Un futuro aprile arriva in prima serata su Rai Uno oggi, mercoledì 21 maggio intorno alle 21:30. Il film diretto da Graziano Diana ricostruisce una dolorosa pagina della cronaca italiana.
Ma non è solo il racconto di una strage mafiosa, quanto il tentativo di restituire il punto di vista di chi è rimasto, di chi ha dovuto attraversare il lutto, il senso di ingiustizia e il tempo lungo dei processi.
La storia segue infatti il percorso umano di Margherita Asta, sopravvissuta all’attentato che ha ucciso la madre e i fratelli, e del magistrato Carlo Palermo, bersaglio di quell’attacco. Due traiettorie segnate dalla stessa esplosione che, a distanza di anni, si incontrano in un confronto carico di significato.
La trama di “Un futuro aprile”
La storia prende avvio il 2 aprile 1985, lungo la strada che collega Pizzolungo a Trapani. Due auto percorrono lo stesso tratto: su una viaggia Barbara Asta con i suoi figli gemelli Salvatore e Giuseppe, sull’altra il giudice Carlo Palermo, arrivato da pochi giorni alla procura di Trapani.
Per un attimo le due vetture si affiancano, ed è proprio in quell’istante che esplode un’autobomba piazzata sul ciglio della strada.
L’esplosione colpisce in pieno l’auto della donna, che muore insieme ai figli, mentre il magistrato rimane ferito.
La figlia maggiore di Barbara, Margherita, quel giorno si trova a scuola. La perdita della mamma e dei fratellini segna profondamente la sua vita: cresce tra dolore e rabbia, convinta inizialmente che il bersaglio dell’attentato sia in qualche modo responsabile moralmente della tragedia.
Negli anni, tra indagini e processi, la ricerca della verità si rivela lunga e complessa. Dopo la morte del padre, Margherita decide di costituirsi parte civile in un nuovo procedimento che porta alla condanna dei responsabili.
Solo a quel punto sceglie di incontrare il giudice Palermo: un confronto che diventa un passaggio necessario per elaborare il passato e ridefinire il proprio futuro.
La storia vera dietro al film
Un futuro aprile prende spunto dalla strage di Pizzolungo, uno degli attentati mafiosi più significativi degli anni Ottanta, legato all’attività investigativa del magistrato Carlo Palermo.
Il bersaglio dell’azione era proprio il giudice, da poco trasferito a Trapani e impegnato in indagini delicate sui traffici di droga e sugli equilibri interni a Cosa nostra.
L’attentato, però, ebbe un esito diverso da quello pianificato. A perdere la vita furono Barbara Rizzo e i suoi due figli piccoli, rimasti coinvolti in modo del tutto casuale nell’esplosione. Un errore che trasformò un’azione mirata in una strage di civili e che contribuì a segnare profondamente l’opinione pubblica dell’epoca.
La modalità scelta, quella dell’autobomba, era purtroppo ricorrente nella strategia mafiosa di quegli anni, pensata per colpire obiettivi precisi ma con effetti devastanti e indiscriminati. Una logica che sarebbe riemersa anche anni dopo in attentati analoghi, come quello in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo nella strage di Capaci.
La vicenda giudiziaria che seguì fu lunga e complessa. Le prime indagini non portarono subito a risultati definitivi e per anni il quadro delle responsabilità rimase incerto.
Solo grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e a nuovi processi si arrivò, a distanza di tempo, all’individuazione dei mandanti e degli esecutori, con condanne che hanno ricostruito il ruolo dei vertici mafiosi coinvolti.
Più che la cronaca dell’attentato, il film si inserisce proprio in questo spazio, quello lasciato aperto tra il fatto e la sua elaborazione nel tempo, dove la giustizia procede lentamente e la memoria personale continua a cercare risposte.
La storia vera è raccontata anche in un libro
Questa storia è stata messa nero su bianco da Margherita Asta che insieme alla giornalista Michela Gargiulo ha scritto il libro Insieme a te in un futuro aprile, che ricostruisce il percorso di chi è sopravvissuto e ha dovuto fare i conti con una perdita così radicale. Non si tratta solo di una testimonianza, ma di un modo per dare forma alla memoria e trasformarla in consapevolezza.
Proprio da quelle pagine nasce il film. “Mi ha profondamente colpito e commosso” racconta il regista Graziano Diana “Il percorso di Margherita e del giudice Palermo per ritrovare un senso diventa il racconto di due persone che, dopo una grande sofferenza, arrivano a incontrarsi”.
Il cast del film
Nel film Un futuro aprile, a interpretare il giudice Carlo Palermo è Francesco Montanari, mentre Ludovica Ciaschetti veste i panni di Margherita Asta, seguendone l’evoluzione dall’infanzia all’età adulta. Intorno a loro si muove un cast che include Peppino Mazzotta, Anna Ferruzzo, Denise Sardisco e Federica De Cola.
La sceneggiatura è firmata da Graziano Diana insieme a Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti, con la collaborazione di Fabrizio Coniglio, e costruisce un racconto che alterna dimensione privata e contesto storico senza perdere il filo umano della vicenda.