C’è ancora domani riporta Paola Cortellesi, al centro della scena. Ma non è sola: dal suo esordio alla regia a Maura Delpero, Alice Rohrwacher, Valeria Golino e Margherita Vicario, qualcosa si muove nel cinema italiano declinato al femminile. Le donne conquistano premi, pubblico e spazio dietro la macchina da presa. Ma i numeri raccontano anche quanto sia ancora lungo il cammino verso la parità.

“C’è ancora domani” in tv: dove e quando vederlo

Martedì 22 settembre, C’è ancora domani torna in prima serata su Rai 1 alle 21.30. Un’occasione per rivedere il film che ha trasformato l’esordio alla regia di Paola Cortellesi in un caso cinematografico e culturale.

Uscito nell’ottobre 2023, ha portato nelle sale oltre 5,4 milioni di spettatori, incassando 36,8 milioni di euro. È stato il film più visto in Italia nel 2023, superando anche fenomeni internazionali come Barbie e Oppenheimer. Ha conquistato inoltre sei David di Donatello e ha trovato pubblico anche fuori dall’Italia.

La storia di Delia, nella Roma del dopoguerra, parla di violenza domestica, libertà e diritti senza rinunciare alla leggerezza. Ma dietro il successo di C’è ancora domani c’è una donna regista esordiente che ha portato milioni di persone al cinema.

Paola Cortellesi e un successo che ha lasciato il segno

Quando furono annunciate le candidature ai David di Donatello 2024, C’è ancora domani ne ottenne 19, un record per un’opera prima. Un successo ancora più significativo, perché è il film ha segnato l’esordio alla regia di Paola Cortellesi.

Il cinema italiano aveva già registe affermate e riconosciute internazionalmente, ma, negli ultimi anni, il cinema al femminile è pian piano diventato sempre più protagonista.

È successo con Alice Rohrwacher, presenza abituale a Cannes. Le meraviglie ha conquistato il Grand Prix nel 2014, mentre Lazzaro felice ha ottenuto il premio per la sceneggiatura nel 2018. Nel 2023 La chimera è arrivato in concorso sulla Croisette. Nel 2025 Rohrwacher è stata anche presidente della giuria della Caméra d’Or.

Ed è successo con Valeria Golino, Francesca Comencini e altre autrici capaci di passare dalla recitazione alla regia, dalla scrittura alla produzione.

Da Maura Delpero a Margherita Vicario, le donne nel cinema

Poi è arrivato Vermiglio. Nel 2025 Maura Delpero è diventata la prima donna nella storia dei David di Donatello a vincere il premio per la miglior regia. Il film ha conquistato sette statuette, comprese quelle per miglior film e sceneggiatura originale.

Maura Delpero premiata al festival del cinema di Venezia

Quella dei David di Donatello 2025 è stata un’edizione particolarmente significativa per le registe: accanto al successo di Delpero, tra le candidate alla miglior regia c’erano anche Francesca Comencini e Valeria Golino, mentre Margherita Vicario ha vinto il premio per il miglior esordio, aggiudicandosi anche i premi per canzone originale e composizione musicale. Francesca Mannocchi ha conquistato il riconoscimento per il miglior documentario con Lirica Ucraina.

Registe, sceneggiatrici, produttrici, attrici e professioniste contribuiscono a cambiare il modo in cui le storie vengono costruite e portate sul grande schermo.

Sempre più registe, ma il divario non è ancora superato

I freddi numeri ci riportano però con i piedi per terra. L’ultimo studio della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura ha analizzato 3.131 film italiani prodotti tra il 2017 e il 2025.

In questo periodo le opere a guida femminile sono aumentate in media del 5,2% ogni anno. Nel 2025, però, rappresentavano ancora soltanto il 18% del totale, mentre le donne erano il 20,5% dei registi.

Senza dimenticare il lato prettamente economico. Il budget medio di un progetto diretto da una donna era di circa 1,49 milioni di euro, contro i 2,33 milioni di un film diretto da un uomo. Una differenza del 36%.

Quindi la maggiore visibilità non coincide ancora con una piena uguaglianza di opportunità e risorse. I premi conquistati raccontano solo una parte della storia.

Una nuova generazione dietro la macchina da presa

C’è però un dato che guarda decisamente al futuro. Nel 2025 il 65% dei film diretti da donne era costituito da opere prime o seconde. Tra gli uomini la percentuale si fermava al 40%.

E il cambiamento continua anche nel 2026. Alla Mostra del Cinema di Venezia, le registe italiane hanno portato nuovi sguardi e nuove storie, confermando una presenza femminile sempre più articolata dietro la macchina da presa.

Le registe, insomma, stanno contribuendo in modo importante al ricambio generazionale del cinema italiano. E quando una donna arriva alla regia, aumenta anche la presenza femminile negli altri ruoli di responsabilità, soprattutto nella sceneggiatura.

Forse è qui che il titolo di Paola Cortellesi acquista, a distanza di tre anni, un significato nuovo. C’è ancora domani raccontava una donna che provava a immaginare per sé un futuro diverso. Oggi quel domani riguarda anche chi il cinema lo scrive, lo dirige e lo costruisce.

La strada sembra essere ancora lunga. Ma dietro la macchina da presa ci sono sempre più donne pronte a percorrerla.