È impossibile aprire TikTok senza incappare nei video surreali di Benedetta Palella, influencer cristiana che si definisce “Figlia di Medjugorje”. Non solo perché i suoi follower, cattolici e non, sono oltre 100.000, ma anche perché da più di un anno domina l’algoritmo partecipando a tutti i format più in voga con una versione approvata da Dio (o chi per Lui). Come truccarsi in conformità con le Sacre Scritture, il kit da spiaggia della Ragazza Cristiana, come riempire lo zainetto per essere “missionari del mondo”: è stata lei a dettare le leggi della Christian Girl Summer, che – volenti o nolenti – abbiamo vissuto tutti.

#Ragazzacristiana: non (solo) fede

Anche se non si direbbe, anche io sono stata una Christian Girl. I miei primi “festival” sono stati i pomeriggi organizzati dall’ACR (l’Azione Cattolica Ragazzi), di cui conservo ancora la maglietta con il logo ispirato a quello di Superman. Oltre al merchandising, del mio passato in Chiesa mi restano quasi solo dei traumi, ma non mi ha sorpreso vedere gli influencer legati al Vaticano piegarsi ai dettami dell’algoritmo. Qualcuno direbbe che “li ho visti arrivare”: la fede dona sollievo, e in un momento come questo dove ogni certezza è vana, è un’ancora a cui in molti vogliono potersi appigliare.

Ma soprattutto, una fede come quella Cristiana che resta tra le più diffuse al mondo, dona il senso di appartenenza. Dal rito della domenica agli incontri in Parrocchia, sentirsi parte di qualcosa di grande – e di qualcosa di giusto, “dei buoni” – è una sensazione di cui ancora sento la mancanza. Non mi sorprende che tanti ragazzi alla ricerca della propria identità abbiamo trovato un posto nella Chiesa, che sa accogliere (soprattutto a livello locale) molto più del Vaticano. O almeno sa crearne l’illusione.

Se penso al mio passato da church girl, non vedo le preghiere o i riti delle festività, ma proprio questi momenti di comunità all’insegna della condivisione. Il campeggio estivo, a cui sognavo di partecipare come educatrice, l’ACR con le canzoni pop sulla Bibbia (“Siamo in onda” resta una grande hit, spero la suonino ancora). Ma anche i ritiri, le gite, i cammini. Non a caso sono questi contenuti che spopolano anche sul web, con format come “get ready with me” per andare a Medjugorje o “10 cose da sapere per arrivare pronti al Giubileo dei Giovani”.

Vaticano e influencer cattolici: il verdetto è positivo, sharing is caring

Il successo di questi moderni missionari è stato riconosciuto persino dal Vaticano, che ha istituito il 28 e 29 luglio il primo Giubileo dei Missionari Digitali e degli Influencer Cattolici a cui sia Benedetta che molti altri creator hanno partecipato. Accolti direttamente da Papa Leone, i ragazzi hanno finalmente ricevuto l’endorsement ufficiale per poter proseguire con i loro contenuti. Nicola Camporiondo (14mila followers), il creator di punta della Facoltà Teologica del Triveneto, ringrazia con entusiasmo il Papa che li ha accolti, scrivendo che «la Chiesa ha scelto di accompagnarli».

Come Benedetta, anche Nicola crea video viralissimi utilizzando il vocabolario dei ragazzi (seppur con una pacatezza insolita) e condivide pillole di fede in forma pop. Nei loro contenuti non ci sono solo inni ai passi più classici delle Sacre Scritture, ma anche insegnamenti sui nuovi santi e beati, sulle novità del Vaticano, e su quello che scoprono leggendo approfondimenti scritti da esperti teologhi. Sentendoli parlare sembra che la Chiesa stia davvero cambiando, come se fosse finalmente pronta per parlare a una generazione che in lei non si riconosceva più.

Christian Girl Summer: fino al Vaticano (e oltre)

Ma l’ossessione per la religione cristiana non si limita al nostro paese e non sembra essersi conclusa dopo i giorni di festa del Giubileo dei Giovani. Su TikTok spopolano i canali che parlano di “estetica cattolica” come di uno stile che mescola vestiti in pizzo di Dolce & Gabbana ad accessori preziosi a metà fra Rosari e collane. Nelle librerie più popolari di Londra spicca nell’angolo novità la riedizione di Memories of a Catholic Girlhood, il memoir di Mary McCarthy sull’infanzia tra la scuola delle suore e il cattolicesimo estremo della famiglia d’origine irlandese.

A coronare il sentiment, dal Lido arriva Mother di Teona Strugar Mitevska con Noemi Rapace nei panni di una Madre Teresa punk in attesa dell’approvazione dal Vaticano per dare inizio al suo ordine di consorelle. Tra un Hard Rock Hallelujah e un riferimento girl power al suo esercito di donne, la Madre Teresa di Mitevska mi sembra quella che mi piaceva tanto quando ero bambina. Una donna forte e decisa come ce ne sono tante nella Bibbia, da Ruth a Sara, che pur restando ferma nella sua fede si concede al dubbio. E all’ambizione.

Forse, nella Christian Girl Summer che sta terminando, non dobbiamo vedere un “recession indicator”, un segnale di crisi del pensiero e della società, ma un’inaspettata via punk verso il futuro. Non è stato forse Gesù il primo vero influencer controcorrente?