Adesso che per età e aspetto sono piuttosto vicina alla professoressa di matematica incaricata di stazionare accanto alla vasca del punch (analcolico) – quella che controlla che gli studenti tengano le mani a posto – ripenso al prom che, da ragazzina, non ho vissuto mai. Da noi si faceva la pizzata con la classe, ci si sbronzava a casa di qualche amico, e buona estate a tutti. La si invidiava segretamente, quella festona, ai coetanei americani. Partiva con la foto davanti alla porta di casa, l’abito color pastello addosso e il ragazzo del cuore sotto braccio, proseguiva con l’elezione del re e della reginetta della scuola. E terminava con i corpi avvinghiati in mezzo al dancefloor.
Il grande ballo scolastico è un rito che sta prendendo piede anche in Italia. Importato dagli Stati Uniti come Halloween e le code chilometriche per bersi un milkshake al burro d’arachidi. In alcuni licei si tiene nella palestra della scuola (con l’odore del disinfettante che cerca invano di coprire quello dei calzini), in altri in discoteca o in una location di prestigio affittata per l’occasione – dove c’è chi arriva addirittura in limousine. Poche invenzioni sono cinematografiche quanto il prom: una sala piena di adolescenti (alcuni piuttosto maleducati), gli ormoni a mille e la speranza che, prima della mezzanotte, succeda qualcosa di memorabile. Di tutto questo sono piene le scene dei party di fine anno più famosi del cinema e delle serie tv. Da Gossip Girl a Grease, diamo inizio alle danze.
Gossip Girl

Gli studenti dell’Upper East Side immaginati da Gossip Girl (serie andata in onda tra il 2007 e il 2012) si muovono tra attici da sogno, feste esagerate e amori complicatissimi – con outfit più da Fashion Week che da compito in classe. Sopra tutto, aleggia la spiona del titolo, che scopre e spiattella i segreti più imbarazzanti dell’élite dei teenager newyorkesi. Poteva mancare una bella scena di prom? Ovviamente no, ed eccola nell’episodio 24 della stagione 2.
Blair Waldorf (interpretata da Leighton Meester) sogna da sempre di diventare la reginetta della scuola, rimpiazzando temporaneamente il cerchietto d’ordinanza con la corona. Nonostante svariati inciampi, ce la fa grazie a Chuck (Ed Westwick), il suo futuro grande amore, che per farla vincere a mani basse trucca le votazioni. È al settimo cielo ma l’entusiasmo si spegne presto: ballando con il fidanzato e re della scuola, Nate, realizza di non esserne più innamorata. Notevoli le battute alla fine dell’episodio, quando si ritrova insieme a Serena-Blake Lively: «Le spalline potranno anche passare di moda, ma la migliore amica è per sempre. Perché, anche quando non sai dove stai andando, aiuta sapere che non ci stai andando da sola».
Footloose

Il cult del 1984 Footloose è ambientato nella cittadina di Bomont, dove si vive sotto regole rigidissime imposte dopo una tragedia che ha coinvolto, anni prima, alcuni ragazzi del posto. Musica ad alto volume, feste e danza sono vietatissime. A dare il via alla svolta arriva Ren McCormack (Kevin Bacon), adolescente appena trasferito da Chicago, sorriso sghembo, scarpe da ginnastica consumate e un’energia incontenibile. Tra litigate, corse in maggiolino e coreografie leggendarie, Ren sfida apertamente le regole della comunità e, con l’aiuto di alcuni compagni, si presenta perfino davanti al consiglio comunale per chiedere che ai ragazzi venga restituito il diritto di ballare.
Poco alla volta riesce a incrinare le convinzioni degli adulti, soprattutto quelle del reverendo Shaw Moore, il padre super bacchettone della ragazza di cui si è innamorato. Il prom finale diventa il momento in cui tutta quella tensione accumulata finalmente esplode in una serata pazzesca. E più che l’elezione di una reginetta o una love story, a restare impressa è l’atmosfera: quella felicità un po’ ingenua e irresistibilmente anni Ottanta che trasforma il ballo in una specie di rito di liberazione collettiva.
Ritorno al futuro

