Troppo poveri per un figlio

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IL SOGNO DI UNA VITA MIGLIORE

«Io avevo creduto di innamorarmi e di essere ricambiata: mi chiamava Amore e io ci avevo creduto. I grandi ci dicono così, di credere nell’amore. Ma lo sanno i grandi cos’è l’amore? Amano, i grandi?» inizia così Io non ho sbagliato, il romanzo di Onofrio Pagone, tratto da una vicenda realmente accaduta. La storia è quella di una ragazza rumena che a 17 anni scopre di aspettare un bambino dal suo innamorato, un compagno di scuola: l'abbandono da parte del partner, il viaggio verso la madre, badante, e l'Italia, desolante terra promessa, insieme allo scontro con una Giustizia che di giusto sembra avere davvero poco rendono amare queste pagine di vita vera. Il figlio sarà sottratto per sempre a questa giovane mamma, con l'unica colpa di essere sola in un Paese di cui non parla la lingua, minorenne presa in ostaggio e ingannata dalla stessa madre. Le donne straniere o minorenni non sono le uniche a veder naufragare il sogno di una vita migliore. Secondo i dati Istat sono state 1 milione e 582 le famiglie in condizioni di povertà assoluta nel 2015: numeri che fanno vergognare.

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Quando la povertà uccide l'essere genitori

 

Insegnare ai ragazzi l'indipendenza e la conoscenza del proprio corpo è fondamentale, perché aiuta a diventare adulti più consapevoli, in grado di proteggersi e gestire i propri bisogni. L'insegnamento avviene giorno per giorno, fin da piccoli: una lezione di vita attraverso sogni, sbagli, cadute e forza di volontà.

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