Arriva su Canale 5 Le Donne della Bibbia, miniserie in due serate che porta sul piccolo schermo alcune delle figure femminili più emblematiche del libro della Genesi. L’appuntamento è per domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 in occasione di Pasqua e Pasquetta.
La serie (titolo originale The Faithful: Women of the Bible) racconta la storia attraverso gli occhi di cinque donne – Sara, Agar, Rebecca, Lia e Rachele – legate tra loro da una stessa linea familiare e da vicende che parlano di maternità, desiderio, inganno e identità. Un racconto che intreccia fede e relazioni, riportando al centro figure spesso rimaste sullo sfondo del testo biblico.
Le Donne della Bibbia, una produzione internazionale
La miniserie Le Donne della Bibbia arriva su Canale 5 in due serate evento nell’ambito della programmazione di aprile: domenica 5 e lunedì 6, rispettivamente Pasqua e Pasquetta.
Si tratta di una produzione internazionale firmata FOX Entertainment Studios, con distribuzione a cura di FOX Entertainment Global. Alla produzione esecutiva hanno lavorano Carol Mendelsohn (CSI: Scena del crimine), Julie Weitz (Il gioco del silenzio) e René Echevarria (Carnival Row, The 4400).
Nel team tecnico sono coinvolti anche diversi professionisti italiani, tra cui il line producer Franco Della Posta, la capo parrucchiera Michela Barberini, l’hair designer Elisabetta De Leonardis e il make-up designer Federico Laurenti, insieme ad altri membri della troupe tra produzione, suono e casting.
Trama e cast: la serie FOX tra fede e rivalità
Al centro del racconto ci sono cinque donne dell’Antico Testamento, interpretate da un cast internazionale: Minnie Driver è Sara, Natacha Karam è Agar, Alexa Davalos interpreta Rebecca, mentre Millie Brady e Blu Hunt vestono i panni delle sorelle Lia e Rachele.
La storia vera prende dunque avvio con Sara, moglie di Abramo, che sogna di avere un figlio ma non riesce a concepire. È lei a chiedere alla sua serva Agar di unirsi ad Abramo per dare un erede alla famiglia. Da questa decisione nasce una catena di eventi che segnerà le generazioni successive.
Anni dopo, la narrazione si sposta su Rebecca, che compie un gesto destinato a cambiare il destino dei suoi figli, favorendo Giacobbe rispetto al primogenito Esaù. Una scelta che innesca tensioni e rivalità che si riflettono anche nelle generazioni successive, fino ad arrivare alle sorelle Lia e Rachele.
Sara e Agar: il desiderio di un figlio e l’inizio di tutto
Sara è una delle figure centrali del libro della Genesi. Moglie di Abramo, condivide con lui il viaggio verso la terra promessa e il patto con Dio, che prevede una discendenza numerosa. Per lungo tempo, però, non riesce ad avere figli.
Secondo il racconto biblico, è lei stessa a proporre una soluzione: chiede alla sua serva Agar di concepire un figlio con Abramo. Agar rimane incinta e dà alla luce Ismaele, ma la nascita del bambino cambia gli equilibri tra le due donne e genera tensioni profonde.
Quando Sara, ormai in età avanzata, riesce finalmente a partorire Isacco, la situazione si incrina definitivamente e Agar viene allontanata insieme al figlio. È da questo momento che si delineano due rami distinti della stessa famiglia: da Isacco, figlio di Sara, nascerà la linea che porterà al popolo di Israele; da Ismaele, figlio di Agar, discenderanno invece altre tribù nomadi del deserto, come racconta la tradizione biblica.
La storia di Sara e Agar segna quindi l’inizio di una genealogia complessa, fatta di separazioni ma anche di un’origine comune, da cui prenderanno forma le vicende delle generazioni successive.
Rebecca: la donna che cambia il destino dei suoi figli
Rebecca è la moglie di Isacco, figlio di Sara e Abramo, e rappresenta il passaggio alla generazione successiva. Anche la sua maternità è segnata da difficoltà iniziali, ma alla fine dà alla luce due gemelli: Esaù e Giacobbe.
Il testo biblico racconta che Rebecca sviluppa una particolare preferenza per Giacobbe, il figlio minore. Quando Isacco, ormai anziano, decide di benedire Esaù come primogenito, Rebecca interviene con un inganno: aiuta Giacobbe a travestirsi per ottenere la benedizione al posto del fratello.
Questo gesto ha conseguenze profonde. Non solo cambia il destino dei due figli, ma introduce un tema centrale nella narrazione biblica: quello della rivalità fraterna e delle scelte che influenzano intere generazioni. Rebecca diventa così una figura decisiva, capace di agire e determinare il corso degli eventi.
Lia e Rachele: sorelle, rivali e madri
Lia e Rachele sono le figlie di Labano e diventano entrambe mogli di Giacobbe, figlio di Rebecca. Le due sorelle incarnano una delle dinamiche più intense del racconto biblico: quella della rivalità affettiva e della competizione nella maternità.
Giacobbe si innamora di Rachele e desidera sposarla, ma viene ingannato e si ritrova a sposare prima Lia. Successivamente sposerà anche Rachele, dando origine a una relazione complessa tra le due sorelle.
Lia, meno amata, diventa però madre di diversi figli, mentre Rachele fatica a concepire, riprendendo un tema già visto nelle generazioni precedenti.
Attraverso di loro si completa la linea genealogica iniziata con Sara: Lia e Rachele sono infatti le madri delle tribù di Israele, rendendo il loro ruolo fondamentale nella tradizione biblica.
La saga familiare che ha segnato la storia di Israele
Uno degli aspetti più interessanti di Le Donne della Bibbia è proprio il filo che unisce tutte le protagoniste. Non si tratta di storie isolate, ma di una vera e propria saga familiare.
Sara è la capostipite, madre di Isacco. Rebecca, sua pronipote nella narrazione televisiva, è la moglie di Isacco e madre di Giacobbe. Da Giacobbe nascono le storie di Lia e Rachele, sue mogli e madri delle generazioni successive.
Agar, pur non appartenendo alla linea principale della discendenza di Isacco, è comunque parte integrante di questo racconto, perché il suo ruolo è decisivo all’inizio della storia.