La storia di Nessy Guerra torna sotto i riflettori. Stasera, mercoledì 21 ottobre, alle 21.15 su Rai 3, Chi l’ha visto? si occuperà nuovamente della giovane madre italiana bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha. Una vicenda che intreccia accuse di adulterio, minacce e una lunga battaglia giudiziaria per l’affidamento della bambina.
Nei giorni scorsi l’ex marito Tamer Hamouda è stato condannato a un anno di carcere per aggressione e minacce al viceconsole onorario italiano. Eppure, la situazione di Nessy non si è risolta. La donna racconta di vivere chiusa in casa, mentre il divieto di espatrio della figlia continua a impedire alle due di tornare a Sanremo.
Chi è Nessy Guerra e come è iniziata la sua vicenda in Egitto
Nessy Guerra è una giovane donna originaria di Sanremo che da tempo cerca di tornare in Italia insieme alla figlia Aisha. A impedirglielo è una complessa vicenda giudiziaria che la vede contrapposta all’ex marito egiziano, Tamer Hamouda.

La loro separazione ha dato origine a diversi procedimenti, che coinvolgono sia la posizione penale della donna sia l’affidamento della bambina. Hamouda ha denunciato Nessy per adulterio, un’accusa che lei respinge e che in Egitto le è costata una condanna a sei mesi di reclusione.
La vicenda è diventata ancora più delicata per le accuse di violenza e minacce rivolte all’uomo. Hamouda, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, aveva già ricevuto in Italia una condanna definitiva per violenze e atti persecutori nei confronti di una precedente compagna.
Nessy racconta di essere costretta a rimanere nella propria abitazione insieme alla figlia, mentre all’esterno una pattuglia della polizia egiziana le impedirebbe di uscire. La sua storia è stata seguita più volte da Chi l’ha visto?, che torna a occuparsene nella puntata del 21 ottobre.
Perché Nessy Guerra è stata condannata per adulterio
Nessy è stata condannata a sei mesi di carcere con lavori forzati per adulterio. La sentenza è stata pronunciata dalla giustizia egiziana e successivamente confermata in appello.
A presentare la denuncia era stato l’ex marito Tamer Hamouda. La donna ha sempre respinto l’accusa e la sua difesa ha presentato ricorso in Cassazione, nel tentativo di ottenere l’annullamento della sentenza.
Il procedimento si svolge in un Paese nel quale l’adulterio può avere conseguenze penali.
I suoi legali hanno chiesto anche un intervento delle autorità italiane per ottenere la grazia. Al momento, però, la condanna continua a rappresentare un rischio concreto per la donna.
La condanna per adulterio espone Nessy al rischio di finire in un carcere egiziano, lontana dalla sua famiglia e senza sapere quando potrà tornare in Italia. Il suo caso riporta l’attenzione sulle condizioni degli oltre 2.000 italiani detenuti all’estero, che in alcuni Paesi devono fare i conti anche con il mancato riconoscimento dei diritti più elementari.
L’ex marito condannato a un anno: cosa è successo
L’ultimo sviluppo giudiziario riguarda Tamer Hamouda. L’uomo ha ricevuto una condanna di primo grado a un anno di reclusione per aggressione e minacce nei confronti di Orazio Gioacchini, viceconsole onorario italiano a Hurghada.
A comunicare l’esito del processo è stata Nessy Guerra, che ha raccontato al Corriere della Sera anche della multa di 10 mila sterline egiziane, pari a circa 170 euro.
Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, Hamouda si sarebbe presentato insieme alla madre nel resort che ospita il consolato. Avrebbe quindi minacciato di far sparare alle gambe del viceconsole se non avesse ricevuto del denaro.
L’uomo era stato arrestato il 9 giugno, dopo la denuncia del rappresentante consolare. Undici giorni più tardi era però tornato libero grazie al versamento di una cauzione di 5 mila sterline egiziane, circa 83 euro, pagata da un amico.
«Lui è latitante, la polizia lo sta cercando, ma qualora venisse arrestato potrebbe pagare una cauzione e uscire», ha dichiarato Nessy.
La condanna, inoltre, è di primo grado e riguarda un procedimento distinto da quelli che coinvolgono Nessy e Aisha. Per questo non comporta automaticamente la revoca della condanna per adulterio né modifica il divieto di espatrio della bambina.
La figlia Aisha e la battaglia per l’affidamento
Al centro della vicenda c’è anche Aisha, la figlia di Nessy Guerra e Tamer Hamouda. La bambina è stata affidata alla nonna materna, Fiorella Mazza, ma non può lasciare l’Egitto.
La controversia sull’affidamento continua davanti alla giustizia egiziana. L’udienza prevista per il 7 ottobre è stata rinviata al 7 dicembre. Secondo la difesa della donna, il giudice non avrebbe accolto la richiesta del padre di incontrare la figlia, per ragioni legate alla sicurezza della bambina.
La recente condanna di Hamouda potrebbe avere un peso nella controversia familiare, come ha osservato l’avvocata Agata Armanetti.
Il caso mostra quanto possano diventare complesse le controversie familiari quando coinvolgono ordinamenti giuridici differenti. Le regole sull’affidamento dei figli cambiano da Paese a Paese e possono sollevare questioni delicate, soprattutto quando esistono precedenti di violenza. È un tema emerso anche nel dibattito sulla riforma dell’affido congiunto dei figli in Giappone, dove la tutela dei minori e dei genitori vulnerabili è stata al centro della discussione.
Perché Nessy Guerra non può tornare in Italia
A impedire il ritorno a Sanremo di Nessy Guerra e della figlia sono dunque due questioni giudiziarie distinte. Da una parte c’è la condanna per adulterio, contro la quale la difesa continua a battersi. Dall’altra c’è il divieto di espatrio che riguarda Aisha.
A rendere ancora più difficile la situazione è quanto accaduto il primo luglio. Quella notte Nessy e la bambina sono state prelevate dalla loro abitazione e portate in una stazione di polizia.
Le due hanno potuto fare ritorno a casa soltanto dopo l’intervento dell’ambasciata italiana e della Farnesina. Le autorità egiziane avevano richiamato il diritto di visita del padre, mentre l’avvocata Armanetti temeva che l’operazione potesse portare all’esecuzione della condanna per adulterio.
Da allora Nessy denuncia di vivere praticamente reclusa nella propria abitazione, nel timore di essere arrestata. Una condizione che rende ancora più pesante l’attesa di una soluzione giudiziaria e diplomatica.
La vicenda è tornata più volte all’attenzione di Chi l’ha visto?, una trasmissione che segue anche casi complessi oltre i confini italiani. Tra questi c’è quello di Gessica Disertore, morta in circostanze sulle quali sono rimasti interrogativi. Storie diverse, accomunate dalla difficoltà di ricostruire vicende giudiziarie che si svolgono all’estero.