Bastano due cose per raccontare la svolta e la nascita del “nuovo” Cesare Cremonini a Londra, in occasione del lancio live del suo ultimo album, davanti a un pubblico di fan esultanti venuti da ogni parte d’Italia. La prima è un giubbotto di pelle nera con un teschio sulla schiena. Per la cronaca, si tratta di una G9 Harrington Jacket – un capo simbolo della cultura britannica, che ha vestito dal 1937 controculture musicali diverse, dai Mod in su – realizzata in esclusiva per lui da Baracuta. Il brand bolognese che per primo, negli anni Novanta, scommise sul talento del giovane cantautore, accompagnandolo nella stagione delle Vespe, è tornato di nuovo al suo fianco per il tour e il capo verrà venduto in edizione limitata sul sito WP store e nei negozi WP store e Baracuta.

La seconda è il titolo del nuovo album, Amateur, che in inglese significa dilettante, non professionista, ma anche cultore e appassionato, colui che si avvicina a un’attività per amore non per lavoro, spinto da un fuoco che ha dentro, non a scopo di lucro. Basta questa immagine, postata su Instagram, senza bisogno di sottotitoli – lui di spalle con quel chiodo e il titolo dell’ultimo disco stampata sulla schiena – per capire che qualcosa è cambiato dopo 27 anni di onorata carriera e un successo che dal debutto coi Lunapop a 18 anni è stato in continua ascesa.

La nuova era di Cesare Cremonini, rock anti-algoritmo

Cremonini si spoglia di tutto quello che è stato finora e si riveste in chiave rock. Fregandosene della logica infallibile degli algoritmi, che ti spiegano cosa vuole il mercato, ascoltando solo se stesso, concedendosi il rischio di fallire. Dopo la rottura dolorosa ma necessaria con l’ex manager – una ferita ancora aperta, «Mi aveva trasformato in un cavallo da corsa, cavalcando le mie ambizioni, ma anche riempito di insicurezze» ha spiegato in conferenza stampa – Cremonini ha deciso di scendere da quel treno in corsa per tornare all’essenziale.

La musica. I suoi desideri profondi. Lui. Per questo Londra. Una città dove nessuno sa chi è e può permettersi di essere solo se stesso, sperimentando cose nuove, anche a costo di sbagliare. È qui che ha registrato il suo ultimo album, nel mitico Studio 13 di Damon Arman, dove può entrare solo chi ha a cuore la creatività. Per lui il decimo disco di inediti (in uscita il 23 ottobre), che ha deciso di presentare in forma insolita: cantandolo dal vivo sul palco di un altro luogo leggendario, lo O2 Sheperd’s Bush Empire, dove si sono esibiti musicisti del calibro di Prince e David Bowie, Bob Dylan e i Rolling Stones.

Amateur Live a Londra, una serata unica

90 minuti di show atomico, in cui il rock graffiante lascia il posto al blues e agli assoli magnetici del sassofonista Donny McCaslin, mentre si alternano sul palco gli amici che Cesare ha voluto accanto a sé in questo nuovo esordio, Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane. È soprattutto nel duetto con lei che l’atmosfera diventa magica. Si guardano, si sorridono, si abbracciano cantando Cose molto piccole, a 16 anni dal primo brano insieme, Hello, e dalla loro storia d’amore.

Cesare e Malika durante la serata unica dedicata ad Amateur (foto di Erika Serio)

La vita li ha portati in direzioni diverse, verso altre relazioni, ma il feeling è ancora intatto e rende densa e vibrante l’aria che si respira nel teatro. Tra il pubblico tanti volti noti, da Elisa a Valentino Rossi, acclamati dal pubblico prima del concerto con cori da stadio. Una meravigliosa festa. Le canzoni sono bellissime. Checchè ne pensi l’algoritmo, sarà un successo.