Va in onda su Rai 3 il 25 aprile alle 21:25 Berlinguer. La grande ambizione, il film di Andrea Segre con Elio Germano che riporta al centro il ruolo di un grande protagonista della storia repubblicana. Sono gli anni in cui Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, guida il più grande partito comunista dell’Occidente mentre osserva il fallimento dell’esperienza di Salvador Allende in Cile, travolta dal colpo di Stato del 1973. Un evento che rafforza in lui la convinzione di costruire una via democratica al socialismo, autonoma dall’Unione Sovietica.

Intanto, in Italia, prende forma il tentativo del compromesso storico con la Democrazia Cristiana, mentre il Paese è attraversato da tensioni sociali e violenze politiche che culmineranno nel sequestro e nell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Quando va in onda “Berlinguer la grande ambizione”

Berlinguer. La grande ambizione va in onda su Rai 3 oggi, 25 aprile 2026, alle 21:25. La scelta della data richiama un momento simbolico per la storia italiana, mentre il film riporta a un periodo in cui la democrazia viveva una fase di forte instabilità.

Diretto da Andrea Segre, che firma anche la sceneggiatura insieme a Marco Pettenello, il film racconta gli anni più complessi della carriera politica di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano. In quel periodo il PCI rappresentava una realtà unica nel panorama occidentale, con oltre un milione e settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori.

Al centro del racconto c’è il tentativo di costruire una via democratica al socialismo, capace di superare i modelli esistenti e adattarsi al contesto italiano.

Il David di Donatello a Elio Germano

A interpretare Enrico Berlinguer è Elio Germano, protagonista di una prova intensa che gli è valsa il David di Donatello come miglior attore protagonista. Intorno a lui si muove un cast che restituisce alcune delle figure più importanti della politica italiana di quegli anni: Fabrizia Sacchi dà volto a Nilde Iotti, Francesco Acquaroli interpreta Pietro Ingrao, mentre Roberto Citran è Aldo Moro e Paolo Pierobon veste i panni di Giulio Andreotti. Completano il quadro attori come Giorgio Tirabassi e Andrea Pennacchi.

Presentato come film d’apertura della Festa del Cinema di Roma, il lavoro di Segre è stato accolto positivamente e ha ottenuto due David di Donatello, tra cui quello per il miglior montaggio.

Gli anni Settanta e la “grande ambizione”

Gli anni Settanta rappresentano uno dei periodi più complessi della storia italiana. Il mondo è diviso dalla Guerra fredda e ogni scelta politica si muove dentro equilibri internazionali rigidi.

primo piano sorridente di Enrico Berlinguer

È in questo contesto che Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972, elabora la sua “grande ambizione”. La caduta del governo di Salvador Allende in Cile nel 1973 diventa un punto di svolta: dimostra quanto possa essere fragile un cambiamento politico non sostenuto da un ampio consenso democratico.

Da qui nasce l’idea di costruire un modello autonomo dall’Unione Sovietica, il cosiddetto eurocomunismo, capace di coniugare giustizia sociale e democrazia parlamentare.

Parallelamente, sul piano interno, Berlinguer porta avanti il progetto del compromesso storico. L’obiettivo è aprire un dialogo con la Democrazia Cristiana, in particolare con Aldo Moro, per garantire stabilità al Paese e permettere al PCI di partecipare al governo.

Dal compromesso storico al caso Moro

Il film segue una serie di eventi che segnano profondamente la storia italiana e il percorso politico di Berlinguer. Tra questi, l’attentato subito a Sofia nel 1973, da cui il leader comunista uscì illeso, ma che rafforzò la sua determinazione.

Emergono anche le tensioni con l’Unione Sovietica, che guardava con sospetto alle aperture verso le forze cattoliche, e il crescente consenso elettorale del PCI, che nel 1976 raggiunse il suo massimo storico.

Il racconto arriva poi a uno dei momenti più drammatici: il sequestro di Aldo Moro nel 1978 da parte delle Brigate Rosse, organizzazione armata che in quegli anni conduceva una strategia di lotta violenta contro lo Stato. La decisione di non trattare con i terroristi e l’uccisione dello statista segnano una frattura profonda.

Quel passaggio mette fine alla prospettiva del compromesso storico e lascia il Paese in una fase di grande incertezza, da cui la politica italiana faticherà a riprendersi.

Perché vedere “Berlinguer la grande ambizione” il 25 aprile

Guardare questo film il 25 aprile, giornata dedicata alla Liberazione dal nazifascismo, significa collocare quella storia dentro una memoria più ampia. Non solo quella della Resistenza, ma anche quella delle scelte politiche che hanno cercato di dare forma alla democrazia italiana negli anni successivi.

La vicenda di Berlinguer racconta un’idea di politica come responsabilità collettiva e come tentativo di mediazione in un contesto difficile. Nel giorno della Liberazione, questo sguardo invita a riflettere sul valore delle istituzioni democratiche e sulla complessità delle decisioni che ne hanno segnato il percorso.