Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara Gamberale alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara,
ho 26 anni e non riesco a essere felice. Sto con un uomo che amo e che mi ama. All’inizio, lui mi parlava del fatto che con la ex fidanzata (relazione di 5 anni, finita 5 anni fa) era rimasto in buoni rapporti. In realtà, appena si è messo con me, questa donna, che anagraficamente potrebbe essere mia madre, ha iniziato a dire cattiverie e a cercare di farsi notare con amici comuni pensando che io glieli rubassi. Una bambina. Lui mi ha poi rivelato di aver cercato negli anni di mettere da parte l’odio, pur sapendo che si trattava di una donna con poca bontà d’animo. Ecco, la sua figura mi terrorizza per motivi paradossali: è una bruttissima persona, estremamente frustrata, incattivita e con zero attenzione alla propria cura, mentre il mio compagno tiene (oggi) molto alla cura dell’aspetto (senza eccedere, ovviamente). E dunque, mi chiedo: per starci insieme, il mio fidanzato doveva amarla più di me? Lui nega, e nei fatti dimostra di amarmi molto, ma io non riesco a essere felice. Sono terrorizzata da questa donna che si è presa gioco del mio essere bendisposta e ho sviluppato una vera e propria ossessione temendo che lui mi ami di meno. Lui sostiene addirittura che l’amore vero lo ha provato solo per me. Ma più vado avanti, più mi spengo.
Anonima

Mia cara Anonima,
come può uno scoglio arginare il mare? Così cantava e canterà per sempre Battisti. Il povero scoglio, in questo caso, è la tua felicità, mentre il mare, impetuoso, vasto, impossibile da arginare, è l’ossessione che hai sviluppato nei confronti di una donna, idealizzata al negativo, a cui concedi il potere di distruggere tutto. Non sei felice, temo, perché non lasci spazio alla felicità. Ti preoccupi così tanto di quello che è (ed è stata) l’altra, da perdere di vista il fatto che, come dici all’inizio della lettera, tu stia con un uomo che ami e che ti ama. Dunque la vera domanda è: di che cosa hai davvero paura, Anonima? Sulla faccia di quale ferita bambina hai infilato la maschera di quella donna? Prova a chiedertelo. Magari anche assieme a lui.

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Disegno di Elisa Macellari