Carlo Conti è allegro quando entra nello studio Rai di Milano gremito di giornalisti in attesa. I brani di Sanremo 2026 si stanno per svelare per la prima volta, e noi non vediamo l’ora di provare a indovinare chi vincerà, vedere se qualcuno ci strapperà una lacrima o un balletto e chi invece non riascolteremo (volontariamente) mai più. Qui trovi il nostro riassunto e le nostre pagelle: dall’incantevole Arisa che si mette a nudo sul palco al latin love(r) Samuray Jay, passando per hit annunciate (Sal Da Vinci? Iconic) e altre molto meno riuscite.

Arisa – Magica favola (10)

Sul suo brano c’è hype a non finire, e lo merita tutto. Arisa torna all’Ariston dopo 5 anni, e lo fa con una riflessione sulla vita e l’essere donna. Canta di imparare ad amare sin da piccole, trovare il proprio posto nel mondo, e lo fa con una voce che non le abbiamo mai sentito. L’intensità è tutta sua, ma l’impressione è che – soprattutto su quel palco – non sia mai stata così sincera. Che bello vederla, che magia sentirla.

Bambole di Pezza – Resta con me (7)

La rock band che porta il “punk in rosa” a Sanremo non parla di temi sociali quanto d’amore, con una ballad che sì ha qualche chittarra elettrica ma di certo non sconvolge nessuno. Peccato, però carina da sentire.

Chiello – Ti penso sempre (7)

Forse il brano cantautorale di Chiello si perde un po’ tra gli altri, ma non per questo va snobbato. «Ti penso sempre, voglio disinnamorarmi», canta il giovanissimo enfant terrible della musica italiana, che promette di portare all’Ariston il suo cuore, senza protezione. «Quindi amarsi a cosa serve?», chiede. Bella domanda.

Dargen D’Amico – AI AI (7.5)

Non si smentisce Dargen, che limita un po’ i temi sociali ma non le basi che fanno ballare. L’Italia «è uno stivale, però da diva che si fa il bagno nell’olio d’oliva». E che gli vogliamo dire?

Ditonellapiaga – Che fastidio! (8)

Ditonellapiaga, esordiente da numeri record ai tempi di Chimica (feat Rettore) torna con una sorta di Ciao ciao della Rappresentante di Lista, ma speriamo ottenga una posizione migliore. Su una base electropop irresistibile, fa un elenco di tutte le cose che la annoiano – Che fastidio!. Dovunque ci si giri, ballano tutti e al «la moda di Milano: che fastidio!» si tira un sospiro che sa di «Era ora!».

Eddie Brock – Avvoltoi (8)

Non è facile interpretare questo brano, e il live potrebbe confermare o «ribbaltare il risultato». Eddie canta dell’importanza di cedere in amore, mostrare la propria fragilità anche quando non si vorrebbe. Un messaggio che alla fine non ci stanchiamo di sentire…

Elettra Lamborghini – Voilà (6)

Se Dargen è il re delle spiagge, lei è la regina. So che ve lo state chiedendo: sì, inizia con l’iconico coro Elettra, Elettra Lamborghini. Instant (beach) classic!

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare (6.5)

Niente abbatte Nigiotti, e ci invita ad amare la vita quanto lui. Ammirevole, coraggioso, convincente per chi già lo ama e anche per chi lo odia…

Ermal Meta – Stella stellina (6)

Anche Ermal Meta convince chi è già convinto. Parla di temi sociali con la leggerezza e la grazia a cui ha sempre abituato il suo pubblico. Una ninna nanna malinconica e un po’ cinica.

Fedez & Marco Masini – Male necessario (5)

Grazie, ma no.

Francesco Renga – Il meglio di me (5)

«Perdona il peggio di me… Eccoti il meglio di me», canta Renga. Francesco è cambiato e ce lo fa sapere con una canzone che racconta quanto merita di essere perdonato di tutti i suoi errori per poter essere apprezzato al (suo) meglio. Un brano dove il suo ego è ovunque tranne tra gli autori, curioso.

Fulminacci – Stupida sfortuna (8.5)

«Spero di essere il migliore dei tuoi sbagli». Fulminacci ci fa innamorare, come aveva già fatto con Santa Marinella. Lo ascolti e pensi: «Come mai tutte a lui? Come mai non sceglie mai noi?». Prendi me, scegli me, ama me.

JAX – Italia starter pack (6.5)

Footloose 3: ne avevamo bisogno? Evidentemente sì. Con temi sociali in chiave hit estiva, J-Ax rispolvera la penna che ci ha regalato Vorrei ma non posso, e il suo brano si presta sia per i video divertenti che circolano online (Teletubbies che ballano, Carrie Breadshaw in discoteca e via dicendo) e ai trend di TikTok. Da non sottovalutare.

LDA & Aka7 – Poesie clandestine (6.5)

Due ex promesse di Amici si uniscono e regalano la perfetta hit per il cuore spezzato alle Medie. Ritmata, con un po’ di Napoletano (che sta sempre bene), romantica con brio. Le loro voci stanno bene insieme (come in una boyband, a un certo punto avrei voluto un video che mi spiegasse chi stesse cantando), e sono simpatici.

