«Cosa sono mille avvocati incatenati in fondo all’oceano? Un buon inizio!». Lo diceva Andrew Beckett, il protagonista di Philadelphia interpretato da Tom Hanks. Aveva ragione da vendere: i boss dello studio legale di cui era socio l’avevano licenziato perché omosessuale e malato di AIDS. Per fortuna non tutti gli avvocati meritano la fama di squali. I medici salvano vite, i detective trovano colpevoli. Loro, invece, trasformano le parole in frecce aguzze, le obiezioni in colpi di scena e i tribunali in campi di battaglia. In aula sono brillanti, fuori sono spesso incasinati, mentre il loro mestiere li costringe a essere un po’ tutto: strateghi, confessori, psicologi, talvolta persino maghi. Le serie tv li adorano. Dalle ultimissime made in Italy al vecchio titolo che lanciò l’ex duchessa di Sussex, ecco sette legal drama da (ri)scoprire.
Avvocato Ligas: Argentero diventa cinico

Il sorriso disarmante di Luca Argentero prende una sfumatura da irresistibile canaglia in questa serie disponibile con la prima stagione su Sky Italia-Now, tratta dal romanzo Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris. Lorenzo Ligas è un avvocato penalista milanese, famoso per la sua abilità nel cogliere indizi e seguire piste che sfuggono a tutti gli altri, ma non solo. Allergico alle regole e forte bevitore, Ligas si fa largo a colpi di cinismo. All’inizio quasi lo detesti, poi ti affezioni. Oltre la scorza da vincente e i completi sartoriali si nasconde una profonda, umanissima, irrequietezza. Buttato fuori dal dominus del suo studio legale (per problemi di corna) e in crisi con la moglie, di cui è ancora innamorato perso, sotto sotto è un buono, che ci tiene a difendere le pecore nere, quelli che il mondo crede colpevoli “a prescindere”. Manca ancora la conferma ufficiale, ma si parla già di una seconda (e di una terza) stagione.
La legge di Lidia Poët: De Angelis, la più tosta

Torino, fine Ottocento. Bustini e crinoline, strade nebbiose e una protagonista molto tosta, che non ha nessuna intenzione di starsene zitta e buona come imposto alle donne dell’epoca. Serie made in Italy più vista nel mondo su Netflix, ispirata alla prima italiana entrata nell’Ordine degli Avvocati, dal 15 aprile La legge di Lidia Poët è fuori con la terza e ultima stagione. Curiosa e brillante, anticonvenzionale e coraggiosa, Lidia-Matilda De Angelis lavora nello studio del fratello come “assistente”, da quando il tribunale le ha revoca l’abilitazione in quanto femmina. Il tema della lotta ai pregiudizi e alle disparità di genere è il filo rosso che tiene insieme tutto, mentre lei indaga con la complicità del giornalista Jacopo-Eduardo Scarpetta e del procuratore Fourneau-Gianmarco Saurino. I suoi casi toccano temi ancora attualissimi, come quello dell’amica accusata di aver ucciso il marito violento.
Suits: il legal drama che lancia Meghan Markle

Completi impeccabili, dialoghi taglienti e una regola non scritta: vincere, sempre. Suits, disponibile su Netflix con nove stagioni, è il legal drama ricordato soprattutto per aver lanciato Meghan Markle prima che diventasse Duchessa di Sussex e moglie del principe Harry. Al centro c’è Harvey Specter (Gabriel Macht), avvocato di punta tanto brillante quanto spregiudicato, che decide di assumere Mike Ross (Patrick J. Adams), ragazzo geniale con una memoria fotografica pazzesca e un problema non da poco: non è laureato in legge e non potrebbe esercitare. Intorno, una squadra parecchio affilata: la lucidissima Donna, il competitivo Louis Litt e l’assistente legale Rachel – che diventerà la fidanzata di Mike –, interpretata proprio dalla Markle. Che qui costruisce la sua popolarità prima di abbandonare la recitazione.
Guerrieri – La regola dell’equilibrio: irresistibile Gassmann

