L’hype per il terzo Live di X Factor era altissimo, soprattutto per il tema: la serata infatti era intitolata Back to the ’90s, e il focus era su tutti i brani che hanno fatto la storia del decennio che ha cambiato le sorti della musica. Tanti dei ragazzi non hanno nemmeno vissuto gli anni Novanta, e si sono ritrovati giovanissimi a ripercorrere passi dei giganti cercando di non perdere la loro identità.
La gara si fa sempre più dura, e questa volta a perire è stata Mayu, nonostante la sua esibizione sia stata tra le nostre preferite. Purtroppo il livello si fa sempre più alto e “il Senato” non ha pazienza, anche se a parere nostro qualche errore lo commette… Insomma, ecco le nostre pagelle definitive. Tutt’altro che popolari, forse, ma de core come sempre!
TOMASI – Il terzo fratello Gallagher (8)

Ha aperto la puntata con una delle più grandi hit degli Oasis, Don’t look back in anger. Rischioso, soprattutto con ancora le clip del tour della reunion dei Gallagher ancora in circolazione, ma questo ragazzo è bravissimo. Noi non abbiamo note, anche se i giudici ne hanno avute diverse: condividiamo la perplessità di Jake, a volte la severità al tavolo suona un po’ finta. I noiosi sono altri.
EROCADDEO – Dio delle città! (9)

Lauro (anzi, in realtà Caddeo, perché l’ha voluta lui) osa: Uomini soli è un brano iconico dei Pooh, una canzone sicuramente “matura” e potente anche grazie alla forza della band. Ma Caddeo se la cava bene, anzi benissimo. Sul palco è sicuro, persino quando i giudici mettono in dubbio la scelta: «Mi piacciono i bei testi e le belle melodie, e questa canzone ha tutto», ha dichiarato a testa alta. Chapeau!
MAYU – Da colomba a fenice (9)

Indipendentemente dal finale: brava Mayu! Nelle prime due puntate non è riuscita ad emergere, complici assegnazioni un po’ fuori dalle sue corde, la sua giovinezza e un’edizione che, diciamolo, è piena di talento. Lo diciamo sempre, «the show must go on», e così è. Mayu ha lottato, ce l’ha messa davvero tutta, ma non è bastato. Ha ancora tanto davanti, tutta una vita per imparare, e noi siamo sicure che non perderà nemmeno un minuto. Salutarla è davvero amaro, speriamo di ritrovarla presto.
PIERC – Non è Steven Tyler, ma lo prendiamo (8)

Una puntata come quella di stasera costringeva i ragazzi a confrontarsi con brani iconici e con i più grandi della musica. Come ha ricordato Paola, con I don’t wanna miss a thing (scritta da Diane Warren, “una donna”, e che donna!) gli Aerosmith hanno – dopo anni di fatica – ottenuto per la prima volta il primo posto in cima alle classifiche. Quindi, ecco, non proprio una cover da prendere a cuor leggero. Pierc si permette qualche cambio di nota un po’ ribelle e un ambizioso urletto finale, ma si porta a casa ancora una volta il pezzo. Bravo.
ROB – Can’t tell her nothing (9)

What’s up era una scelta abbastanza pigra per Rob, davvero ovvia, però cosa le vogliamo dire? L’arrangiamento è fantastico, lei è grintosa ma mai esagerata, è sempre sé stessa, è sempre da brivido. Noi la amiamo ancora una volta. P.S. A nessuno viene da cantare Beez in the trap, ora che il remix con la hit dei 4 Non Blondes è in trend su TikTok? No? Siamo solo noi?
MICHELLE – Tra Natalie Imbruglia e il Papeete (7.5)

Niente, Gabbani si ostina a non assegnare a questa ragazza i brani che nascono come elettronici, dance, con il gusto da Riccione che lei così chiaramente ama. Michelle è brava, canta bene, se la cava anche con arrangiamenti ambiziosi, però siamo molto lontani dalla perfezione… Le emozioni arrivano tutte quando sul palco è 100% lei, ovvero purtroppo solo a fine esibizione.
LAYANA – Karaoke Guantanamera (6.5)

Lo standing è perfetto, è vero che Layana è sbocciata, ma le note bisogna prenderle. Al primo Live, con le emozioni al massimo e un palco che mette paura, un’esibizione del genere si può scusare. Alla terza puntata non si può: c’è ancora da fare.
VISCARDI – Too much (7)

A lui hanno detto che non deve esagerare, che deve limitare la teatralità, che deve rinunciare alle amatissime coppole… E lui non molla. A differenza di molti che sforzano la voce e le espressioni per fingersi sicuri, Viscardi in quei secondi che possono risultare cringe concentra tutta la sua identità. Forse con Michael Jackson, la cui forza è sempre stata la semplicità, l’ingenuità… È un po’ too much. Ma, come ha sentenziato Lauro, lo amiamo, quindi va bene!
TELLYNONPIANGERE – No (5)

Partiamo col dire cosa va apprezzato. Uno: il coraggio di dire no a un giudice e proporre un altro brano che ha sentito più adatto a lui. Due: il fatto che la canzone scartata sia Un giorno migliore, perché perdonare le steccate che ci sono state su quel brano sarebbe stata dura. Fine. Tutto il resto è davvero da dimenticare.
DELIA – Fotonica (9)

Ormai ci ha abituati all’eccellenza, e anche con Dolcenera di Fabrizio De André è impeccabile. Il modo perfetto per ricordare che gli anni Novanta hanno avuto mille facce, mille colori, e per chiudere una puntata memorabile della storia di X Factor. Delia è una concorrente gioiello, una soddisfazione continua. Il mondo fuori sarà difficile, ma qui e ora è tutto bellissimo.
Primo della classe: il giudice della settimana è Achille Lauro

Piacione, affascinante, simpatico. Achille Lauro piace a tutti e a tutte, conquista tutti, non ha bisogno nemmeno di dire la cosa giusta. E infatti in queste puntate, a differenza dell’edizione impeccabile dello scorso anno, di stupidate ne ha dette.
Ma nel terzo Live si riprende, si centra, si centrano anche i suoi ragazzi. C’è meno show, più voglia di giocare, sì, ma anche di concentrarsi sulle cose importanti. Forse ci volevano gli anni Novanta per ricordare a Lauro che non è qui per conquistare cuori (siamo già tutte sue), ma per farci amare la musica sempre di più. Viva gli anni Novanta – a cui ha dedicato il bellissimo 1990, ascoltatevelo – e viva Achille Lauro.
Il look della settimana: Giorgia in Ermanno Scervino
Dovremmo darle un premio tutte le sere, perché come coordina il palco lei, nessuno. Sa essere empatica senza mai prendere parti, e non teme di dare un abbraccio in più quando sente che è necessario. Con questo look, poi, si aggiudica persino una rosa bianca dal romantico Achille: Giorgia, ti amiamo tutti!
