Dice di non essere «una che abbraccia». Eppure, dopo quasi un’ora di telefonata, il suo calore mi ha avvolto. Dalla voce inconfondibile di Noemi traspare l’energia tipica delle sue canzoni, ma si avvertono anche le «nuove consapevolezze» che ha maturato durante un percorso di carriera, e soprattutto di vita, durato oltre 20 anni. Una montagna russa con una discesa vertiginosa nel 2018, l’annus horribilis in cui si è accorta di «soffrire di derealizzazione», e poi la risalita, un pezzettino alla volta.

Adesso quel «Non mi fermo più» di Vuoto a perdere, il singolo del 2011 scritto da Vasco Rossi che a 30 anni non ancora compiuti l’ha consacrata tra le nostre grandi voci, ha un nuovo significato: non temere di prendersi il suo spazio, non rinunciare alle sfide. «Ho persino imparato il tango» rivela. «Oggi ho dei nuovi colori». E il suo arcobaleno splende forte e chiaro.

La cover del nuovo singolo, “Tu cosa fai questa sera”.

Una vita scandita dalle note: intervista a Noemi

La musica ha sempre fatto parte della sua vita, ma quando ha capito che non voleva fare nient’altro?

«Grazie a mio padre, che suona e canta, ho iniziato col pianoforte molto presto. A 20 anni, durante un provino, mi sono resa conto che volevo farne il mio mestiere. Ma è stato quando ho cantato per la prima volta in un piano bar e la gente si è fermata ad ascoltarmi che ho realizzato che la musica era il mio posto nel mondo».

Tra il 2008 e il 2009 ha scalato le classifiche e collaborato con colleghi come Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni… Si è sentita subito una dei “grandi”?

«Madonna, no! Nemmeno adesso! Ho avuto la fortuna di camminare sulle spalle dei giganti. Vasco e Fiorella per primi hanno creduto in me: collaborare con un’emergente significa investirla di credibilità, gliene sarò sempre grata».

Una carriera fatta di classici e «carezze»

Come ha vissuto quegli anni?

«Senza fermarmi, per non perdere energia. Oggi mi dico: “Meno male che non mi sono resa conto che stavo a fa ’sta cosa…”».

E cosa si è portata a casa?

«Le carezze che la musica mi ha dato. Credo che tutti abbiamo dentro di noi un “sacchettino” di gioie che nessuno può toglierci: per me ci sono soddisfazioni come Vuoto a perdere».

Un “instant classic”. Da giovane cantava brani intensi come anche Sono solo parole: li sentiva già suoi?

«Di Vuoto a perdere, in particolare, negli anni colgo sfumature diverse: è una canzone che parla di me in modi che scopro man mano che cresco. Una volta, in un periodo un po’ complicato, mi sono guardata allo specchio e ho pensato: “Sono diventata grande senza accorgermene”».

Si aspettava tanto successo?

«Ci speravo, certo. Per Sono solo parole mi sono impegnata tantissimo».

È il brano con cui nel 2012 è arrivata terza a Sanremo, dove finora conta 8 partecipazioni: le rifarebbe tutte?

«Sì, perché no? Mi hanno insegnato molto su di me. Per esempio, il Sanremo del 2018 mi ha fatto capire che non mi piaceva come venivo percepita. Cantavo questa canzone bellissima, Non smettere mai di cercarmi, e io invece dentro stavo male, non mi riconoscevo».

Fotografo Antonio De Masi. Styling RT Consulting. Assistenti stylist Aurora Fiorillo, Alice Grilli. Assistente fotografo Antonio Sanasi. Make up Vanessa Forlini. Hair Andrea Missiti. Total look Siviglia e gioielli Bulgari.

La crisi del 2018, e la rinascita «a partire dalla testa»

Una crisi di cui ha parlato senza vergognarsene…

«È stata fortissima, perché mi ritrovavo a vivere un vero e proprio distacco dalla realtà. Ho scoperto trattarsi di un disturbo dissociativo che si chiama derealizzazione: un’allarme che mi stava mandando il mio corpo».

