Il 21 ottobre 2026 porta una nuova fase di maltempo sull’Italia, con l’allerta arancione in sei regioni e condizioni instabili destinate a interessare diverse aree del Paese.

La pioggia torna a condizionare la vita quotidiana, rendendo più difficili gli spostamenti e aumentando i rischi. La Protezione Civile invita a prestare attenzione soprattutto in Liguria e in alcune aree di Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania, dove sono possibili criticità legate alle precipitazioni.

Le previsioni e le regioni coinvolte

L’allerta arancione è stata dichiarata dalla Protezione Civile in Liguria e in alcune zone di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania.

In altre regioni è stata dichiarata l’allerta gialla, che indica un livello di attenzione più basso. Queste sono: Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre ad alcune zone di Lombardia ed Emilia-Romagna. Le previsioni parlano di nubifragi, grandinate e raffiche di vento forti, con un peggioramento che avanza da ovest verso est.

La Liguria è stata la prima a fare i conti con la pioggia, e le ore più difficili sono state quelle del mattino. Con il passare delle ore comunque l’allerta è parzialmente rientrata. A Genova e nella provincia di Savona ci sono stati allagamenti diffusi, mentre la statale del Sassello e l’Aurelia sono state chiuse per smottamenti e per l’esondazione del Rio Basco. A La Spezia il sindaco Pierluigi Peracchini ha chiuso le scuole di ogni ordine e grado, insieme ai centri di aggregazione e ai parchi pubblici.

Il maltempo ha colpito anche Latina e la provincia pontina. In Campania le lezioni sono state sospese nella penisola Sorrentina e a Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano.

Sono decisioni prese dai singoli Comuni, a cui spetta attivare le misure di protezione civile sul territorio. Per questo le loro comunicazioni sono il primo riferimento per chi deve organizzare la giornata.

I rischi e le raccomandazioni

Il pericolo più concreto è l’acqua che sale in fretta. Le indicazioni della Protezione Civile ricordano che il livello può aumentare di uno o due metri in pochi minuti. I luoghi più esposti sono le cantine, i piani seminterrati e i piani terra, dove si consiglia di non dormire e di non trattenersi. Per salire ai piani alti è sconsigliato l’ascensore.

Chi esce di casa dovrebbe evitare sottopassi, argini e ponti. Anche le strade in forte pendenza e le zone vicine a versanti ripidi, dove possono scendere colate di fango, sono considerate a rischio.

Il maltempo complica anche gli spostamenti in auto. A Jesolo, in Veneto, un albero è caduto su una macchina e un militare di 46 anni è morto.

Auto che viaggia attraverso la pozzanghera e schizzi d'acqua

Nelle comunicazioni che accompagnano le allerte arancioni i Comuni invitano in genere a mettersi in viaggio solo quando è davvero necessario e a fare attenzione alle attività all’aperto, soprattutto vicino ad alberi e strutture temporanee. Anche perché non è possibile escludere il rischio di possibili alluvioni che, seppur eventualmente di modesta entità, possono creare pericoli.

Le stesse linee guida chiedono di seguire i canali informativi del proprio Comune e della Regione, di accertarsi che la scuola dei figli sia informata dell’allerta e pronta ad attivare il piano di emergenza, e di condividere con le persone vicine quello che si sa sui comportamenti corretti.

Chi vive ai piani alti può ospitare i vicini dei piani bassi, e chi abita ai piani bassi può chiedere ospitalità. Nei condomini gli amministratori sono stati invitati a rafforzare la prevenzione, soprattutto su autorimesse e locali interrati.

Come sarà l’autunno 2026

Il 2026 si avvia a chiudere l’autunno con un carattere ben definito: temperature più alte della media e piogge che si alternano a giornate stabili. Dopo un’estate lunga e un settembre da record in alcune città del Nord, il maltempo è ufficialmente arrivato.

Giovane donna con un impermeabile bianco che lotta con un ombrello arcobaleno in una giornata ventosa e piovosa sul mare

La stagione sta entrando nel vivo con le prime perturbazioni importanti, e il Mediterraneo, ancora molto caldo, rende le precipitazioni più abbondanti quando arrivano. Le proiezioni indicano che a fine ottobre tornerà un periodo di alta pressione, con tempo più stabile, e che novembre sarà più mite del solito, di circa un grado, anche se comunque in molte Regioni si accendono i termosifoni. Il freddo vero, per ora, non si vede all’orizzonte. Bisogna però tenersi pronti a tirare fuori i maglioni, perché l’inverno quest’anno arriverà all’improvviso.

Per chi si prepara a vivere i prossimi mesi, questo significa un autunno dal ritmo irregolare, fatto di giornate quasi primaverili e di improvvisi giorni di pioggia, in cui conviene ragionare per abiti a strati e tenere sempre a portata di mano l’ombrello.

Le previsioni stagionali sono comunque tendenze e non promesse. In ogni caso il quadro generale è quello di una stagione che resterà mite e instabile fino all’inizio dell’inverno.