaggio delle barche e giardini segreti come gli spazi del complesso di Santa Maria della Presentazione, detto delle Zitelle, il Giardino Eden (purtroppo vietato al pubblico) e gli orti ancora oggi coltivati dai frati del convento collegato alla Chiesa del Redentore
  • mentre la sera lentamente scende, raggiungere il faro di Murano con la sua luce intermittente che ci attrae e guida
  • campo della pescheria al mattino presto, quando sotto alle Logge della Pescaria inizia il mercato del pesce di Rialto e, accanto, si preparano la frutta e gli ortaggi nell’adiacente Campo de l’Erbaria
  • in bicicletta sull’isola di S. Erasmo, l’orto di Venezia (raggiungibile con la linea 13), dove nel mese di maggio si celebra la Festa del carciofo violetto di Sant’Erasmo
  • gradino dopo gradino Scala del Bovolo a Venezia, la scala a chiocciola voluta da Pietro Contarini nel Quattrocento
  • scegliere una mostra che solletichi la curiosità in un palazzo storico come La Casa dei Tre Oci, Palazzo Venier dei Leoni o fra le sale della Peggy Guggenheim Collection, per dimenticare i problemi e lasciarsi ispirare
  • sentire il batticuore scendendo nell’oscurità fra antichi scheletri dipinti sui muri e il buio che avvolge all’interno della Cripta di San Simeon Piccolo
  • camminare per l’antico ghetto immaginando la vita di un tempo, alla scoperta delle sinagoghe (ne esistono ben cinque), passo dopo passo nelle piazze e lungo le piccole strade in cui si affacciavano artigiani, banchi dei pegni (oggi è possibile visitare il “Banco Rosso”) e le panetterie dove assaggiare la cucina ebraica kosher
  • una sera al Teatro La Fenice, per lasciarsi rapire dalla potenza della musica
  • meditare sul tempo e sulla vita in un giorno d’inverno al cimitero ebraico del Lido (da ottobre a marzo aperto solo al mattino), fondato nel 1386
  • lasciarsi sconvolgere da una vertiginosa vista sulla città di Venezia dal campanile di San Marco

Cosa vedere a Venezia con i bambini

Visitare una città d’arte con i bambini ti sembra difficile? Non se scegli i punti di interesse più adatti a loro. Fra una gita sui canali e uno stop al museo scoprire Venezia sarà bellissimo. Per noi adulti è un museo a cielo aperto, per i bambini il paese delle meraviglie. Canali al posto delle strade, gondole e vaporetti invece che auto, palazzi che sembrano galleggiare sull’acqua anziché grattacieli.

Piazza San Marco

Vuoi garantire “l’effetto wow”? Punta subito sulla piazza che tutto il mondo ci invidia. I bambini resteranno a bocca aperta: i porticati, i piccioni, le musiche dei caffè e, allo scoccare dell’ora, anche i Mori che percuotono la campana della Torre dell’Orologio. Salite sul campanile di San Marco (c’è l’ascensore!): a quasi 99 metri di altezza la piazza sembrerà un fazzoletto bianco pieno di formichine, la laguna un mare blu punteggiato dai gabbiani e i tetti delle case una distesa di camini, tutti diversi e dalle forme bizzarre. I ragazzi più grandi saranno anche incuriositi dai percorsi segreti di Palazzo Ducale, che nascondono prigioni e camere delle torture.

Il Museo Navale

Proseguite lungo riva degli Schiavoni. Oltrepassato il Ponte dei Sospiri, guardate a sinistra: all’orizzonte c’è il campanile di San Giorgio dei Greci che sembra sul punto di cadere. Poco oltre si entra nel bacino dell’Arsenale, il cuore della potenza marittima di Venezia. Ai tempi d’oro i 16.000 uomini che vi lavoravano potevano armare una nave da guerra in sole 12 ore: lo scoprirete nel piccolo, ma delizioso, Museo Navale.

Venezia con gondola

I giardini

Lasciate alla vostra sinistra via Garibaldi, il cuore del popolare sestiere di Castello dove sventolano i panni stesi, e proseguite verso i Giardini pubblici. Qui potrete riposarvi su una panchina o ai tavolini della Serra dei Giardini. A questo punto i bambini saranno stanchi di camminare. Tornate verso il centro con il vaporetto e scendete a Santa Maria della Salute, la meravigliosa basilica costruita dopo la peste del 1630: da qui la vista su Canal Grande e Palazzo Ducale è unica.

Tra calli, ponticelli e campielli fioriti, seguite le indicazioni verso il palazzo della Collezione Peggy Guggenheim (che offre anche attività per famiglie) e arrivate all’Accademia. Da qui, girate in rio Foscarini e arrivate alle Zattere, la passeggiata lungo il canale della Giudecca con il suo incessante viavai di grandi traghetti e un’infilata di tavolini dove crogiolarsi al sole. Già che ci siete, date un’occhiata nel canale di San Trovaso, proprio all’angolo. C’è un curioso chalet di legno, uno squero, dove si costruiscono e riparano le gondole: è uno dei pochi rimasti.

Il mercato

Tornate all’Accademia e prendete un vaporetto fino a Rialto. Il mercato è sempre uno spettacolo, con i banconi di frutta e i gabbiani che cercano di rubare cibo. Nella loggia del pesce potete divertirvi a riconoscere le tante specie fresche ma anche a cercare la stele con le antiche misure dei pesci da vendere. Seguite i veneziani con gli immancabili carrelli della spesa e, come loro, usate la gondola-traghetto che dal campo della Pescheria attraversa il Canal Grande. Che emozione ondeggiare su questa barchina a pelo d’acqua, mentre i gondolieri fanno lo slalom tra vaporetti e motoscafi! Stanchi? Spostatevi in Campo San Giacomo dell’Orio: trovate tanti locali carini con i tavolini all’aperto. Oppure andate a Campo San Polo (la piazza più grande dopo San Marco), dove i piccoli veneziani giocano a pallone e vanno finalmente in bici (vietata in tutto il resto della città!).

Le attività pensate ad hoc

Venezia organizza tante attività per i bambini (percorsi didattici, animazioni nei musei, concerti-spettacolo, cacce al tesoro, giochi in biblioteca), spesso gratuite. Cercale su veneziaunica.it. Vuoi qualche ora di libertà? Puoi affidare i bambini alle guide di Macacotour, che propongono percorsi per far scoprire i segreti della città ai ragazzini dai 6 agli 11 anni (macacotour.com).

Non dimenticarti di portare una borraccia: l’acqua delle fontanelle è buonissima. Per trovarle, usate la mappa Fuorirotta che si scarica dal sito comune.venezia.it, dove ci sono anche indirizzi di locali e negozi bio-eco.