Nel film di Zemeckis Ritorno al futuro (1985), la palestra addobbata per il ballo scolastico diventa il luogo in cui si decide il destino di un’intera famiglia. Spedito per sbaglio nel 1955 dalla DeLorean trasformata in macchina del tempo, Marty McFly (Michael J. Fox) rischia di scombinare il corso della storia: la madre Lorraine, adolescente romantica e sognatrice, si prende una cotta per lui invece che per George, il timidissimo ragazzo destinato a diventare suo padre.
Per sistemare il disastro, Marty deve fare in modo che i due si innamorino proprio durante il ballo Enchantment Under the Sea. Ne succedono di tutti i colori ma ce la fa, ovviamente, e il film cambia ritmo all’improvviso e si trasforma in una travolgente celebrazione dell’adolescenza americana dell’epoca. Marty sale sul palco con la band e si lancia in una versione scatenata di Johnny B. Goode. Gli studenti lo osservano perplessi, mentre lui si lascia prendere la mano col rock’n’roll. Poi si interrompe, guarda la sala ammutolita e liquida la faccenda così: «Forse non siete ancora pronti per questa musica. Ma ai vostri figli piacerà».
Grease

Capostipite di una schiera di film musicali e teen movie, da Dirty Dancing a High School Musical, Grease ha fatto ballare intere generazioni e lanciato la coppia John Travolta e Olivia Newton-John, emblema dell’amore un po’ tormentato tra due persone molto diverse e, a sorpresa, altrettanto compatibili. La colonna sonora-capolavoro, l’atmosfera spensierata anni Cinquanta, l’estetica inconfondibile tra giacchette preppy e ciuffi a banana: il film del 1978 è famoso per diversi validi motivi. Inclusa la travolgente festa scolastica con gara di ballo.
La palestra scintilla di decorazioni, le gonne a ruota svolazzano sulla pista e Sandy si scatena con Danny-Travolta, ballerino incredibile (già apprezzato in La febbre del sabato sera, riscoperto 16 anni dopo con il celebre twist in Pulp Fiction). Peccato che un’ex fiamma di lui si intrometta sfilando a Sandy il partner e i riflettori. Una scena che ha dentro tutto quello che il cinema pop romantico avrebbe continuato a raccontare: il bisogno di scovare la propria strada (e il proprio look), i cuori spezzati. E quell’idea elettrica che una singola serata potrebbe cambiare il resto della nostra vita.
Mai stata baciata

In Mai stata baciata (1999), Drew Barrymore è Josie, giornalista del Chicago Sun-Times: dolce, brillante, un po’ imbranata. Quando la redazione decide di mandare qualcuno sotto copertura in una scuola superiore per un reportage sugli adolescenti americani, la scelta ricade su di lei. Che sarebbe anche una buona notizia, se non fosse che quello del liceo, per Josie, era stato un periodo tremendo, di solitudine, sfottò e soprusi. Tornare tra quei corridoi significa riaprire cassetti che aveva sigillato con cura.
La rivincita arriva la sera del prom. La protagonista e il suo accompagnatore si presentano al ballo vestiti come i protagonisti di Come vi piace di Shakespeare, omaggio al professore di inglese Sam, di cui Josie si è innamorata. La ragazza viene eletta regina del ballo, il sogno adolescenziale finalmente realizzato. Ma il momento di gloria dura poco: quando le bulle della scuola prendono di mira Aldys, la sua amica secchiona, Josie getta via la corona e rivela la sua vera identità. La scena più bella arriva poco dopo, sul campo da baseball. Josie aspetta Sam al centro dello stadio gremito. Quando ormai sembra che debba affrontare un’altra umiliazione, lui compare per il bacio più atteso del film. Beach Boys in sottofondo, romanticismo alle stelle.
Carrie – Lo sguardo di Satana

Tra tutti i balli scolastici del cinema, quello di Carrie è il più terrificante di sempre (e l’unico a cui nessuno di noi avrebbe voluto partecipare). Diretto da Brian De Palma e tratto dal primo romanzo di Stephen King, il film del 1976 racconta la storia di Carrie White (Sissy Spacek), adolescente bullizzata dai compagni e cresciuta da una madre fanatica religiosa, fuori di testa. Quando un gruppo di studenti decide di invitarla al prom per uno scherzo crudele, la serata sembra trasformarsi, almeno per qualche minuto, nella favola che Carrie non ha mai vissuto. Con il lungo vestito elegante, arriva al ballo emozionatissima. E quando viene incoronata reginetta insieme a Tommy, il ragazzo più popolare della scuola, sembra davvero che tutto possa cambiare.
Poi, all’improvviso, la storia prende una curva nerissima: dall’alto del palco le viene rovesciato addosso un secchio pieno di sangue di maiale (a tirare la corda c’è John Travolta!). La musica si distorce, le risate diventano un ronzio insopportabile. E parte la tremenda vendetta. Usando i suoi poteri telecinetici, Carrie spranga le uscite e trasforma la palestra nell’inferno. Più che un semplice horror, Carrie è un film sul desiderio disperato di essere accettati, e più che un prom quello è la prova del fatto che certe crudeltà da liceo, liquidate come scherzi, possono lasciare ferite inimmaginabili.