L’attesa è finita: From torna con la sua quarta stagione, confermando un successo costruito episodio dopo episodio grazie a un equilibrio efficace tra horror, tensione psicologica e narrazione corale. Fin dal debutto, la serie è stata spesso accostata a Lost, serie cult che ha riscritto le regole della serialità televisiva, diventando per molti spettatori una sorta di erede spirituale. Il motivo è evidente: entrambe costruiscono il proprio racconto attorno a un mistero centrale, popolato da personaggi costretti a convivere in uno spazio chiuso e pieno di enigmi, dove ogni risposta sembra generare nuove domande.
Di che parla “From”
La storia di From segue un gruppo di individui intrappolati in una cittadina enigmatica dalla quale è impossibile fuggire. Arrivano tutti da luoghi diversi degli Stati Uniti, ma condividono un dettaglio inquietante: prima di giungere lì, ognuno di loro si è imbattuto in un albero caduto che bloccava la strada. Da quel momento, ogni via di uscita sembra svanire.
A rendere la situazione ancora più estrema è la presenza di creature misteriose che emergono solo dopo il tramonto, trasformando la notte in una minaccia costante. La sopravvivenza dipende da regole precise e non negoziabili. La comunità, ribattezzata dai fan “Fromville”, si organizza per resistere, affidandosi anche alla guida di Boyd, interpretato da Harold Perrineau. È lui a scandire il tempo della paura: al calare del sole, il suono di una campana impone a tutti di rientrare nelle abitazioni, protette da enigmatici amuleti.
Ti ricordi di “Lost”?
Lost, andata in onda dal 2004 al 2010, ha avuto un impatto decisivo sull’evoluzione della serialità televisiva, un po’ come successo già negli anni Novanta con Beverly Hills 90210.
La storia è quella dei sopravvissuti al disastro del volo Oceanic 815, precipitati su un’isola apparentemente deserta ma in realtà attraversata da fenomeni inspiegabili. Sconosciuti tra loro, i protagonisti sono costretti a collaborare per sopravvivere, mentre emergono segreti personali, tensioni e una rete sempre più fitta di misteri.
La serie ha rivoluzionato il modo di raccontare le storie in televisione, alternando linee temporali diverse, flashback e, nelle stagioni successive, flashforward e realtà parallele. Il cuore del racconto non è solo la sopravvivenza, ma il confronto tra destino e libero arbitrio, tra fede e razionalità, incarnato da personaggi diventati iconici.
Perché “From” viene considerata l’erede di “Lost”?
Il confronto con Lost nasce da una struttura narrativa simile: un mistero corale, costruito attraverso frammenti e indizi che lo spettatore è chiamato a ricomporre. Come nella serie creata da Damon Lindelof e Carlton Cuse, anche in From molte domande restano sospese, alimentando un senso di inquietudine che si prolunga ben oltre il singolo episodio.
Le connessioni non sono solo tematiche. Harold Perrineau, volto centrale di From, era già noto al pubblico per il ruolo di Michael in Lost anche se a quel tempo era un bambino. Alla regia compare anche Jack Bender, che nella serie ambientata sull’isola ha diretto episodi fondamentali come The Constant.
A queste affinità si aggiunge un’esperienza di visione simile: entrambe le serie richiedono uno spettatore attivo, disposto a interrogarsi, a costruire teorie e a seguire con attenzione ogni dettaglio, trasformando la fruizione in un appuntamento quasi rituale.
Le differenze tra “Lost” e “From”
Se le somiglianze sono evidenti, le differenze sono altrettanto decisive. From si muove in un territorio molto più esplicitamente horror. Le creature notturne, la violenza e il senso costante di minaccia costruiscono un’atmosfera più cupa e claustrofobica rispetto a quella di Lost, che alternava mistero e avventura con momenti più contemplativi.
Anche la gestione del racconto diverge. Lost sviluppava un intreccio ampio, stratificato su più piani temporali e narrativi, mentre From tende a concentrarsi su uno spazio più ristretto e su una progressione più lineare, pur mantenendo il mistero come motore principale. La cittadina diventa un microcosmo chiuso, quasi immobile, in cui la ripetizione e l’isolamento giocano un ruolo centrale.
Infine, cambia il tipo di esperienza emotiva. Lost costruiva un forte legame con i personaggi attraverso il loro passato e le loro trasformazioni nel tempo. From punta invece sulla tensione immediata e sulla paura, mettendo al centro la sopravvivenza quotidiana e l’impossibilità di fuga.
In questo equilibrio tra affinità e divergenze si spiega il paragone: From non è una copia di Lost, ma una sua evoluzione in chiave più oscura e radicale, capace di intercettare lo stesso bisogno di mistero adattandolo a una sensibilità contemporanea.
In arrivo la quarta stagione di “From”: le anticipazioni
La quarta stagione di From debutta in Italia il 20 aprile 2026 su Paramount+, in contemporanea quasi immediata con gli Stati Uniti, dove la serie va in onda dal 19 aprile su MGM+.
I nuovi episodi saranno dieci in totale e distribuiti con cadenza settimanale, proseguendo fino a fine giugno: una scelta che mantiene intatta quella dimensione di attesa e discussione tra gli spettatori che ha contribuito al successo della serie.
La trama vede i protagonisti avvicinarsi a possibili risposte sulla natura del luogo, ma più si avvicinano alla verità, più il percorso si fa disturbante. Al centro restano l’identità dell’Uomo in Giallo e le scoperte di Jade e Tabitha, che potrebbero rappresentare una chiave concreta per il ritorno a casa.
Parallelamente, la tensione interna cresce: Boyd è sempre più sotto pressione, impegnato a mantenere l’ordine mentre la sua stabilità personale vacilla. L’arrivo di un nuovo personaggio contribuirà a incrinare ulteriormente gli equilibri della comunità, aprendo scenari inediti per il futuro della serie.