Donne e infarto: occhio ai sintomi

22 10 2018 di Cinzia Testa
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I fattori di rischio, i sintomi e le terapie dell’infarto sono diversi nella donna rispetto all'uomo. Nelle donne i problemi arrivano dopo la menopausa ed è importante tenere sotto controllo lo stile di vita

L'infarto colpisce prevalentemente gli uomini? No, non è così. Eppure ne sono convinte molte di noi. Risultato: spesso le donne sottovalutano i segnali di un attacco cardiaco e arrivano tardi al pronto soccorso.

Non solo: questo succede anche perché delle differenze di genere effettivamente ci sono: «Sia per quanto riguarda l’impatto dei fattori di rischio sia rispetto ai sintomi con cui si manifesta» sottolinea Giuseppe Musumeci, presidente della Società italiana di cardiologia interventistica e direttore della cardiologia dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo. «Le donne iniziano a essere più a rischio d’infarto con la menopausa, perché non sono più protette dagli ormoni femminili. In più, spesso credono che basti fare un chek-up a 50 anni e poi tendono a non pensarci più. Ma questa leggerezza può avere conseguenze serie. Oggi si sa che l’ipertensione, il sovrappeso, la sedentarietà, l’ipercolesterolemia hanno un peso maggiore sull’apparato cardiovascolare femminile rispetto a quello maschile, tanto da rendere il cuore anche dieci anni più vecchio dell’età anagrafica». Attenzione allora a tenere sotto controllo peso, pressione e colesterolo. E occorre chiamare subito il 118 in caso di sintomi sospetti, come l'esagerato bruciore di stomaco con dolore e pressione sul petto, capogiri che non passano sdraiandosi, nausea, a volte vomito e respiro corto, sudorazione fredda.

Oggi ci sono cure efficaci e sempre più mirate alle specificità del cuore delle donne. Si tratta della medicina di genere, che sta facendo passi da gigante.

Come si curano le donne in ospedale dopo l'infarto

Quando si verifica un infarto, significa che una delle arterie coronarie che porta il sangue al cuore si è ostruita completamente a causa di un trombo. La tecnica ad hoc per ripristinare rapidamente il flusso consiste nell’applicazione di un cilindro di metallo, lo stent, che mantiene aperta l’arteria. Con esiti spesso diversi tra uomini e donne, perlomeno fino all’arrivo dei risultati dello studio Octavia. «I dati hanno dimostrato che le arterie femminili hanno un calibro minore rispetto a quelle maschili, ma il meccanismo che le fa occludere è lo stesso» dice il professor Musumeci. «Quando interveniamo sulle donne, oggi utilizziamo stent di misura piccola. Con percentuali di successo che si avvicinano in entrambi i sessi al 100%».


Le terapie per le donne

Di solito i medico prescrive anche una serie di farmaci: gli antitrombotici per mantenere fluido il sangue, gli antipertensivi per la pressione e gli ipolipidici per il colesterolo. Da evitare invece il fai-da-te. Uno studio della Mayo clinic ha visto, per esempio, che il ginko biloba, noto per i suoi effetti benefici sull’apparato cardiocircolatorio, contiene principi attivi che interagiscono con le cure farmacologiche post infarto e possono scatenare pericolose alterazioni del battito cardiaco.

Le precauzioni da seguire a casa

Dopo un infarto si può riprendere una vita normale, con qualche accortezza in più. «Soprattutto nei primi 30 giorni bisogna evitare sforzi intensi e ridurre la quantità di acqua bevuta giornalmente» continua l’esperto. «Il muscolo cardiaco è in un certo senso in convalescenza e non riesce a mantenere i suoi ritmi abituali, anche per quanto riguarda lo “smaltimento” dei liquidi. Un nuovo campanello di allarme potrebbe essere la formazione di edemi, cioè gonfiori, localizzati soprattutto alle caviglie e in generale alle gambe». Non è invece proibita l’attività sessuale: comporta lo stesso sforzo che faresti salendo due piani di scale a piedi. Evitala solo se fa molto caldo e non sei in un ambiente fresco. Perché, con le temperature elevate, il lavoro per il cuore è più impegnativo.

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