Come ha reagito?

«Ho capito che qualcosa non funzionava e mi sono rimboccata le maniche. Per tornare a stare bene dovevo partire dalla testa. E così ho fatto. Oggi, quando ci ripenso, sono fiera di me».

È stata coraggiosa.

«Sai, quando ci accorgiamo che non stiamo vivendo ma solo sopravvivendo, si attiva un istinto vitale che arriva da dentro».

Cancellerebbe quegli anni di sola “sopravvivenza”?

«No: mi sono serviti tutti, era il mio percorso. Più ci allontaniamo da noi stessi, più ritrovarci vale oro. Ho imparato che non bisogna mai dimenticarsi di sé. Suona un po’ egoista, forse, ma se assecondiamo la nostra natura e i nostri desideri, senza togliere niente a nessuno, viviamo meglio noi e chi ci circonda. Adesso cerco di essere più leggera, si vede anche nelle canzoni».

Il dimagrimento, la nuova vita all’insegna della salute

Una strofa del nuovo singolo Tu cosa fai questa sera dice «amarci un minuto per odiarci a lungo». Per lei sembra essere stato il contrario.

«Mi sono liberata da quelle armature che forse mi proteggevano, ma rendevano anche pesante muovermi. La leggerezza è sottovalutata: alcuni la considerano sinonimo di stupidità, per me denota una mentalità agile».

Il suo cambiamento più visibile, e discusso, è stato il dimagrimento. Oggi ha un nuovo rapporto con il suo corpo?

«Sicuramente sì. Pensavo che potesse distrarre dalla mia voce, invece è un plus! Forse ero, inconsapevolmente, un po’ maschilista: credevo che una donna, per essere rispettata, dovesse essere “castigata”. Invece ora so che il contatto con la mia femminilità è bellissimo e liberatorio. È stata una rivoluzione: adesso ho più colori, nuovi modi per raccontarmi».

Il dimagrimento delle celebrità è un tema…

«Io vivo in maniera serena il mio corpo: mi alleno, mangio bene. Per me è lo specchio di un profondo lavoro che ho fatto a livello mentale: non sono partita dal fisico, ma dalla testa. E oggi, più che vedermi magra, mi vedo sana».

Noemi indossa total look Haikure. Anello Bulgari. Styling RT Consulting. Foto Antonio De Masi.

«Oggi ho dei nuovi colori»

Nel video di Tu cosa fai questa sera balla anche il tango con Nikita Perotti.

«Mi sono molto divertita. Io sono una che tocca poco le persone, ma quei passi mi hanno spinto a entrare in contatto con la mia parte più sensuale. Consiglio a tutti una lezione di tango perché attraverso il corpo elabori, per via inconscia, moltissime cose sui tuoi “blocchi” che non risolveresti neanche parlandone all’infinito».

In quel brano si ispira a Raffaella Carrà. Che ricordo ha di lei?

«Era dolcissima, mi voleva bene e mi chiamava col mio nome di battesimo: Veronica. Ho sentito così tanto la sua “voce” in questa canzone che ho perfino iniziato un po’ ad imitarla. La ammiro profondamente, anche come donna: ha difeso cause importanti con forza».

Anche lei lo fa.

«Per me è un dovere civico sostenere i centri antiviolenza con la Fondazione Una Nessuna Centomila e la Casa delle donne di Roma. Faccio un lavoro che amo, sono felice di “restituire” alla comunità».

È da poco partito il suo nuovo tour: che cosa le piace dei concerti live?

«Io nasco cantando dal vivo: per me la parte più bella del mestiere è sempre stata comunicare con gli altri».

A che punto della sua carriera si sente?

«Mi sento comoda. E mi sto divertendo tantissimo!».