Allarme zecche e malattia di Lyme: come difendersi

22 06 2016 di Cinzia Testa
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La malattia di Lyme è una malattia rara che si trasmette attraverso le zecche. A portarla alla ribalta in questi giorni è stata la modella Bella Hadid, che l'ha contratta. Ecco come difendersi dalle zecche e quale rischio si corre in Italia

Esiste una malattia rara che si trasmette attraverso le zecche. Si chiama malattia di Lyme ed è sotto i riflettori in questi giorni. A portarla alla ribalta è stata la modella Bella Hadid. Pochi giorni fa ha pubblicato su Instagram una lettera indirizzata alla mamma, anche lei modella, che convive con la malattia da cinque anni. E che a febbraio del prossimo anno pubblicherà un libro dove descrive la sua battaglia giornaliera contro questa patologia invalidante che accomuna mamma, la figlia Bella e anche il figlio sedicenne.

Ma una zecca può davvero ribaltare drammaticamente la vita? "Le zecche possono essere "infestate" da un batterio che in origine è ospite solo degli animali", spiega Carmine Gazzaruso, responsabile pronto soccorso, Istituto clinico Beato Matteo di Vigevano. "certo, non tutte, ma, se malauguratamente si viene colpiti da una zecca infetta, l'infezione è pressoché certa".

Quando è diffusa la malattia di Lyme?
Secondo i Cdc, il centro di sorveglianza delle malattie, la malattia di Lyme attualmente negli Stati Uniti è l'infezione più diffusa tra quelle trasmesse da vettore, in questo caso la zecca, e questo spiega anche come mai ne soffrano sia Bella Hadid, sia sua mamma e il fratello minore. Ed è al centro di grandi polemiche, soprattutto a causa della diagnosi tardiva.

In circa due casi su dieci infatti la malattia si presenta solo con una grande stanchezza e dolori ai muscoli e alle articolazioni, tanto da far sospettare che si tratti di fibromialgia, una malattia reumatica. A peggiorare le cose sono le analisi del sangue negative perché non risulta la presenza dell'infezione. Così però si perde tempo prezioso. Se non viene curata in fretta, la malattia può progredire e cronicizzare, com'è accaduto per l'appunto alla mamma di Bella Hadid, con seri danni alle articolazioni, al sistema nervoso, al cuore, agli occhi e ad altri organi.

Proprio per questo sono allo studio nuove strategie di diagnosi. È recente la notizia sulla rivista scientifica Analytical Chemistry di un innovativo test del sangue che sarebbe in grado di individuare le tracce della presenza del batterio a quattro settimane dal contagio. Va detto anche che negli States è disponibile un vaccino ad hoc contro il batterio responsabile della malattia di Lyme. È consigliato nella fascia d'età tra i 15 e i 70 anni che risiedono, o lavorano oppure trascorrono gran parte della giornata nelle zone infestate da zecche infette.

In Italia c'è il rischio di contrarre la malattia di Lyme?
In Italia, come del resto in tutta Europa, questo vaccino non c'è. Va detto però che, almeno per ora, non c'è una situazione di allarme come negli States. Esiste però il vaccino contro la meningoencefalite da zecca, la malattia più diffusa da noi. La via di trasmissione è sempre la stessa come per la malattia di Lyme e in Friuli Venezia Giulia, la regione più a rischio, la vaccinazione viene fornita gratuitamente a tutti gli abitanti. Si manifesta a distanza di una-due settimane dal morso con sintomi simili a quelli dell'influenza. E in circa tre casi su dieci dopo alcune settimane di miglioramento, si scatenano febbre oltre i 39, mal di testa, perdita di sensibilità agli arti, confusione mentale, tanto da dover essere ricoverati in ospedale.

"La vaccinazione è la soluzione migliore per chi vive nelle zone a rischio perché per la meningo-encefalite non esiste ancora una cura specifica", interviene l'esperto. Si può invece abbastanza agevolmente curare la malattia di Lyme se diagnosticata tempestivamente. "Per questo chi è stato colpito dalla zecca dovrebbe stare molto attento per 30-60 giorni circa e parlarne subito con il medico in caso di febbre, dolori ai muscoli e alle articolazioni, oppure, e questo vale in particolare per la malattia di Lyme, sfoghi sulla pelle, specie se dalla forma circolare, molto rossi verso l'esterno e tendenza a regredire nella parte centrale (eritema a bersaglio). Al momento questo è l'unico modo per una diagnosi tempestiva e iniziare il ciclo di cura antibiotica per "abbattere" il batterio".

Come difendersi dalle zecche
C'è da dire però che la zecca si può tenere bene alla larga mettendo in pratica alcune regole di prevenzione, le stesse in tutto il mondo. Il loro habitat infatti non cambia mai: vivono sul terreno, nell'erba, ai margini dei boschi, vicino ai corsi d'acqua, e anche in spiaggia, dipende dalla presenza di animali. Nelle spiagge libere allora, soprattutto se fanno parte di un parco naturale, è meglio non sedersi direttamente sulla sabbia ma utilizzare i teli da mare col fondo in plastica, e non appoggiare a terra abiti e zaini. Mentre nei boschi e nei prati, indossare sempre pantaloni lunghi, scarpe e calze. Attenzione anche a cani e gatti, se vengono lasciati scorazzare in giardino: prima di rientrare è d'obbligo un controllo. Sì anche a un'occhiata attenta a tutta la famiglia la sera dopo la doccia.

E se si nota un lieve arrossamento, oppure un leggero gonfiore, guardare se c'è un puntino nero, grande quanto la capocchia dello spillo. La zecca non si avverte perché la saliva contiene una sostanza anestetica. "Anche se viene istintivo farlo, evitare di toccare direttamente la zecca", conclude il dottor Gazzaruso. "Se infatti viene schiacciata, aumenta il rischio di infezione. Per prima cosa invece, disinfettare la zona con alcol, quindi afferrarla, ma senza schiacciarla, con la pinzetta e tirare dolcemente in modo da toglierla, eseguendo dei piccoli movimenti rotatori. Cospargere ancora con alcol e disinfettarsi le mani.

Se non si è sicuri di eseguire per bene la manovra, recarsi subito al pronto soccorso. E in ogni caso, consiglio di andarci anche se si è riusciti ad asportarla. Questo perché durante la rimozione della zecca può rimanere all'interno della pelle il rostro, cioè la zona della bocca, che non sempre è visibile a chi non è esperto e anche perché il medico potrebbe decidere per una profilassi antibiotica della malattia di Lyme ".

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