Stasera, venerdì 3 aprile, alle 21.20 su Rai 2 torna un nuovo appuntamento di Delitti in Paradiso, ormai giunta alla sua quindicesima stagione.
Un traguardo che pochi avrebbero previsto nel 2011, quando la serie esordì con un detective inglese riluttante catapultato su un’isola caraibica. Da allora, quasi tutto è cambiato: il protagonista, prima di tutti.
Dopo Richard Poole, Humphrey Goodman, Jack Mooney e Neville Parker, oggi a guidare le indagini sull’immaginaria isola di Saint Marie è Mervin Wilson, interpretato da Don Gilet. Una serie che non ha paura di reinventarsi, e che ogni volta riesce a farlo senza perdere il suo pubblico.
Di che parla “Delitti in Paradiso”?
Delitti in Paradiso è una serie televisiva franco-britannica creata da Robert Thorogood, iniziata nel 2011. Lo schema narrativo di base è quello di un detective della polizia britannica che si trova, spesso suo malgrado, catapultato a svolgere il suo lavoro su una lontana isola dei Caraibi.
La serie si svolge nella splendida cornice di Saint Marie, una piccola isola caraibica immaginaria, dove il protagonista si ritrova in una fatiscente stazione di polizia a lavorare con una squadra locale in un ambiente totalmente diverso da tutto ciò a cui è abituato.
Ogni episodio porta un nuovo caso da risolvere, spesso con colpi di scena nel finale, quando il detective riunisce i sospettati e svela il colpevole alla Agatha Christie. Ma al di là degli aspetti investigativi, buona parte della narrazione gioca sul culture clash generato dall’incontro tra le abitudini del tipico esponente del ceto medio britannico e lo stile di vita di una società postcoloniale e caraibica.
Richard Poole: il detective che odiava il paradiso (stagioni 1–2)
La serie è iniziata con Ben Miller nel ruolo dell’ispettore Richard Poole, un detective londinese rigido e abitudinario trasferito sull’isola caraibica di Saint Marie. La sua presenza è stata caratterizzata da un continuo conflitto con l’ambiente tropicale e con i metodi poco ortodossi dei suoi nuovi colleghi.
Giacca e cravatta sulla spiaggia, avversione viscerale per sabbia e cocchi, incapacità totale di rilassarsi: Poole era comicamente fuori posto, eppure brillante.
Dopo due stagioni Miller ha lasciato la serie, citando la difficoltà di conciliare il lavoro con la sua vita familiare. Ha fatto una breve apparizione nel primo episodio della terza stagione, in cui il suo personaggio viene tragicamente ucciso. Un addio inaspettato, che molti fan non hanno mai del tutto digerito.
Humphrey Goodman: il goffo entusiasta (stagioni 3–6)
Il successore di Miller è stato Kris Marshall, che ha interpretato l’ispettore Humphrey Goodman arrivato sull’isola proprio per indagare sulla morte del collega.
A differenza di Poole, Goodman è un personaggio più disinvolto e adattabile, entusiasta del suo nuovo incarico ai Caraibi; tuttavia, la sua goffaggine e le difficoltà nel comunicare hanno aggiunto un nuovo livello di commedia alla serie.
Durante il suo periodo, Delitti in Paradiso ha guadagnato milioni di nuovi spettatori, grazie anche alla freschezza e all’energia che Marshall ha portato al suo personaggio. Goodman è probabilmente il detective più amato dai fan: tanto che è il protagonista di uno spin-off tutto suo, Oltre il Paradiso (di cui stasera va in onda un episodio in seconda serata su Rai 2).
Jack Mooney: il papà sull’isola (stagioni 7–9)
Con l’uscita di Marshall, costretto anche lui a fare i conti con i mesi lontano dalla famiglia, la serie ha puntato su un cambiamento di tono.
Ardal O’Hanlon ha portato in scena Jack Mooney, ispettore irlandese arrivato a Saint Marie insieme alla figlia dopo la morte della moglie. Rispetto ai predecessori, Mooney era un personaggio più malinconico e riflessivo, con un lato emotivo più marcato: la paternità, il lutto, la solitudine erano parte integrante della sua storia, non solo contorno. Un detective che portava il peso della vita privata dentro ogni indagine.
Anche O’Hanlon ha lasciato la serie dopo tre stagioni, nel 2020, scegliendo di non rinnovare il contratto per dedicarsi ad altri progetti.
Neville Parker: il detective allergico ai Caraibi (stagioni 10–13)
La decima stagione ha segnato un ritorno alle origini nel segno del contrasto comico. Dopo essere apparso nella stagione precedente, Ralf Little ha preso il ruolo da protagonista con Neville Parker, un ispettore tormentato da allergie, ipocondria e un rapporto difficilissimo con il clima tropicale. Saint Marie, per lui, era letteralmente ostile al corpo oltre che alla mentalità.
Eppure era un investigatore acutissimo, e la tensione tra il suo disagio fisico e la sua lucidità mentale ha funzionato per quattro stagioni.
La tredicesima stagione è stata la sua ultima: Little ha scelto di lasciare, e Parker ha preso congedo dall’isola andandosene dall’isola con Florence Cassell.
Mervin Wilson e la serie oggi (stagioni 14–15)
Con la quattordicesima stagione è arrivato Don Gilet nei panni dell’ispettore Mervin Wilson, che finisce da semplice turista ad essere coinvolto nelle bizzarre avventure della polizia di Honoré. Sempre ligio al dovere nel risolvere i casi di omicidio, ha un carattere deciso e una presenza scenica più autorevole rispetto agli ispettori goffi o allergici che lo hanno preceduto.
La serie sembra voler virare verso un tono leggermente più serio, pur mantenendo la struttura del giallo classico che ne ha fatto il successo.
A gennaio 2026 la serie è stata rinnovata per la sedicesima stagione, segno che il pubblico continua a seguirla con fedeltà.
Ciò che non cambia, stagione dopo stagione, è l’ambientazione a Guadalupa, il calore dell’isola, la struttura del giallo classico e la presenza dei personaggi storici come il commissario Selwyn Patterson, vero pilastro della serie fin dal primo episodio.
Le anticipazioni di stasera
Il quarto episodio della quindicesima stagione, intitolato L’ultima confessione di Sylvie, va in onda stasera, venerdì 3 aprile, dalle 21.20 su Rai 2.
La puntata parte da una morte all’interno della chiesa di St. Vincent che sembra un incidente ma che si rivela presto un omicidio. Il dettaglio che complica tutto: l’edificio era chiuso dall’interno, senza alcuna via d’uscita apparente. Un classico enigma da stanza chiusa che mette a dura prova la squadra.
Al centro della vicenda c’è Seb, uno degli agenti, che si ritrova a indagare su persone che conosce bene, inclusa sua madre, pastora della chiesa e tra i sospettati. Un caso che si fa personale, con una domanda che resta aperta: chi mente davvero?
Se te lo perdi, puoi recuperarlo insieme a tutti gli altri episodi in streaming su RaiPlay.