«Dov’è Trump?». «Trump è morto». Sono due degli hashtag diventati virali su Internet negli ultimi giorni del weekend del Labor Day negli USA. Migliaia di utenti hanno condiviso post, meme, video e screenshot apparentemente «ufficiali» che annunciavano la morte del presidente. Ma com’è possibile che questa clamorosa bufala abbia avuto così tanto seguito da diventare trending topic a livello mondiale?

«Trump è morto»: il trending topic sui social

False voci sulla morte di Trump hanno iniziato a circolare sui social media dopo che alcuni articoli sostenevano che il presidente non si vedeva in pubblico né ha rilasciato dichiarazioni da due giorni. Niente comizi, niente foto ufficiali, niente tweet (o meglio, post su Truth Social). Questo silenzio, unito al fatto che l’agenda presidenziale risultasse insolitamente vuota, ha alimentato le prime voci: «Sta male? È successo qualcosa?». Nel giro di poche ore, la domanda si è trasformata nell’affermazione: «Trump è morto».

Alle 9.15 locali di sabato, “#whereistrump” era il sesto argomento di tendenza più popolare su X negli Stati Uniti. Secondo le analisi della piattaforma erano stati pubblicati circa 158.000 post con la frase «Trump è morto» e 42.000 con la frase «Trump morto». Secondo Grok, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale di X, i post che speculavano sulla possibile scomparsa di Trump avevano ottenuto oltre 1,3 milioni di interazioni da parte degli utenti fino a sabato mattina.

Le parole del vicepresidente J.D. Vance

A gettare benzina sul fuoco sono state le parole del vicepresidente americano J.D. Vance. In molti hanno ripreso una sua intervista a USA Today nella quale, pur pur sostenendo che Trump fosse «in piena forma ed energico», affermava di essere pronto ad assumersi le responsabilità del caso, se mai fosse accaduta «una terribile tragedia». La frase, decontestualizzata, è stata interpretata dai social come un messaggio inquietante, segnale che qualcosa di grave fosse accaduto al presidente.

Donald Trump

Il livido alla mano e le foto in rete

Dopo l’incontro con il presidente francese Macron, alcuni utenti avevano fatto circolare in rete alcune immagini in cui Trump appariva con lividi sulle mani e caviglie gonfie. Le foto erano autentiche, ma le interpretazioni no. C’è chi ha ipotizzato malattie gravi, addirittura un ricovero segreto.

In realtà, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, leggendo una lettera del medico di Donald Trump, ha spiegato tutto con motivazioni piuttosto banali: l’uso quotidiano di aspirina (che può causare lividi) e una condizione molto comune chiamata insufficienza venosa cronica. Insomma, nulla di preoccupante.

Screenshot, meme e… Simpson

Nel bel mezzo del caos, hanno cominciato a circolare su Internet immagini modificate ad arte per sembrare articoli della CNN o della BBC con titoli sensazionalistici: «Donald Trump dead at 79». Molti erano montaggi ben fatti, altri erano semplici meme. Ma in un contesto di questo genere, tutti hanno contribuito ad alimentare la notizia della morte di Trump.

Alcuni utenti hanno infine rilanciato l’idea che i Simpson avessero «previsto tutto», citando un episodio in cui Trump sarebbe morto – cosa del tutto falsa, ma perfettamente in linea con il filone complottista.

La ricomparsa di Trump: fine della bufala

A mettere fine alle solite teorie cospirative della rete è stato lo stesso Trump, facendosi fotografare con la nipote Kai mentre saliva su un veicolo sul prato sud della Casa Bianca. Il presidente indossava una polo bianca, pantaloni neri e uno dei suoi caratteristici cappelli rossi Maga. Trump è poi andato a giocare a golf in Virginia.

«Mi sveglio e vedo gente che si spaventa temendo che Trump sia malato o morto o qualcosa del genere, perché non si vede da qualche giorno», ha scritto in proposito Reagan Reese, corrispondente dalla Casa Bianca del Daily Caller, su X. «Ieri pomeriggio ero con il presidente. L’ho intervistato per un’ora», ha aggiunto.