Ragione e Sentimento tornerà al cinema nell’autunno 2026 con un nuovo adattamento del romanzo di Jane Austen. La data fissata per gli Stati Uniti è il 16 ottobre ma per l’Italia non è ancora stata comunicata nessuna uscita ufficiale.
Georgia Oakley dirige un cast in cui figurano Daisy Edgar-Jones nel ruolo di Elinor Dashwood, Esmé Creed-Miles in quello di Marianne, Caitríona Balfe come Mrs Dashwood, George MacKay nei panni di Edward Ferrars, Frank Dillane come Willoughby, Bodhi Rae Breathnach nella parte di Margaret e Fiona Shaw nella parte della signora Jennings.
L’attesa è già alta, e non potrebbe essere altrimenti: la pellicola porta con sé un immaginario consolidato da oltre due secoli, e il confronto con il romanzo e con le trasposizioni precedenti sarà inevitabile.
La trama di “Ragione e Sentimento” di Jane Austen
Pubblicato nel 1811, Ragione e Sentimento è il primo romanzo di Jane Austen. Racconta la storia delle sorelle Dashwood, costrette ad abbandonare la loro tenuta nel Sussex dopo la morte del padre, la cui eredità passa interamente al figlio del primo matrimonio, John, in virtù delle leggi dell’epoca.
La madre vedova e le tre figlie si trasferiscono così in un modesto cottage nel Devonshire, ospiti di un lontano parente. Elinor, la maggiore, incarna la ragione del titolo: è una donna riservata, capace di controllare le proprie emozioni e di anteporre il senso del dovere ai propri desideri. Marianne, al contrario, è l’anima romantica e impulsiva della famiglia, convinta che l’amore debba manifestarsi sempre in modo aperto e assoluto.
Entrambe si innamorano: Elinor del discreto Edward Ferrars, legato da un segreto impegno precedente; Marianne del fascinante e spregiudicato Willoughby, che la corteggia con ardore prima di abbandonarla per un matrimonio più conveniente. A tentare di raccoglierne i pezzi è il colonnello Brandon, uomo serio e appassionato che ha subito le proprie delusioni in gioventù.
Il romanzo è una riflessione sottile sulle convenzioni sociali della società georgiana, sulla condizione femminile e sul prezzo che le donne pagavano per sopravvivere in una società che le escludeva dall’eredità e dalla vita pubblica, ma Austen la conduce con la sua ironia caratteristica, senza mai scivolare nel moralismo.
La polemica è dietro l’angolo
Ogni nuovo adattamento di un classico molto amato porta con sé un margine di rischio, e Ragione e Sentimento non fa eccezione.
Il film di Georgia Oakley si inserisce in un momento in cui questo tipo di operazioni è sotto osservazione da parte del pubblico e della critica. Già Cime Tempestose di Emerald Fennell, uscito all’inizio del 2026, ha suscitato reazioni divise per la sua distanza dal romanzo di Emily Brontë, con scelte registiche che hanno polarizzato il dibattito ancora prima che il film arrivasse nelle sale.
La stessa sorte è toccata a L’Odissea di Christopher Nolan, atteso per il luglio 2026: confrontato già in fase di promozione con l’immaginario consolidato attorno al testo, e chiamato a rispondere ad aspettative che nessuna singola versione potrà soddisfare per intero.
Su questo stesso terreno si muove il film di Georgia Oakle. La regista ha messo le mani avanti dichiarando di voler creare un film capace di rendere omaggio ad Austen e di conquistare una nuova generazione di spettatrici e spettatori, senza elementi che ne tradiscano troppo apertamente la data di produzione.
Il film di Georgia Oakley
L’adattamento di Georgia Oakley si muove su un binario doppio: da un lato, la fedeltà all’immaginario austeniano, dall’altro, una caratterizzazione delle protagoniste che introduce sfumature più contemporanee, senza che questo comporti stravolgimenti nella struttura della vicenda.
Il centro emotivo del film non è il solo intreccio romantico, ma il rapporto tra le due sorelle Dashwood, trattato come l’asse portante della narrazione. È nella loro relazione che ragione e sentimento smettono di essere categorie opposte e diventano qualcosa di più complesso: due modi di stare al mondo che si confrontano, si scontrano e, alla fine, si riconoscono.
A tenere insieme questi elementi è l’ironia, quella che in Austen non è mai un ornamento ma una postura morale, un modo di vedere il mondo senza illudersi su di esso. Nella trasposizione di Oakley, questa presenza sembra confermata, a indicare una continuità di tono con lo spirito del romanzo più che con la lettera.
