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Prisma 2: tutte le sfumature dell’adolescenza

Torna su Prime Video la serie teen drama di Ludovico Bessegato, Prisma. La seconda stagione presenterà tanti cambiamenti e qualche sorpresa: ce le raccontano i protagonisti

Essere adolescenti oggi, tra social, nuovi media, nuove relazioni e nuovi modi di vedere il mondo, è un vero e proprio ciclone. Sei abbastanza grande per avere ansie e sentire il peso delle aspettative, ma ancora troppo infantile per prenderti vere e proprie responsabilità.

Hai bisogno di affetto, legami significativi, ma anche di leggerezza, libertà. Non sai nemmeno tu chi sei, perché è ancora tutto da definire. Per questo anche cercare di raccontare questa fase della vita è una missione ai limiti dell’impossibile. Ancora una volta eccelle Ludovico Bessegato (già regista della versione italiana della serie cult Skam), che torna con la seconda stagione di Prisma, in arrivo dal 6 giugno su Prime Video.

Ne abbiamo parlato – tra Roma e Milano – direttamente con gli attori che danno volto ai protagonisti. Nina, Carola, Marco, Andrea e Daniele hanno 16 anni, non sanno chi sono, ma Lorenzo, Chiara, Caterina e Mattia invece sì. Ci hanno spiegato cosa voglia dire fare parte di un progetto così importante e cosa possiamo aspettarci da questa nuova stagione.

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Il primo scatto dal backstage della seconda stagione

Come già intuibile dalle anteprime, gli episodi riprendono direttamente dal punto in cui è stata interrotta la serie nel 2022. La seconda stagione ci getta nelle vite dei protagonisti, in attesa di scoprire (insieme a loro) chi diventeranno. Perché l’adolescenza è così, in itinere, ti plasma a volte anche a partire da una sola giornata, un singolo evento.

Come il confronto tra Andrea e Daniele, che abbiamo atteso per tutta la prima stagione e ora finalmente scopriremo nei dettagli. O le conseguenze di quello già avvenuto tra Carola e Marco, che dovranno fare i conti con la fine del primo – ingenuo – amore.

Prisma 2: Carola, scoprirsi vittima

Carola nella seconda serie di Prisma (PH: Francesco Ormando)

Lei gli ha confessato di averlo tradito con Daniele, ma non sa che per errore tra i video della festa ne è stato diffuso un altro che li ritrae nel pieno della passione. Carola, vittima di diffusione di materiale pornografico non consensuale, non sarà mai più la stessa.

«Ho sentito molto la responsabilità nel raccontare questo episodio, mi sono voluta informare tantissimo», racconta Chiara Bordi, che dà il volto alla ragazza. «Ho cercato testimonianze, mi sono fatta raccontare tutto: le conseguenze, come ci si sente, come reagire. Si tratta di una violenza che molto velocemente diventa fuori controllo ed è sempre più diffusa, per me è importantissimo parlarne e farlo al meglio».

Nella serie, Carola ha solo 16 anni e la sua reazione è – comprensibilmente – estrema. Unisce i sensi di colpa per il tradimento alla vergogna: «Si ritrova a voler sparire dal mondo ed è una cosa molto dolorosa da vedere, perché i 16 anni dovrebbero essere spensierati, liberi e all’insegna del divertimento».

Oltre la serie: l’educazione alla base

Una scena della seconda stagione di Prisma

L’istinto di informarsi prima di rappresentare una situazione così delicata non è proprio solo della sensibilità di Chiara, ma è la cifra di Bessegato, come racconta Caterina Forza, volto di Nina. «Nella prima stagione soprattutto abbiamo avuto moltissimo supporto. Erano davvero delle lezioni, come andare a scuola. Ma è stato molto d’aiuto, soprattutto per riflettere sul linguaggio da usare».

Per raccontare di un’esperienza che non si prova in prima persona bisogna sempre partire dall’ascolto, spiegano convinte entrambe le attrici, e il regista ci tiene a curare ogni dettaglio. «Anche nel racconto dell’adolescenza, la volontà è raccontare la realtà, non un’idea basata su preconcetti e luoghi comuni».

Ecco perché i ragazzi di Prisma non sono adolescenti svogliati, senza interessi e alla ricerca di un futuro perfetto che li trovi mentre aspettano sdraiati sul divano. Sono giovani complessi, pieni di passioni e alla strenua ricerca del miglior modo per esprimere esattamente quello che sentono.

La storia di Daniele: altro che macho

Daniele nella seconda stagione di Prisma (PH: Francesco Ormando)

Uno fra tutti Daniele, aspirante trapper della scuola che dietro quell’aria di invincibile macho man è un ragazzo insicuro, spaventato dal futuro e anche molto sensibile. È impossibile non affezionarvisi, come racconta lo stesso Lorenzo Zurzolo che gli dà il volto: «Pur essendo oggettivamente molto diversi, mi sono ritrovato in molte della sue fragilità. Come lui, anche io sono riflessivo e introverso. Mi ha insegnato a fare i conti con l’essere noi stessi anche quando tutto il contesto intorno a noi ci vuole diversi».

Nella serie, Daniele fa parte di un gruppo di ragazzi che vogliono entrare entrare nel mondo della musica, ostentando machismo e ricchezza quando nessuno di loro – come si scopre a poco a poco – conosce davvero quel mondo. Daniele ci prova a farsi scivolare i torti del frontman, a promettere di ripagare i suoi debiti e anche a prendere scelte impulsive. Ma in realtà fatica, va in ansia, ci tiene a chiarirsi e non far rimanere male nessuno.

Andrea e Marco: il cuore di Prisma

Mattia Carrano sul set con Ludovico Bessegato (PH: Francesco Ormando)

Anche Andrea combatte contro il desiderio di appartenenza che si scontra con la volontà di esprimersi e sentirsi libero di essere se stesso. «Girare questa serie è stato come tornare ad avere 16 anni» racconta Mattia Carrano, «anche se non sono tanto più grande sento già una certa differenza e mi ha ricordato come ci si sente a cercare il proprio posto nel mondo».

Mattia dà il volto a entrambi i gemelli, Andrea e Marco. Nonostante le apparenze, è il secondo ad essere molto più sicuro della sua identità, ma non per questo è meno fragile. E anche questa è una caratteristica dei personaggi di Prisma: la libertà è un obiettivo, ma sa anche incatenare. Ciò che libera uno di loro, fa sentire in gabbia un altro personaggio.

La voce della ragione: Nina

Nina nella seconda stagione di Prisma (PH: Francesco Ormando)

Questa contrapposizione è fortissima in Andrea e Nina: mentre lui fatica a trovare il coraggio di distinguersi, per Nina la diversità non esiste nemmeno. «Io descrivo sempre Nina come la voce della ragione», racconta Caterina. «Lei è più matura rispetto agli altri personaggi, non è in una fase di scoperta dal punto di vista dell’identità. Sa chi è e quello per cui combatte: e alla fine ha ragione, cos’è la diversità? Siamo tutti diversi, ma diversi rispetto a cosa? La consapevolezza che non esistono metri di giudizio è la sua forza».

E sono questi insegnamenti da parte di Nina che Andrea metterà in campo nel corso della seconda stagione, trovando piano piano la forza per essere se stesso. Ma non facciamo altri spoiler: è già possibile ripartire coi protagonisti della serie, rivivendo le emozioni incontrollabili dell’adolescenza, i drammi e i picchi di gioia. E forse, nell’attesa di scoprire chi diventeranno loro, scopriremo anche qualcosa di noi.

Una clip della seconda stagione

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