Una storia crime che non parla solo di colpevoli e indagini, ma che mette al centro le cadute, gli errori e la possibilità di rialzarsi dei protagonisti. La buona stella, la nuova serie in onda su Rai 1 dal 13 aprile in prima serata, parte da una sparatoria e da una borsa piena di soldi.
Seguendo i destini intrecciati di Simone e Stella, la fiction costruisce un racconto fatto di scelte difficili e seconde chance, dove la linea tra giusto e sbagliato si fa sottile e profondamente umana.
Quando va in onda “La buona stella”
La buona stella è la nuova serie tv in tre serate, diretta da Luca Brignone e coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon. Va in onda su Rai 1 a partire da lunedì 13 aprile alle 21.30.
Al centro della storia c’è Simone, un uomo con un matrimonio fallito alle spalle e una carriera da calciatore che non è mai davvero decollata. Convinto che la vita gli sia sempre stata contro, si trova davanti a un evento che cambia tutto. È l’unico sopravvissuto a una sparatoria e, sulla scena del crimine, trova una borsa piena di soldi. Decide di prenderla, pensando di poter finalmente fare qualcosa di buono per la sua famiglia.
Ma quella scelta si trasforma presto in una condanna. I criminali a cui quei soldi appartengono sono sulle sue tracce e non si fermeranno davanti a nulla pur di recuperarli.
Parallelamente c’è Stella, una poliziotta ribelle che torna al lavoro dopo un periodo difficile segnato da una perdita profonda. Sarà proprio lei a indagare sulla sparatoria che ha cambiato il destino di Simone, in un intreccio che unisce fuga e indagine in modo sempre più serrato.
Simone, Alessia, Stella e Valerio: i personaggi della fiction
A interpretare Simone è Filippo Scicchitano. Il suo è un personaggio fragile ma determinato, che ha sacrificato tutto per inseguire un sogno mai realizzato. Quando la sua famiglia finisce in pericolo, sarà costretto a trovare un coraggio che non pensava di avere.
Accanto a lui c’è Alessia, interpretata da Laura Cravedi, ex moglie di Simone. È una donna che ha imparato a contare solo su sé stessa e che si trova a proteggere la figlia Giada in una situazione sempre più pericolosa. Nonostante tutto, il legame con Simone non è del tutto spezzato.
Stella ha il volto di Miriam Dalmazio, già protagonista della seria Costanza. È una poliziotta istintiva e fuori dagli schemi, capace di risolvere casi complessi ma segnata da un dolore profondo. Ha perso l’uomo che amava e anche la custodia del figlio. Il suo percorso è quello di una donna che cerca di rimettersi in piedi, imparando a fidarsi di nuovo di sé stessa.
Infine c’è Valerio, interpretato da Francesco Arca, dirigente degli Affari Interni. È un uomo bloccato nel passato, schiacciato da un dolore mai elaborato. Il suo rapporto con Stella è segnato da un odio antico, che renderà le indagini ancora più difficili.
La prima serata del 13 aprile
Nel primo episodio Simone, dopo una visita dal medico sportivo, si convince di avere un tumore al cervello. Nello stesso giorno assiste a una violenta sparatoria, di cui rimane l’unico sopravvissuto. È lì che trova la borsa piena di soldi e decide di prenderla.
Stella, al suo primo giorno di ritorno sul campo dopo un anno di stop, si trova a indagare proprio su quella sparatoria. Fin da subito entra in conflitto con Valerio, che cerca di ostacolarla.
Nel secondo episodio la situazione precipita. Simone e Alessia sono costretti a fuggire insieme alla figlia Giada, inseguiti da due poliziotti corrotti decisi a recuperare il denaro. Intanto a Roma Stella scopre un dettaglio cruciale sul caso, che potrebbe cambiare le sorti dell’indagine.
“La buona stella” è una storia vera?
La buona stella non è una storia vera, ma il suo punto di forza è proprio la sensazione che potrebbe accadere davvero a chiunque.
Il regista Luca Brignone ha spiegato chiaramente l’intenzione dietro la serie: «Quello che considero importante del mio lavoro è raccontare principalmente il movimento emotivo dei personaggi, andare dentro ogni loro sfaccettatura, vederli e sentirli».
La serie non si limita a raccontare una fuga o un’indagine, ma entra nella dimensione più intima dei protagonisti. «In questa serie, il viaggio non è solo geografico — da Roma alla Calabria — ma è una discesa dentro i drammi della vita», ha dichiarato il regista.
È proprio questo sguardo a rendere la storia così credibile. I personaggi non sono eroi, ma persone che sbagliano, cadono e cercano di rialzarsi. «Solo scavando dentro il buio dei personaggi, le sequenze quindi acquistano quello spessore che trasforma un semplice crime in un’esperienza empatica e totale».
Alla base c’è una domanda che attraversa tutta la narrazione: «Cosa succede quando il destino decide che sei il suo bersaglio preferito?». È da qui che nasce il cuore della serie, che lo stesso Brignone riassume così: «Per me, girare “La Buona Stella” ha significato esplorare il momento esatto in cui la disperazione diventa coraggio».