Il Giappone è sempre più vicino nei sogni di viaggio, complice uno yen debole che negli ultimi anni ha reso il Paese più accessibile anche per i viaggiatori europei. Eppure, proprio mentre cresce il desiderio di partire, cambiano le regole del gioco. Tra nuove tasse, aumenti sui trasporti e costi in revisione, il 2026 si preannuncia come un anno di svolta per chi sta pianificando una vacanza nel Paese del Sol Levante. Non si tratta di un cambio drastico, ma di una serie di novità che, sommate, possono incidere sul budget finale. Conoscerle in anticipo è il modo migliore per partire preparati.

Perché il Giappone sta diventando più caro per i turisti

Negli ultimi anni il Giappone ha registrato un forte aumento dei visitatori internazionali. Il calo dello yen ha reso hotel, ristoranti e trasporti più convenienti rispetto al passato, attirando sempre più viaggiatori da Europa e Stati Uniti.

Questo successo, però, ha portato con sé anche alcune criticità. In città come Kyoto si è iniziato a parlare apertamente di overtourism, cioè di un afflusso turistico difficile da gestire. Le autorità locali hanno quindi deciso di intervenire con nuove misure, pensate non per scoraggiare i visitatori, ma per rendere il turismo più sostenibile.

L’obiettivo è chiaro: distribuire meglio i flussi e finanziare servizi e infrastrutture. Il risultato, però, è che chi viaggia dovrà mettere in conto costi leggermente più alti rispetto a oggi.

Nuove tasse di soggiorno: cosa cambia da Kyoto alle altre prefetture

La novità più immediata riguarda le tasse di soggiorno. Kyoto, una delle mete più amate, ha introdotto dal 1° marzo un sistema aggiornato che prevede importi più alti rispetto al passato.

Chi soggiorna in hotel di lusso può arrivare a pagare oltre 10.000 yen (53 euro) a notte, mentre per le strutture di fascia media la tassa varia tra 1.000 e 4.000 yen (5 e 21 euro) . Gli alloggi più economici restano accessibili, con un contributo minimo di circa 200 yen (un euro circa).

Non è un caso isolato. Anche altre prefetture stanno introducendo o aumentando imposte simili. In Hokkaido, per esempio, il costo dipende dal prezzo dell’alloggio e può salire fino a 500 yen (2.67 euro) a notte. Alcune città, come Sapporo, applicano anche tasse aggiuntive locali.

Altre destinazioni, tra cui Hiroshima e alcune località della prefettura di Kanagawa, hanno già introdotto contributi simili. E nuovi aumenti potrebbero arrivare nel corso del 2026 in altre aree del Paese.

Queste misure servono a finanziare servizi per i residenti e a gestire meglio i flussi turistici, ma incidono direttamente sul costo complessivo del viaggio.

Aumenti su voli e visti: le novità dal 2026

Un altro cambiamento riguarda la tassa di uscita dal Paese. Introdotta nel 2019, finora era pari a 1.000 yen per persona. Dal luglio 2026 è previsto un aumento fino a 3.000 yen (16 euro) per tutti i viaggiatori sopra i due anni, sia via aerea sia via mare.

Anche i visti sono sotto revisione. Attualmente, chi ne ha bisogno paga circa 3.000 yen per un ingresso singolo e 6.000 yen (32 euro) per ingressi multipli. Il governo sta valutando un aumento significativo, con cifre che potrebbero arrivare rispettivamente a 15.000 e 30.000 yen (80 e 160 euro).

Va precisato che molti viaggiatori europei non hanno bisogno di visto turistico per soggiorni brevi. Tuttavia, per chi ne ha necessità, questo cambiamento potrebbe incidere in modo sensibile sul budget.

Trasporti più costosi: cosa succede al Japan Rail Pass

Anche gli spostamenti interni diventano meno convenienti. Il Japan Rail Pass, uno dei strumenti più utilizzati dai turisti per muoversi nel Paese, subirà un aumento dei prezzi.

Dal 1° ottobre, il pass settimanale standard per adulti arriverà a circa 53.000 yen (283 euro), con un incremento rispetto alle tariffe precedenti. Le versioni premium e i pass di durata più lunga vedranno aumenti ancora più consistenti.

Secondo diverse fonti del settore, questi rincari riducono la convenienza del pass rispetto all’acquisto di singoli biglietti o ad alternative come i voli interni. Questo significa che, nel 2026, pianificare gli spostamenti con attenzione diventa ancora più importante.

Come organizzare un viaggio in Giappone nel 2026 senza spendere troppo

Nonostante i rincari, il Giappone resta una destinazione accessibile, soprattutto se si pianifica con attenzione. Il cambio favorevole dello yen continua a giocare a vantaggio dei viaggiatori europei, rendendo ancora convenienti molte esperienze, dai ristoranti agli ingressi culturali.

Per contenere i costi, può essere utile scegliere periodi meno affollati, optare per alloggi di fascia media o economica e valutare con attenzione l’utilità del Japan Rail Pass in base all’itinerario. Anche prenotare in anticipo può fare la differenza.

Infine, informarsi sulle tasse locali e sui possibili aumenti permette di evitare sorprese e gestire meglio il budget complessivo.