Con L’estranea, Paolo Strippoli porta sul grande schermo una Puglia diversa da quella delle cartoline. Niente masserie da sogno o spiagge utilizzate soltanto come sfondo: Bari, Monopoli e Gioia del Colle diventano parte integrante di un thriller familiare che mescola mistero, paura e segreti mai risolti.
Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale italiane dall’8 ottobre 2026, il film vede nel cast Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Le riprese si sono svolte tra Lazio e Puglia nell’estate del 2025, con Roma e il territorio barese trasformati nei due grandi poli geografici della storia.
Di cosa parla “L’estranea”
Al centro di L’estranea c’è la famiglia Colonna e un segreto rimasto sepolto per anni. La storia prende avvio a Bari, alla fine degli anni Novanta, quando la piccola Alice viene gravemente ferita dal cane di famiglia.
È allora che nella vita di sua madre Anna, interpretata da Jasmine Trinca, compare una donna misteriosa, l’Estranea di Valeria Bruni Tedeschi, che le offre la possibilità di salvare la figlia in cambio di un sacrificio. Nel film Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi tornano a recitare insieme dopo L’arte della gioia, diretta da Valeria Golino.
Anni dopo, Alice è adulta e vive a Roma: l’arrivo improvviso della madre riapre quel passato e la costringe a confrontarsi con una verità capace di mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sulla propria famiglia.
Tra thriller psicologico, dramma familiare e suggestioni horror, il film costruisce così una storia di maternità, colpa e conseguenze, dove ogni scelta fatta per proteggere qualcuno finisce per avere un prezzo.
La Puglia di “L’estranea” è lontana dalle cartoline
Nel film la Puglia non serve semplicemente a rendere belle le immagini. È il luogo nel quale affondano le radici della famiglia Colonna, al centro della storia, ed è qui che passato, denaro, legami familiari e paure cominciano a intrecciarsi.
Strippoli sceglie soprattutto Bari, ma evita di raccontarla soltanto attraverso i suoi luoghi più conosciuti. Le riprese hanno toccato il Molo San Nicola, il Circolo Canottieri Barion, il quartiere San Paolo e il Policlinico, mettendo insieme lungomare, quartieri popolari e spazi quotidiani.
Ne nasce una città più complessa e stratificata, dove le zone eleganti convivono con quelle periferiche e dove il paesaggio urbano accompagna la progressiva rottura degli equilibri familiari.
Bari, dal Molo San Nicola al quartiere San Paolo
Tra le location più riconoscibili ci sono il Molo San Nicola e il Circolo Canottieri Barion, affacciati sul mare. Ma la troupe si è spinta anche verso il quartiere San Paolo e alcune strutture ospedaliere, allontanandosi dall’immagine più turistica del capoluogo pugliese.
È proprio questo contrasto a rendere interessante la Bari di L’estranea. Una città che cinema e televisione stanno raccontando sempre più spesso attraverso i suoi luoghi reali: anche le location baresi della serie Guerrieri attraversano lungomare, quartieri e spazi quotidiani del capoluogo.
Da una parte c’è il mare, presenza inevitabile nella città; dall’altra ci sono luoghi molto più ordinari, legati alla vita quotidiana, alla malattia e alle fragilità dei personaggi.
Il risultato è una Bari riconoscibile, ma mai decorativa. Il territorio accompagna la storia e contribuisce a costruirne l’atmosfera.
Monopoli mostra il suo volto più inquietante
Il viaggio pugliese del film prosegue a Monopoli. Qui le riprese hanno coinvolto il centro urbano, il canile sanitario e Porto Ghiacciolo, una piccola caletta lungo la costa.
È una scelta che racconta bene il tono del film: luoghi apparentemente molto diversi vengono accostati per creare un continuo passaggio tra bellezza e inquietudine.
Porto Ghiacciolo è uno degli scenari più suggestivi del territorio monopolitano, ma nel contesto di L’estranea anche il paesaggio costiero perde qualsiasi funzione da semplice sfondo vacanziero. Il mare entra invece in una storia molto più scura, fatta di colpa, memoria e sacrifici.
Gioia del Colle e Villa Povia
Un’altra tappa porta nell’entroterra, a Gioia del Colle, dove la produzione ha scelto Villa Povia.
Con questa location il film si allontana ancora di più dalla Puglia costiera e mostra un territorio diverso, più raccolto e meno immediatamente riconoscibile dal grande pubblico.
È anche attraverso questa varietà di ambienti che Strippoli riesce a costruire la geografia della famiglia Colonna: il mare, la città, la periferia e l’entroterra diventano quasi altrettanti frammenti del passato dei protagonisti.
Da Bari a Roma, due città per due tempi della storia
Se la Puglia rappresenta soprattutto le radici della vicenda familiare, Roma è legata al presente di Alice, interpretata da Romana Maggiora Vergano.
Nella Capitale le riprese hanno interessato San Lorenzo, la zona della Stazione Termini, la Torre Piezometrica, l’Istituto San Leone Magno, l’Ospedale San Camillo e l’American Hospital.
Anche in questo caso la Roma scelta da Strippoli è lontana dall’immagine monumentale della città. San Lorenzo e Termini sono luoghi vissuti, attraversati ogni giorno da studenti, lavoratori e viaggiatori: una normalità che rende ancora più efficace l’ingresso dell’elemento perturbante.
Un itinerario cinematografico nella Puglia del film
Chi volesse seguire le tracce di L’estranea può costruire un percorso che parte da Bari e prosegue verso Monopoli e Gioia del Colle.
Il Molo San Nicola e il lungomare sono facilmente accessibili, così come il centro di Monopoli e Porto Ghiacciolo. Bari, del resto, si presta anche a itinerari meno convenzionali, come quello sulle tracce di Corto Maltese tra Muraglia, porto vecchio e Bari Vecchia.
Alcune delle altre location, invece, sono strutture ospedaliere o spazi privati e quindi non possono essere considerate vere attrazioni turistiche.
Ma è forse proprio questo il fascino del percorso: scoprire luoghi che normalmente non entrerebbero in un itinerario classico e vedere come il cinema riesca a trasformarli.
In L’estranea, infatti, la Puglia non è la solita terra assolata da mostrare agli spettatori. È una regione più ambigua, urbana e persino inquietante. E proprio per questo sorprende.