Mio figlio Pietro doveva laurearsi in Medicina il 20 marzo 2020.
Dopo tanti anni di studi e di sacrifici, finalmente potevamo festeggiarlo tutti insieme: amici, parenti , fidanzata. Alla fine di febbraio capiamo però che la festa non si riuscirà a fare, magari in casa ma solo con pochi intimi.

Il 5 marzo si laurea la sua fidanzata, Ingegneria matematica al Politecnico di Milano. Lo fa via Skype: presenti i docenti e pochi amici. In noi cresce invece la consapevolezza che non solo la festa ma la stessa laurea di Pietro si stia allontanando.

Poi arriva la notizia che il Magnifico Rettore e i professori dell’Università del Piemonte Orientale, nonostante il duro lavoro che stanno svolgendo in ospedale, possono essere presenti in streaming. Si scioglie la tensione e torna il sorriso: si potrà discutere la tesi!

Il 26 marzo Pietro si laurea in streaming, da casa; accanto a lui solo mamma e papà, ma tutti quelli che lo vogliono seguire, in giro per l’italia, si collegano ognuno da casa propria.

È stato bello ed emozionante comunque. “Laurea di guerra“ l’ho definita io; laurea “diversa” ma non per questo di minor valore, mi ha fatto eco una carissima amica, che mi ha riempito il cuore. Ora però la vita lavorativa di mio figlio resta sospesa: dopo il decreto Cura Italia non serve l’esame di Stato per esercitare la professione, ma i tirocini sono bloccati. Pietro attende. E spera, quanto prima, di poter fare quello che sogna: il medico di base.

(Barbara Maffoni)

#lenostrevitesospese