Ci sono decadi che ci appartengono più di altre. Vuoi perché le abbiamo attraversate con spensieratezza, vuoi perché ci trasportano in un mondo che avremmo voluto vivere diversamente, magari in età adulta. O semplicemente ci affascinano le storie che raccontano e i personaggi che le hanno rese indimenticabili. Come gli anni Novanta, la cui estetica continua a intrecciarsi con i linguaggi contemporanei, soprattutto con il guardaroba femminile e le passerelle. Ultima su tutte quella di Miu Miu a Parigi che per pochi minuti ci ha fatto tornare là dove tutto era iniziato. Sì, perché Miu Miu nasce proprio intorno al 1993, con un nome che è il vezzeggiativo della sua designer Miuccia Prada, ma esprime anche il suo lato più anticonformista e ribelle. E non è quindi un caso se per svelare la sua collezione autunno/inverno 2026/27 ha scelto due donne che hanno fatto della trasgressione un’identità: l’attrice Chloë Sevigny e la top model Kristy McMenamy.

Chloë Sevigny sulla passerella di Miu Miu
Chloë Sevigny sulla passerella di Miu Miu A/I 2026/27 – Launchmetrics/Spotlight

Mini abiti-sottoveste, giacche di pelle over, completi total black, tracce di un archivio che continua ad evolvere e di uno stile che ha ingombrato i nostri guardaroba in passato e a cui andrà fatto nuovamente spazio nei prossimi mesi. I motivi? Forse l’ossessione verso una style icon come Carolyn Bessette e la sua love story con John Kennedy Jr, o magari il ritorno di Beverly Hills 90210 in tv o la reunion di Oasis e Backstreet Boys. Tutto può essere, di sicuro lo stile anni Novanta ha già intercettato la sua ambassador durante le settimane della moda a Milano e Parigi: Chiara Ferragni. Ecco i 5 look che hanno segnato il suo ritorno in grande stile.

L’abito sottoveste di Fendi

Foto Ipa

Nella check list dello stile anni ’90 l’abito sottoveste è al primo posto. Ma qui Chiara Ferragni ha fatto l’upgrade. Per la sfilata di Fendi AI 2026/27 a Milano, ha infatti scelto uno slip dress della griffe in una versione leggera e trasparente che ricorda l’iconico abito see-through indossato da Kate Moss nel 1993. E mentre Kate lo aveva portato con un paio di slip neri e flip-flop, Chiara ha preferito abbinarlo a un coat in montone, décolletée a punta e la riedizione della borsa baguette.

La tuta di Prada

Foto Ipa

Il minimalismo negli anni ’90 era un’ossessione. E sono pochi gli stilisti che oggi riescono a raggiungere quel grado di pulizia senza cadere nel cliché. Frutto del lavoro congiunto tra Raf Simons e Miuccia Prada la tuta che ha indossato Chiara Ferragni ci ricorda che il nero in quegli anni era un colore feticcio per chi lavorava nella moda. Così come le décolletée a punta e la borsa a bauletto. Tocco 2026? I guanti azzurri.

Giacca e pantalone di Boss

Foto Ipa

Julia Roberts si è presentata ai Golden Globes del 1990 con un completo preso nel reparto uomo di Giorgio Armani. E da quel momento libere tutte a rovistare negli armadi di padri, mariti e fratelli per prendere in prestito giacca e pantaloni. Chiara ha scelto di interpretare a suo modo quello stesso spirito rinunciando al completo e adattando il trend al suo stile con un blazer gessato, pantaloni di pelle over, camicia bianca e chiaramente una cravatta, accessorio non più solo maschile. Un look perfetto da business woman.

Le sovrapposizioni di Missoni

Chiara Ferragni in Missoni
Foto Launchemtrics/Spotlight

La tendenza layering l’abbiamo imparata proprio negli anni ’90 quando stratificavamo non tanto per proteggerci dal freddo quanto per creare dei mix di apparente caos in puro stile grunge: le regole non esistevano, ma il comfort era prioritario. E cosa c’è di più comodo di un cardigan over abbinato a due strati di pullover, un paio di bermuda e soprattutto di sneaker?

Il dadcore di Miu Miu

E mentre tutte le it-girl si sono presentate alla sfilata di Parigi di Miu Miu con grembiuli di vario genere, Chiara si è distaccata dal gruppo per giocarsi nuovamente una carta anni ’90: il dadcore. Uno stile che è ormai in voga da qualche anno, ma che attinge sopratutto dai papà di quell’epoca. Capi apparentemente noiosi come il pantalone dritto, il cardigan con gli inserti in suede e un bel paio di mocassini. La semplicità e la discrezione di questi tempi si notano di più perché sono semplicemente chic.