C’è un momento dell’anno in cui i boschi si trasformano in modo sorprendente. Il verde arretra, compaiono il giallo, l’arancio, il rame e il rosso: è il foliage, parola che ormai appartiene anche al vocabolario dei viaggiatori. In Italia lo spettacolo entra nel vivo in autunno, mentre più a nord può iniziare molto prima.

Foliage: cos’è e perché le foglie cambiano colore

In inglese foliage indica il fogliame di una pianta o di un insieme di piante. In ambito turistico, si usa questo termine per raccontare lo spettacolo delle foglie che cambiano colore in autunno.

Con l’accorciarsi delle giornate e il cambiamento delle temperature, le foglie smettono progressivamente di produrre clorofilla. È il pigmento che durante la stagione vegetativa dà loro il caratteristico colore verde.

Quando la clorofilla diminuisce, diventano visibili altri pigmenti già presenti nelle foglie, come caroteni e xantofille. Ecco comparire gialli e arancioni. In alcune specie si formano anche antociani, associati alle sfumature rosse e violacee.

Anche il meteo conta. Temperatura, luce e disponibilità d’acqua possono influenzare intensità e durata dei colori. Per questo lo stesso bosco non si presenta identico ogni anno. Il foliage è uno spettacolo con un copione naturale, ma senza una data di debutto garantita.

Dove vedere il foliage in Italia: tre mete che valgono il viaggio

Per trovare scenari spettacolari non occorre necessariamente prendere un aereo. L’Italia offre boschi alpini e appenninici dove l’autunno cambia completamente il paesaggio.

La Val Vigezzo, in Piemonte, è una delle mete superlative per osservare il foliage nel nostro Paese. Qui c’è un modo particolare per attraversare il paesaggio: la ferrovia panoramica che collega Domodossola con Locarno, in Svizzera, permette di ammirare il foliage in tutto il suo splendore.

Un’altra meta impagabile per osservare il fenomeno è nelle Prealpi orientali, la terra dei Cimbri a cavallo fra tre province: Belluno, Treviso e Pordenone.

In Valle d’Aosta c’è invece la Val Ferret, ai piedi del massiccio del Monte Bianco. Qui il foliage incontra un paesaggio decisamente alpino. I colori caldi della vegetazione contrastano con le rocce e con le cime che annunciano già l’arrivo della stagione fredda.

Poi ci sono le Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia-Romagna. È una meta diversa dalle prime tre, ideale per chi associa l’autunno soprattutto al piacere di camminare. Faggete e altri boschi di latifoglie trasformano sentieri e vallate in un mosaico di colori.

Il foliage in Europa: dalla ruska finlandese ai boschi della Germania

Basta spostarsi verso il Nord Europa per scoprire che l’autunno ha altri ritmi, altre sfumature e persino un altro nome.

In Finlandia l’arrivo dei colori autunnali è così importante da avere una parola tutta sua: ruska. Per vederla in uno dei suoi scenari più spettacolari si può puntare su Kilpisjärvi, nell’estremo nord della Lapponia, vicino alla collina di Saana.

Qui l’autunno colora non soltanto betulle e altri alberi, ma anche la vegetazione che ricopre il terreno. È il fenomeno chiamato maaruska, che accende il paesaggio di rosso, giallo e oro. In questa parte della Finlandia la trasformazione arriva presto: la ruska comincia generalmente tra la fine di agosto e settembre, anche se tempi e intensità cambiano secondo l’andamento della stagione.

In Norvegia lo scenario cambia ancora. Una meta da segnare è Lillehammer, porta d’accesso alla valle di Gudbrandsdalen, dove in autunno boschi, montagne e vallate assumono tonalità gialle, arancioni e rossastre.

Da qui si può proseguire verso le aree montane dell’entroterra, dove la stagione cambia rapidamente con l’altitudine. Settembre e ottobre sono mesi particolarmente interessanti per vivere l’autunno, ricordando però che nelle zone montane la stagione arriva prima.

Poi c’è la Germania, dove il foliage diventa una buona scusa per scoprire i grandi boschi. Una meta interessante è il Parco nazionale di Hainich, in Turingia, caratterizzato da estese foreste decidue. Una parte delle antiche faggete del parco rientra nel sito UNESCO dedicato alle faggete primarie e antiche dei Carpazi e di altre regioni d’Europa. In autunno, proprio i boschi di latifoglie diventano protagonisti.

E se cerchi qualcosa di più vicino all’Italia, c’è la Slovenia. Ottobre è uno dei periodi in cui il paesaggio mostra con particolare evidenza le tonalità autunnali. Nella zona di Bohinj, nel cuore delle Alpi Giulie e del Parco nazionale del Triglav, i colori dei boschi si riflettono nel lago. Dal belvedere di Peč nad Staro Fužino, raggiungibile con un breve sentiero, lo sguardo abbraccia il lago e le montagne circostanti immerse nella tavolozza autunnale.

Dal Giappone al Canada: il foliage dall’altra parte del mondo

Ci sono Paesi nei quali osservare le foglie d’autunno non è semplicemente un passatempo stagionale. In Giappone, per esempio, l’arrivo del koyo, la colorazione autunnale delle foglie, viene seguito lungo tutto l’arcipelago.

La trasformazione procede generalmente dalle aree settentrionali verso quelle meridionali e dalle quote più alte verso il basso. Questo significa che la stagione può protrarsi a lungo. A seconda della zona e dell’andamento climatico si può andare da fine settembre fino ai primi giorni di dicembre.

Kyoto è probabilmente una delle immagini più seducenti di questo viaggio. Templi e giardini incontrano le tonalità degli aceri giapponesi, capaci di passare dal verde a gialli, arancioni e rossi intensi. Ma proprio perché i tempi cambiano secondo luogo e condizioni climatiche, conviene consultare le previsioni stagionali prima della partenza.

Negli Stati Uniti, invece, il New England è diventato quasi sinonimo di viaggio autunnale. Nel New Hampshire esiste persino un foliage tracker ufficiale, aggiornato durante la stagione per indicare l’avanzamento dei colori nelle diverse zone dello Stato.

E poi c’è il Canada, dove il foliage sembra giocare su una scala ancora più grande. In Ontario, l’Algonquin Provincial Park ospita numerose specie native di alberi decidui: tra metà settembre e metà ottobre il periodi migliore per ammirare i colori. In Québec, il Parc national du Mont-Tremblant aggiunge laghi e rilievi alle tonalità rosse degli alberi. Anche qui esistono strumenti per seguire l’evoluzione della stagione.