In bicicletta a zonzo per Bari con la ventiquattrore a tracolla, l’avvocato Guido Guerrieri è un amatissimo personaggio inventato dallo scrittore Gianrico Carofiglio. Ironico e sensibile, interpretato da Alessandro Gassmann, ha una grande passione per la boxe, un notevole (e comprensibile) successo con le donne, una forte nostalgia per l’ex moglie. E uno spiccatissimo senso della giustizia: far scagionare gli innocenti e scovare i colpevoli è per lui una vocazione, non un semplice mestiere, a cui dedica le sue energie giorno e notte. Tra arringhe accorate e amici di una vita (non tutti sinceri), nelle quattro puntate andate in onda su Rai1 (e ora su RaiPlay) Guerrieri non separa mai del tutto ciò che accade in aula da quello che gli succede fuori: i suoi problemi entrano nei casi e i casi gli restano addosso. Innamorarsene è un attimo. Meno male che la stagione due è confermata.
Studio Battaglia: questioni di (diritto di) famiglia

Nella Milano luccicante e moderna di City Life, Anna Battaglia ha una missione: aiutare le donne che hanno subito un’ingiustizia per mano di mariti capricciosi, violenti o egoisti a ottenere tutto ciò che meritano. Interpretata da Barbora Bobulova, la protagonista di Studio Battaglia – serie Rai in onda tra il 2022 e il 2024 – è un’avvocata divorzista dotata di eleganza, di talento e di una sensibilità non esattamente comune tra chi sceglie il suo mestiere. Mestiere che fanno anche su madre Marina (Lunetta Savina) e la sorella Nina (Miriam Dalmazio). All’inizio della stagione uno, Anna – felicemente sposata, con due figli – decide di lasciare lo studio di famiglia e finisce per lavorare gomito a gomito con un affascinante amico dei tempi dell’Università (Giorgio Marchesi). Niente spoiler ma è piuttosto prevedibile che la sua vita privata non ne uscirà esattamente indenne.
All’s Fair: le divorziste patinate, dalla parte delle mogli

Tacchi vertiginosi, parcelle stellari e divorzi che valgono più di una fusione tra multinazionali. All’s Fair su Disney Plus ti porta nel mondo patinato e feroce degli studi legali di Los Angeles specializzati in separazioni ad altissimo profilo. A guidare il team tutto al femminile c’è una determinata Kim Kardashian, affiancata da Naomi Watts e Niecy Nash-Betts: un trio di avvocate che decide di lasciare uno studio dominato dagli uomini per fondarne uno tutto loro. Le clienti sono attrici, imprenditrici, mogli di miliardari: quando il matrimonio finisce, in gioco ci sono patrimoni enormi e reputazioni da salvare. Tra gli avvocati rivali, la spietata Sarah Paulson (che chiama la Kardashian “passera moscia”), mentre Glenn Close è una specie di grande dama del diritto di famiglia, pronta a ricordarci che «gli uomini sono terrorizzati dalle donne che hanno potere». La serie è stata massacrata dalla critica (troppi soldi, troppe scene e abiti a effetto wow), ma è piaciuta al pubblico e avrà una seconda stagione.
Le regole del delitto perfetto: gli intrighi della professoressa Davis

Niente cause civili né divorzi milionari: qui si parla di omicidi. How to Get Away with Murder – Le regole del delitto perfetto segue la brillante e temutissima avvocata penalista Annalise Keating, interpretata da Viola Davis, docente di diritto penale alla prestigiosa Middlestone University di Philadelphia. Ogni anno sceglie cinque studenti tra i più promettenti del corso per lavorare nel suo studio legale su casi reali. Quella che dovrebbe essere un’esperienza formativa si trasforma presto in qualcosa di molto più oscuro: uno di loro rimane coinvolto in un omicidio e il gruppo si trova a dover nascondere prove, manipolare testimonianze e costruire alibi. La serie alterna i casi seguiti dallo studio alle vicende personali degli studenti e della stessa Keating, tra segreti, tradimenti e colpi di scena continui. Un legal drama che gioca continuamente con la domanda del titolo: come si riesce a farla franca dopo un delitto?