“Ragione e Sentimento” (1995) di Ang Lee
L’adattamento che Ang Lee ha fatto di Ragione e Sentimento nel film uscito nel 1995, è il punto di riferimento contro cui ogni adattamento successivo è stato misurato.
La storia è ambientata nell’Inghilterra georgiana con un cast di rilievo assoluto: Emma Thompson è Elinor Dashwood, Kate Winslet è Marianne, Hugh Grant interpreta Edward Ferrars e Alan Rickman è il colonnello Brandon.
La sceneggiatura è firmata dalla stessa Thompson, che aveva lavorato al testo per cinque anni affinando continuamente il copione. Il risultato ottenne sette candidature agli Oscar e una vittoria, proprio per la migliore sceneggiatura non originale. Thompson divenne così l’unica persona ad avere vinto un Oscar sia come attrice sia come sceneggiatrice.
Il film conquistò anche il Golden Globe come miglior film drammatico e l’Orso d’oro al Festival di Berlino. La critica lo accolse con entusiasmo quasi unanime. Vale però la pena ricordare che anche quella sceneggiatura non era fedelissima al romanzo, con scene aggiunte e interi passaggi eliminati.
“Eleonora e Marianna” (1971): la prima versione BBC
La prima trasposizione televisiva di Ragione e Sentimento risale al 1971, quando la BBC produsse Eleonora e Marianna, una miniserie in quattro episodi diretta da David Giles. Joanna David interpretava Elinor e Ciaran Madden era Marianne.
Fedele al romanzo, la serie riflette lo stile delle produzioni in costume della BBC di quegli anni: accurata nella ricostruzione storica, attenta alle dinamiche tra i personaggi, ma con i limiti produttivi tipici dell’epoca.
“Sense and Sensibility” (1981): il secondo adattamento BBC
A distanza di soli dieci anni, nel 1981, la BBC tornò sul romanzo con una nuova serie televisiva in sette episodi. Sense and Sensibility è stata diretta da Rodney Bennett con Irene Richard nei panni di Elinor e Tracey Childs in quelli di Marianne.
Una particolarità degna di nota: la sceneggiatura eliminò il personaggio di Margaret Dashwood, la sorella minore, assente per tutta la durata della serie.
“Ragione e Sentimento” (2008): Andrew Davies riscrive le regole
Nel 2008 la BBC produsse un nuovo adattamento in tre episodi, diretto da John Alexander. Hattie Morahan interpretava Elinor e Charity Wakefield era Marianne.
Davies dichiarò apertamente che il suo obiettivo era far dimenticare agli spettatori il film di Ang Lee: la sua sceneggiatura era più fedele al romanzo originale su alcuni punti, ma introduceva anche scene assenti dal testo.
Davies rese i personaggi maschili più consistenti e le sorelle Dashwood più giovani e vulnerabili. La serie ottenne diversi riconoscimenti internazionali.
Una lozione d’amore (2011): la versione americana contemporanea
Nello stesso anno, negli Stati Uniti, Brian Brough diresse Scents and Sensibility, uscito in Italia con il titolo Una lozione d’amore, un adattamento moderno ambientato ai giorni nostri. Ashley Williams interpretava Elinor e Marla Sokoloff era Marianne, con Nick Zano nel ruolo di Brandon.
La trama sposta il pretesto narrativo nell’America contemporanea: il padre delle sorelle Dashwood viene arrestato dall’FBI per una truffa finanziaria, lasciando le figlie senza risorse. Elinor trova lavoro come addetta alle pulizie in una spa, mentre Marianne entra come assistente in un ufficio; la passione di quest’ultima per la preparazione di lozioni profumate diventa il motore di una sottotrama commerciale.
From Prada to Nada (2011): Jane Austen a Los Angeles
Sempre nel 2011, Angel Gracia diresse From Prada to Nada, adattamento moderno in chiave latina. Camilla Belle interpretava Nora, la versione di Elinor, e Alexa Vega era Mary, la versione di Marianne.
La trama trasferisce la storia a Los Angeles: le due sorelle, cresciute in una villa di Beverly Hills completamente scollegate dalle proprie radici messicane, perdono tutto alla morte improvvisa del padre e sono costrette a trasferirsi dalla zia nel quartiere di East L.A.
Il film usa lo schema austeniano per affrontare anche il tema dell’identità culturale latina, con le protagoniste che riscoprono le proprie origini nel corso della storia.