Iscriversi a due corsi di laurea: come e perché farlo

La doppia laurea adesso è possibile: il Senato ha dato il via libera alla riforma. Cosa cambia, come funziona, iscrizione, vantaggi

Adesso è possibile, a tutti gli effetti, iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea. Il Senato, infatti, ha dato il via libera al disegno di legge che introduce la possibilità di ottenere una doppia laurea, anche in Italia. Secondo il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, è «un grande risultato che consente al nostro Paese di fare un passo in avanti nella formazione universitaria, in linea con il contesto internazionale" e che potrà "garantire ai giovani di poter avere anche questa opzione, che una legge del 1933 rendeva impossibile».

La riforma si estende anche ai master, ai corsi di diploma accademico, di primo o di secondo livello, alle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Le uniche eccezioni riguardano la possibilità di iscrizione contemporanea a due corsi di laurea appartenenti alla stessa classe e ai corsi di specializzazione medica, per i quali rimane il divieto.

Superato un vecchio limite di legge

A differenza di quanto accade già in altri Paesi, a impedire la doppia laurea contemporanea finora era un regio decreto del 1933 che recitava così: «È vietata l’iscrizione contemporanea a diverse Università e a diversi Istituti d’istruzione superiore, a diverse Facoltà o Scuole della stessa Università o dello stesso Istituto e a diversi corsi di laurea o di diploma della stessa Facoltà o Scuola».

Ora il "sì" del Senato, che segue quello della Camera di qualche mese fa e che arriva a oltre due anni dalla prima presentazione della proposta (marzo 2019) offre agli studenti italiani la stessa possibilità già presente in molti Paesi europei. Ma cosa significa e cosa cambia?

Doppia iscrizione: come funziona

Il precedente divieto era ritenuto ormai anacronistico, soprattutto se si pensa che all’estero e in molti Paesi europei non esiste nulla del genere. Senza contare il fatto che gli studenti italiani finora sono stati svantaggiati rispetto ai colleghi stranieri in termini di competitività. Con l’entrata in vigore della nuova norma, invece, sarà possibile iscriversi contemporaneamente a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master, anche presso più università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale. Nel dettaglio, sarà permessa la doppia iscrizione a un corso di laurea o di laurea magistrale e a un corso di master, di dottorato di ricerca o di specializzazione, con la sola eccezione dei corsi di specializzazione medica. In pratica si potrà avere anche una iscrizione doppia e “mista”, cioè ad esempio sia a un corso di laurea che ad un master. L’unico divieto che rimarrà sarà relativo alla possibilità di seguire lo stesso corso di laurea (o master) in atenei differenti.

Si potrà ottenere una doppia laurea

La novità permetterà anche di ottenere una doppia laurea. In realtà si tratta di una possibilità che esiste già, pur con la limitazione che riguardava solo corsi accademici riconosciuti anche da università estere. «Ben venga il fatto che aumentino le opportunità per gli studenti, ma occorre una riflessione. Intanto va detto che l’esigenza non deve partire solo dalla volontà di copiare quanto esiste all’estero, perché in tema di istruzione siamo ancora migliori rispetto a molti altri Paesi. Solo per fare un esempio: si parla tanto di lauree STEM (Science, Technologies, Engineering, Maths, NdR), ma di recente gli Usa hanno ampliato alle STEAM, inserendo anche Arts, le materie artistico-creative, che noi ben conosciamo da sempre» premette Ivano Dionigi, già rettore dell’Università di Bologna e presidente di Almalaurea, il consorzio che raggruppa oltre 90 atenei italiani.

«La seconda considerazione riguarda invece la qualità della formazione: già nel 2009 io lanciai un allarme su un fenomeno che oggi è ancora più evidente, a causa della pandemia: gli studenti oggi arrivano all’università a un livello di semianalfabetismo su molti dei fondamentali della conoscenza, italiano compreso. Quindi, è un bene che si offrano maggiori opportunità, ma vanno valutati bene i pro e i contro, e soprattutto per chi possono esserci reali benefici» spiega Dionigi.

Un vantaggio da sfruttare bene

«Credo che vada fatta una distinzione: per chi inizia un percorso universitario credo sia poco sensata una doppia iscrizione a due corsi: si rischia di fare male entrambi. Al contrario trovo che possano trarne beneficio coloro che, dopo la laurea triennale, seguono un percorso specialistico: per loro potrebbe essere un vantaggio poter studiare contemporaneamente per la laurea specialistica, seguendo anche un master o un corso di alta formazione, se ci sono materie integrabili – spiega Dionigi - La scelta va ponderata in maniera intelligente: in questo caso può anche arricchire. Insomma, facendo un esempio sportivo, è una strada percorribile non da chi le gambe ancora fragili, ma da chi è in grado di camminare in maniera sicura e veloce, e vuole provare a correre».

Si inizia con il prossimo anno accedemico

Quanto alla tempistica, per il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, occorrerà attendere pochissimo: «L’obiettivo è di renderla operativa già a partire dal prossimo anno accademico». Insomma, gli studenti al quinto anno di superiori possono già iniziare a guardarsi intorno. come spiegato dal Ministro Messa, «stiamo già lavorando per fornire quanto prima indicazioni agli atenei per consentire una prima applicazione della legge». «Ciò che auspico, intanto, è che si possa modificare il modello di formazione e conoscenza. In passato c’erano i cosiddetti “saperi verticali”, rigidi. Oggi si parla di sapere orizzontale, io preferirei una circolarità che permetta di unire diversi campi di conoscenza e apprendimento» conclude l’ex rettore di Bologna e presidente di Almalaurea.

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