Leo Gassmann – Naturale (8)

Leo Gassmann porta la ballad un po’ cringe, che però alla fine convince. Al primo minuto si può resistere, poi viene solo da cercare il contatto della sua ex per chiederle di riprenderselo. «Se ci rivedremo tra 20 anni avremo ancora voglia di spaccarci?»: ti prego, chiunque tu sia, consolalo!

Levante – Sei tu (9)

Quanto è difficile parlare d’amore, l’hanno già fatto tutti. Levante non cerca di raccontare quello che non prova nessuno, riparte da quello che provano tutti. L’amore sulla carne, nella pelle, nel cuore: «Così ci si innamora».

Luché – Labirinto (7.5)

«Non conta l’ego contano i concetti»: tutto un programma. Se mi ami non lasciarmi, se mi lasci non dimenticarmi, faccio schifo ma tu perdonami ecc. Luché cresce ma non troppo, però si fa più orecchiabile del solito. Che non lo ottenga lui, il nuovo effetto Cenere…

Malika Ayane – Animali notturni (7)

L’impressione è che Malika Ayane e Serena Brancale abbiano fatto un cambio di personalità e sound, una sorta di Quel pazzo venerdì all’italiana. Decisamente diversa dai brani a cui siamo abituati, con il sound latino che fa ballare. Comunque, cosa le vogliamo dire? La voce c’è, la base pure, le penne anche.

Mara Sattei – Le cose che non sai di me (6)

«Io vorrei solo parlarti d’amore nel silenzio di ciò che non dico», canta Mara in questa ballad classica strappalacrime. Lei ha una bella voce ed è sempre brava: il climax del bridge le dona quel tocco di grazia che – con il giusto outfit, un po’ da principessa – la potrebbe anche incoronare.

Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta (7.5)

I Ricchi e Poveri che non sapevamo di meritare: hanno saputo spiegare la canzone nei vari reel della Rai perfettamente, si tratta infatti di un vero e proprio inno alla felicità. Che è un diritto, da conquistare (e difendere) insieme, a forza di «I love you baby».

Michele Bravi – Prima o poi (8.5)

Michele ha la stessa grazia di sempre, e sa emergere anche tra così tante voci. Bella la musica, bello il testo: «Dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi». Lacrimoni.

Nayt – Prima che (7)

Se la base è pensata per conquistare le classifiche, il testo però non è leggero. Ricorda un po’ la Street song dell’anno scorso: otterrà lo stesso (tardivo) successo?

Patty Pravo – Opera (7)

Patty fa quello che sa fare: parla dell’ipocrisia del mondo, del nuovo modo di vivere i sentimenti, e poi di sé come di un’«opera perfetta». Troppo lei.

Raf – Ora e per sempre (7)

La canzone d’amore sanremese come le fanno dagli anni ‘30, la voce di Raf che porta subito anni ‘90. Abbiamo già sentito tutto, già visto tutto, eppure piacerà.

Sal Da Vinci – Per sempre sì (7.5)

Ovunque si guarda, tutti ballano. Unico e irripetibile Sal, che dopo il successo di Rossetto e caffè torna con una hit che spopolerà a Napoli, su TikTok, sui balletti di Joey Di Stefano e nelle stories di Rita de Crescenzo.

Samurai Jay – Ossessione (5)

Ritmo latino, trap e autotune: Fred De Palma is back? Tra amore, malattia e «maledetto feeling», la hit estiva sanremese che ci fa rimpiangere il Festivalbar è targata Samurai Jay. «Andale, andale!»

Sayf – Tu mi piaci tanto (8)

Con un’improbabile polka il rapper-jazzista parla d’amore, di temi sociali, d’Italia e “amore GenZ”. Con frasi già trend («Come ha detto un imprenditore l’Italia è il paese che amo») e un ritmo irresistibile, Sayf è nel nostro podio del cuore.

Serena Brancale – Qui con me (8.5)

Il piantino quest’anno lo facciamo con Serena Brancale, che dedica il suo brano alla mamma scomparsa da sei anni. Una canzone intensa che mostra tutte le sue doti, uno scongiuro alla mancanza.

Tommaso Paradiso – I romantici (7)

Ballad classica, come Ermal Meta e Nigiotti anche Tommaso se ti piace ti piace, se lo odi lo odi. «I romantici guardano il cielo e ci credono davvero», canta, ricordandoci della sua laurea in Filosofia e del romanticismo dei tempi dell’indie (quello bello). Amore di coppia, genitorialità, promesse d’amore: «Sarebbe stupendo non rovinare tutto».

Tredici Pietro – Uomo che cade (9)

La Tango di Tredici Pietro. Rispetto ai brani a cui siamo abituati, forse solo ora si sente l’influenza del papà: quella capacità unica di Gianni di essere affascinante eppure bravo ragazzo, lo sbarazzino della porta accanto, torna in Pietro che si spoglia delle sue vesti da trapper poco serio per fare il malessere pensieroso. Lo ameremo.