«Tutto quello che mi viene da dire per questo 2026 è: e mo’ son caxxi». Nella prima foto dell’anno sull’Instagram di Federica Pellegrini ci sono il presente e il futuro: l’albero addobbato sullo sfondo, il vestito rosso di Capodanno, suo marito Matteo Giunta, lei che tiene in braccio la figlia Matilde e, sotto, un pancione rotondo che sa di felicità. Lo stesso mostrato qualche giorno prima, con un post in bianco e nero, le mani di loro tre appoggiate sopra e una scritta: «Piovono polpette, ti aspettiamo piccolina».

Dai social la notizia della gravidanza come nel 2023

Anche la gravidanza di Matilde, 3 anni appena compiuti, era stata annunciata via social, il 25 luglio del 2023. La nuotatrice Mollie O’Callaghan aveva appena battuto il record mondiale di Fede sui 200 metri stile e lei si era ripresa la scena con un video della pancia e su scritto «We’ll take it back», lo riconquisteremo. Con il senno di poi, tra il primo post e quello della polpetta in arrivo, c’è un mondo di distanza. In mezzo, il percorso della Divina in questi anni: l’atleta che diventa madre, l’evoluzione fisica e umana, l’orizzonte che si sposta dal palcoscenico mondiale alla famiglia, l’inquietudine sentimentale di un tempo archiviata nell’incontro con l’amore giusto.

Federica Pellegrini e Matteo Giunta: un libro sulla storia del loro amore

il libro di Federica Pellegrini e Matteo Giunta

Una storia che Federica e Matteo hanno raccontato insieme nel libro In un tempo solo nostro (DeAgostini): un memoir che si apre con l’amore tra la campionessa e il suo allenatore e che diventa la storia della loro vita. Il matrimonio, la gravidanza, il baby blues, la conciliazione tra maternità e carriera, la gioia e insieme la fatica di adattarsi a una nuova normalità. Una gioia e una fatica che oggi, con una nuova bambina in arrivo, ricominciano da capo.

Federica Pellegrini e Matteo Giunta in una esclusiva intervista a due

il libro di Federica Pellegrini e Matteo Giunta parla di amore, figli ma anche sport

Alla prima gravidanza si impara vivendo, alla seconda sai già quanto il viaggio può essere impegnativo.

Federica «Le cose pratiche le hai già vissute e questo è un vantaggio. Ma ogni gravidanza è a sé, ogni bimbo è diverso, ci aspettiamo esperienze nuove. Certo, se questa fosse un pochino più tranquilla, non ci dispiacerebbe» (ridono).

I figli cambiano gli equilibri: reggere non è semplice, soprattutto per le madri.

Federica «Nei primi mesi dopo la nascita di Matilde la mia vita è cambiata molto più di quella di Matteo: io ero assorbita dalla maternità, lui ha potuto continuare a lavorare. Ho capito quanto sia difficile per una donna bilanciare carriera e famiglia, ma ho anche imparato a chiedere aiuto e a non avere paura di sentirmi inadeguata».

Matteo «All’inizio ho vissuto questa asimmetria con un senso di impotenza. Poi ho capito che esserci significa anche ascoltare, alleggerire, proteggere. La conciliazione non può essere ridotta a una scelta tra maternità e carriera: bisogna poter avere entrambe».

Nei primi mesi del vostro matrimonio l’attenzione dei media su una possibile gravidanza è stata costante. Come avete vissuto quella pressione?

Matteo «All’inizio con rabbia. Non c’era intervista in cui non chiedessero a Federica se avessimo novità in arrivo. Lei sentiva che, da donna, puoi vincere tutto ma se non diventi madre non sei considerata “completa”. È qualcosa che agli uomini non succede: a loro, quando smettono, chiedono cosa faranno dopo, non se avranno figli».

Da atleta abituata al controllo assoluto del proprio corpo, cosa ha significato affrontare una trasformazione come la gravidanza?

Federica «Come atleta avevo sempre il controllo fisico e mentale. Quando il corpo ha iniziato a cambiare, ho dovuto affrontare limiti, trasformazione, fatica. È stato un viaggio di accettazione che mi ha insegnato a lasciarmi andare».

E che cosa vi ha insegnato l’arrivo di Matilde?

Federica «A vivere il presente. Mi ha fatto vedere la vita da un’altra prospettiva, più dolce e meno frenetica. Ho scoperto una pazienza che non pensavo di avere e sono diventata più empatica, più consapevole dei miei limiti».

