Il primo Live dell’edizione 2026 di X Factor è stato un crescendo di emozioni. Dalla novità della stagione, lo Skoda X Pass di Giorgia che ha visto Teo Bok e Timothée Bonnardel sfidarsi per tornare sul palco dopo l’eliminazione alle Last Call, è stata una salita continua. Le assegnazioni, ricche di canzoni-manifesto, erano azzeccate pur arrivando dopo solo una settimana di conoscenza di giudici e partecipanti. L’emozione dei ragazzi sul palco era tantissima, e diverse esibizioni ne hanno risentito – una su tutte quella di Alice, prima eliminata – ma anche in quest’edizione c’è ancora tanto da vedere, da sentire. E vedere così tanto cuore, persino troppo, già dalla prima serata, promette benissimo.
Britpop babies: i Mad-Dog (9)
Bellissimi, bravissimi, sicurissimi. Non poteva esserci miglior esibizione per aprire quest’edizione, perché la precisione del suono dei Mad-Dog non ha pari: con Club Foot dei Kasabian, hanno conquistato tutti e si sono assicurati al volo il posto nella puntata dopo. Li adoro.
Veronica, Choosin’ Minnesota (7)
Ricordare Dolly Parton è un’altra bellissima scelta, e Veronica ha sicuramente il talento giusto per giustificare questa assegnazione. Certo che I will always love you, cantata da Dolly come da Whitney, è un brano talmente perfetto da essere quasi intoccabile. O si spacca, o è molto difficile essere memorabili…
I bootcamp sono finiti: Le distanze (6)
Non è arrivata come previsto nemmeno Il cielo (di Renato Zero) cantata da Le distanze, con un arrangiamento a dir poco ambizioso. Un rischio un po’ azzardato che ha fatto l’effetto saggio delle superiori.
Giacomo Calò, ordinario-straordinario (8)
Giacomo è uno degli intoccabili dell’edizione, nonostante Francesco Gabbani abbia provato a trovare qualche imprecisione. Ordinary è un’assegnazione perfetta per mostrare sia la sua vocalità che la sua presenza sul palco, e l’esibizione è stata d’effetto, anche se non emozionante come alcune delle precedenti. Lo aspetto, però: so che regalerà perle.
Alex Fontana è una rivelazione bomba (8)
Seconda carta britpop della serata, Alex Fontana ha reinterpretato la hit Song 2 dei Blur riportando un po’ di energia e vitalità sul palco e tra i giudici. Imperfetto, ribelle, un po’ ridicolo: fantastico.
Manu, meno tecnica, più cuore (5)
Incoscienti giovani è un brano perfetto perché al romanticismo tragico del testo si contrappone il pathos imperfetto di Achille Lauro. Come ha detto Jake La Furia, Manu ha esagerato con la perfezione e ci ha rimesso l’emozione. Peccato.
Alice Fregoso, «a modo suo» bravissima (8)
Un brano come Piazza grande fa sempre il suo effetto, anche se Alice ne ha abbassata un po’ l’intensità. Comunque la sua voce, e la sua emozione, è arrivata tutta. C’era tanta ansia, tanto cuore: un peccato vederla andare via, al ballotaggio, ma se son rose fioriranno come sempre.
Nessuno possiede (il talento di) camilla (9)
L’altro diamante della stagione è camilla, che con You don’t own me ha portato un’altra esibizione ricca di emozione che ha lasciato i giudici letteralmente a bocca aperta. Non voglio mentire, qualche calo l’ho sentito, ma in un certo modo l’ha resa ancora più forte: bellissima, bravissima. Da tenere d’occhio fin d’ora.
Lenanie, eccesso di cuore (7)
Un’altra esibizione dove l’ansia mangia un po’ la resa, ma è tutto normale all’inizio di un percorso come quello di X Factor. L’assegnazione di Irama, Blu Celeste di Blanco, è insieme un manifesto e una sfida, soprattutto per un cantautore alle prime armi che inserisce qualche parola sua. Arriva al cuore, anche se c’è tanto lavoro da fare.
ALÌA: un’allucinazione collettiva? (6)
Come mai ad alcuni ragazzi dal talento allucinante è stata negata la partecipazione persino ai bootcamp per l’inglese mentre a questa ragazza è concessa una (seconda) esibizione in una lingua atroce? Dopo That’s so true di Gracie Abrams che le è valsa l’X Pass, sentire dire dopo questa resa di MAYBE. di Sienna Spiro addirittura paragoni con Giorgia mi sembra una follia. Spero di sbagliarmi, tutto un po’… Strano…
Scraffs: in difesa dei Green Day di X Factor (8)
Forse un po’ composti, forse troppa poca voce, forse non forti come la versione che ognuno dei giudici aveva in mente (tanto ce n’è una per tutti i gusti di What a wonderful world). Ma a me sono piaciuti: si vede che hanno talento, che hanno studiato, che si divertono e che hanno tanto da dire. Molto più di altri.
Patrizia, Arena in piedi (9)
Non c’è niente da dire dopo un’esibizione come quella di Patrizia. Talento puro, una forza incredibile, perfezione. Comunque vada, una stella già da ora.
Il look della serata: Giorgia, splendida splendente
Entrata sul palco sulle note finali di Berghain di Rosalìa, e già tutti erano ai suoi piedi. Con un abito dorato che la illuminava dalla testa ai piedi, abbinato al suo sorriso e alla luce che ha sempre, perché la irradia da dentro, è stata la principessa – anzi, regina – della serata.
Primi della classe: Teo Bok e Timothée Bonnardel
Sono stati i veri opener della serata, e si sono tenuti la tensione per tutta la durata della puntata. La vittoria, di Teo Bok, è un bel risultato perché la sua Don’t stop me now lo ha visto letteralmente brillare. Ma in ogni caso entrambi sono stati bravissimi. Non resta che sperare di risentirli, entrambi, e che i loro percorsi non si fermino qui.