Il 5 settembre Freddie Mercury avrebbe compiuto 80 anni. Un anniversario che riporta sotto i riflettori non soltanto il leader dei Queen, ma anche l’uomo dietro la star. A raccontarne il lato più intimo è Mary Austin, la donna che lo amò e gli rimase accanto anche quando la loro relazione cambiò forma.
Il nuovo libro A Life in Lyrics apre le porte del suo archivio personale, tra testi, appunti e ricordi. E a Londra una mostra al Victoria and Albert Museum celebrerà anche l’altra anima di Freddie: quella fatta di costumi spettacolari e look diventati parte della storia della musica.
Freddie Mercury, gli 80 anni e il nuovo libro
Freddie Mercury nacque il 5 settembre 1946 e morì il 24 novembre 1991, a 45 anni. Nel libro A Life in Lyrics, pubblicato il 1° settembre, viene reso pubblico l’archivio personale dell’artista che raccoglie testi, appunti, fotografie, disegni e altri materiali legati alla sua attività creativa. Ci sono anche versioni alternative e passaggi scartati di Bohemian Rhapsody, diverse stesure di Don’t Stop Me Now e canzoni mai registrate.
Il merito è di Mary Austin. «Aprire quel baule, una mattina di quattro anni fa, mi ha riaperto un mondo. Una vita», ha raccontato al Corriere della Sera. E ancora: «L’ho aperto e improvvisamente mi è tornato in mente tutto. Tutto».
Mary Austin e quell’amore che cambiò forma
Mary Austin conobbe Freddie Mercury nel 1970. Lei aveva 19 anni, lavorava nella celebre boutique londinese Biba e tra loro nacque presto un legame profondo.
«Mi ha corteggiata e immediatamente abbiamo avuto questa connessione silenziosa, non verbale», ha ricordato Austin. La relazione sentimentale finì quando Mercury le rivelò la propria omosessualità, ma non terminò il loro rapporto.
Mary rimase una delle persone più importanti della sua vita. «Ho imparato ad amare senza possedere. È stato un cambiamento di forma», ha raccontato parlando della fine della loro storia.

Dopo la morte di Mercury, Austin ereditò anche Garden Lodge, la casa londinese dell’artista, e parte del suo patrimonio, mentre è finita all’asta la collezione privata dell’artista, con tanto di mantello e corona reale. È inoltre la custode di uno dei segreti più intimi del cantante: il luogo in cui furono deposte le sue ceneri.
Il Freddie più privato tra appunti e grandi canzoni
Il materiale conservato negli anni permette di avvicinarsi anche al processo creativo di Mercury. Mary Austin ha descritto due anime apparentemente lontane: il performer degli eccessi e Freddie Bulsara, più introverso, che lavorava alle sue canzoni lontano dal palco.
Bohemian Rhapsody, Killer Queen, Lily of the Valley: dietro brani ormai inseparabili dalla storia dei Queen c’erano fogli, correzioni e idee che raccontano il lavoro prima del successo.
È forse questo contrasto a rendere ancora affascinante Freddie Mercury: l’artista capace di dominare uno stadio e l’uomo che, lontano dalle luci, proteggeva una parte molto più privata di sé.
E’ infatti solo grazie alla biografia Love Freddie scritta da Lesley-Ann Jones che sappiamo dell’esistenza di una figlia segreta della rockstar.
Gli otto look di Freddie Mercury in mostra a Londra
C’è infine l’immagine, elemento inseparabile dalla sua musica. Il Victoria and Albert Museum di Londra celebra gli 80 anni dalla nascita con Freddie Mercury | Splendid Things, mostra gratuita che apre il 24 ottobre 2026.
Il percorso riunisce otto look legati a momenti diversi della carriera, dai videoclip alle grandi performance. I pezzi esposti sono concessi in prestito da Mary Austin, creando un ulteriore filo tra la memoria privata e quella pubblica dell’artista.
«Mi piace essere circondato da cose splendide. Voglio condurre una vita vittoriana circondata da un disordine squisito», diceva Mercury nel 1978.
A 80 anni dalla nascita, restano così molte immagini di Freddie Mercury. La voce, naturalmente. I gesti sul palco, i costumi, le canzoni. E i mitici concerti dei Queen, tra cui quello che si è tenuto a Budapest 40 anni fa, il 27 luglio 1986, che dal 7 ottobre si potrà nuovamente ammirare nel film Queen Budapest.