Matteo «Mi ha fatto conoscere altri lati di Federica. Una dolcezza nuova, una capacità di accudire e di rallentare, e quella di far convivere in modo bellissimo fragilità e forza».

Quando l’amore ha superato il lavoro

All’inizio di questa storia eravate una campionessa e il suo allenatore. Quando avete capito che tra voi c’era qualcosa che andava oltre il lavoro?

Matteo «All’inizio c’era grande fiducia, ma il rapporto era esclusivamente professionale. Poi ho iniziato a sentire che il suo umore influenzava il mio, che le sue parole mi restavano addosso più del dovuto. Ho capito che mi piaceva davvero quando ho realizzato che, pur sapendo quanto fosse complicato, non riuscivo più a far finta di niente».

Federica «Matteo ha sempre avuto una pazienza infinita e una grande capacità di ascolto. Non è stato un colpo di fulmine, ma un processo naturale, cresciuto nel tempo, tra allenamenti e momenti di vita quotidiana. Durante una gara ho visto un uomo forte, ma anche sensibile, e lì ho capito che c’era qualcosa di speciale».

Nel libro dite che il primo passo è stato di Federica.

Matteo «Mi ha spiazzato. Io ero più trattenuto, pieno di dubbi e paure. La sua sincerità mi ha costretto a guardarmi dentro e a chiedermi cosa volessi davvero. A un certo punto non potevo più nascondere i miei sentimenti».

Che cosa aveva Matteo di speciale?

Federica «Mi ha accettata per quella che sono, con pregi e difetti, e mi ha supportata in ogni scelta. Ha sempre trovato il giusto equilibrio tra essere una guida e darmi spazio. Il suo mix di forza e dolcezza mi ha affascinato».

La vostra relazione è rimasta nascosta a lungo. Perché quella scelta?

Federica «La nostra storia era un percorso da scoprire e non volevamo mescolare il lavoro con i sentimenti. Con il tempo, però, tenere tutto segreto ha creato una pressione in più. Quando siamo venuti allo scoperto abbiamo trovato un supporto enorme».

Matteo «Fede lo ha dichiarato apertamente nell’intervista post gara dopo l’ultimo 200 metri in una finale olimpica, a Tokyo. Lì abbiamo capito che lo sapevano un po’ tutti: certe cose non si possono nascondere».

Se lei ha più successo di lui

Il successo femminile, ancora oggi, può diventare un ostacolo nelle relazioni. Nel vostro caso che ruolo ha avuto?

Federica «Essere una donna di successo in un mondo sportivo maschile non è mai stato semplice. Capita che gli uomini si sentano minacciati. Matteo, invece, non ha mai avuto paura della mia carriera. Mi ha vista come una persona, non come una campionessa. Mi ha accettata come partner, non come “compagna di successo”».

Matteo «Il successo di Federica per me non è mai stato un peso: era semplicemente una parte di lei. Stare accanto a una donna forte non ti schiaccia se sai chi sei».

Nel libro vi definite “tempesta” e “scoglio”. Che equilibrio è il vostro?

Federica «Io sono emotiva, a volte irruenta. Matteo è il mio scoglio: saldo, presente. Lui mi dà sicurezza, io gli do la spinta che talvolta gli serve».

Matteo «Lei è energia pura, istintiva; io sono più riflessivo e cerco di essere un punto fermo quando lei è travolta dalle emozioni. Non significa annullarsi, ma compensarsi».

Il matrimonio vi ha cambiati?

Federica «Ci ha dato una nuova dimensione, ma la nostra relazione era già solida. È stato il completamento di un cammino iniziato come atleta e allenatore e poi diventato qualcosa di molto più profondo».

Matteo «Ha cambiato il senso di responsabilità, non il sentimento. Ci ha resi più consapevoli del “noi”, ma l’amore e la complicità sono rimasti gli stessi».

Quel “noi” sta per allargarsi di nuovo. Che tipo di donne sperate che diventino le vostre figlie?

Federica «Indipendenti, forti e sicure di sé. Vorrei che crescessero senza paura di sbagliare e con la consapevolezza che si può essere forti e vulnerabili allo stesso tempo».

Matteo «Libere, curiose, capaci di ascoltare se stesse. Con la certezza che, qualunque cosa scelgano, avranno sempre un porto sicuro a cui tornare».