Il palco dell’Ariston è stato per l’artista molto più di un inizio: è un luogo che le somiglia, in cui è tornata ogni volta con un’emozione diversa. Nel 1993, quando una ragazza di Solarolo cantò La solitudine tra le Nuove Proposte, il pubblico vide sbocciare un talento destinato a brillare nel mondo. Da allora, Sanremo è rimasto un punto fermo nel suo percorso artistico e umano. Nel 2026 torna da protagonista assoluta, scelta da Carlo Conti come co-conduttrice del Festival, un invito che l’artista accoglie con entusiasmo, gratitudine e un pizzico di trepidazione. È un ritorno che unisce memoria e futuro, in un momento in cui la sua carriera internazionale continua a espandersi.
Le prime volte di Laura Pausini al Festival
Sanremo è stato il trampolino che ha lanciato Laura Pausini nella musica italiana e, poco dopo, nel panorama internazionale. Nel 1993 vinse la categoria Nuove Proposte con La solitudine, un brano che sarebbe diventato una delle sue canzoni più iconiche. L’anno seguente tornò in gara tra i Big con Strani amori, classificandosi terza e confermando un successo che ormai aveva superato i confini del debutto.

Quell’Ariston così imponente, che all’inizio le faceva paura, è diventato nel tempo il simbolo di una carriera costruita con costanza, disciplina e una voce capace di parlare a generazioni diverse. Lì Laura Pausini ha imparato a stare sul palco, a gestire l’emozione, a riconoscere la forza delle sue interpretazioni.
Le partecipazioni all’Ariston come ospite
Dopo gli anni della gara, Laura Pausini è tornata più volte sul palco dell’Ariston come super ospite, a testimonianza di un legame che non si è mai affievolito. È successo nel 2001, nel 2006, poi ancora nel 2016, nel 2018, nel 2021 e nel 2022. Ogni volta con una tappa diversa del suo percorso: nuova musica, nuovi successi, nuove sfide.
Quelle apparizioni non erano solo esibizioni: erano momenti in cui il pubblico ritrovava un’artista che, pur avendo conquistato il mondo, non ha mai perso il suo rapporto con l’Italia. E con Sanremo, che per lei non è solo un luogo ma un pezzo di storia personale.
Il ritorno nel 2026: perché Laura Pausini è la scelta di Carlo Conti
Il direttore artistico Carlo Conti ha voluto Laura Pausini al suo fianco per tutte e cinque le serate del Festival di Sanremo 2026. «L’ho convinta andando sotto casa sua e cantando per trenta giorni La solitudine, stonandola», ha scherzato al Tg1. Un modo leggero per annunciare una decisione importante: portare la voce femminile italiana più premiata al mondo sul palco dell’Ariston non come ospite, ma come parte del cuore del Festival.
Conti ha parlato di onore e gioia, riconoscendo in Laura Pausini una donna forte, carismatica e divertente. E ha anticipato che con loro si alterneranno altri co-conduttori e co-conduttrici, creando una squadra ricca e dinamica.
Per Laura, però, questa scelta non è stata immediata. Aveva più volte detto di no alla conduzione, temendo di non essere all’altezza e sottolineando che non si sarebbe mai occupata della direzione artistica. Ma stavolta qualcosa è cambiato: la stima reciproca con Conti, diventata fiducia, l’ha aiutata a superare quella paura che lei stessa definisce un nodo antico, legato proprio a Sanremo.
Cosa rappresenta Sanremo per Laura Pausini
«Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura», ha detto Pausini commentando la notizia. Parole che racchiudono una verità semplice: per lei Sanremo non è mai stato solo un palco. È un luogo che l’ha vista crescere, cambiare, sbagliare, vincere. Ogni ritorno è un pezzo di vita.
Quest’anno si sente emozionata «come al primo bacio», una metafora che racconta bene la delicatezza con cui entra nel nuovo ruolo. Ha ringraziato Carlo Conti per averla aiutata a immaginarsi conduttrice, qualcosa che non aveva mai davvero preso in considerazione. E promette di impegnarsi al massimo, nonostante sappia di essere «un po’ fan», con il rischio simpatico di mostrare preferenze troppo evidenti verso alcuni artisti in gara.
Il ruolo da co-conduttrice, comunque, non la terrà lontana dal canto: «Canta, canta», le ha assicurato Conti. E lei ha sorriso, lasciando intendere che il pubblico potrà emozionarsi ancora una volta con la sua voce.
Una carriera globale che torna «a casa»
Mentre si prepara al Festival, Laura Pausini vive uno dei periodi più intensi della sua carriera. Il 6 febbraio pubblicherà Io canto 2, un nuovo album di cover italiane e spagnole. A marzo partirà un tour internazionale che toccherà l’Europa, l’America Latina e gli Stati Uniti, per poi tornare in Italia e terminare nel 2027 con concerti in Brasile e nuovi show negli stadi italiani.
È un’artista che ha venduto oltre 75 milioni di dischi, ha superato i 6 miliardi di streaming, ha vinto premi prestigiosi come Grammy, Latin Grammy, Golden Globe ed è stata candidata agli Oscar e agli Emmy. Ha condotto programmi globali come The Voice in Messico e Spagna, e ha guidato l’Eurovision Song Contest 2022.
Tornare a Sanremo come co-conduttrice, oggi, è molto più di un compito televisivo: è un gesto simbolico. È una donna che ha portato la musica italiana nel mondo e che ora riporta la sua storia lì dove è cominciata.