Preferisci un thriller psicologico o storie di empowerment femminile? Settimana dopo settimana qui troverai nuove proposte di romanzi e saggi pensati per donne di carattere.

Ricordati poi che in edicola, insieme a Donna Moderna, trovi 24 libri scritti da Oriana Fallaci. Si tratta di una delle raccolte più complete delle opere della grande reporter e scrittrice scomparsa 15 anni fa. Approfittane!


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– Il noir
Il riscatto di una donna sbagliata

letto da Isabella Fava

In Italia è ancora poco conosciuta ma nel suo Paese, l’Uruguay, Mercedes Rosende è una celebrità. Biondissima, di professione notaio, è la creatrice di Úrsula López, protagonista stravagante di una serie di noir di cui Sem ha per ora tradotto solo La donna sbagliata. Úrsula è una donna grassa che frequenta le riunioni degli Obesi Anonimi con una certa noia e frustrazione. Il suo corpo la limita, la imbarazza, le provoca disagio e rabbia. Il mondo intorno non l’aiuta. E per calmarsi spolvera una sterminata collezione di statuine giapponesi che il padre le ha lasciato in eredità. A volte tenera, spesso risulta sgradevole anche al lettore che ne segue le giornate e le debolezze con una certa curiosità.
L’autrice preme su questo tasto mettendola in situazioni assurde e scomode: dal confronto con la sorella magra e ricca all’incontro con le commesse di un negozio di abbigliamento, dallo scontro con le sciampiste alle cameriere dei bistrot che sembra la guardino con sufficienza. Ma sono gli altri poi a diventare imbarazzanti quando, per una serie di malintesi, Úrsula si ritrova invischiata in un sequestro di persona e riesce a ribaltare le carte. Il mondo di Mercedes Rosende è surreale, a volte assurdo e pungente, ma è capace di divertire e catturare. Proprio come certe pellicole dei fratelli Coen.

Mercedes Rosende, La donna sbagliata (Sem), € 16


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– Il romanzo
L’inaspettato piacere di proclamarsi casalinga

letto da Alessia Gazzola

Nel mezzo del cammin della sua vita, Lilli Tempesti compie una scelta imprevedibile. La collaboratrice domestica la molla proprio quando lei perde il lavoro, quindi perché non diventare colf di casa sua? Del resto, i semi di una vocazione massaia erano stati gettati fin da piccola, nonostante sua madre l’avesse chiamata Lilith e avesse fatto di tutto per instradarla verso il femminismo. Ma se il vero femminismo fosse semplicemente il sentirsi libere di definirsi e, in questo caso, di proclamarsi casalinga?
La protagonista di Le cure della casa di Stefania Bertola (Einaudi) da bambina giocava con la sua amica Noemi alla piccola governante, con il Cicciobello e con l’aspirapolvere giocattolo. E, oggi come allora, Lilli prova inaspettata soddisfazione tirando a lustro la cucina e lucidando l’argenteria, una gioia che ha quasi il timore di rivelare. Solo Noemi la capirebbe, ma Noemi è sparita: non c’è sui social e nessuno sa che fine abbia fatto. Lilli si lancia in una piccola indagine per ritrovare l’amica d’infanzia e, tra compagne di classe sgangherate ed ex fiamme diventate sex symbol, Stefania Bertola mette in scena una commedia spassosa. Che però mostra qualcosa di molto più serio: l’importanza di essere fedeli a se stesse sorridendo dei giudizi altrui.

Stefania Bertola, Le cure della casa, (Einaudi), € 17,50


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– L’esordio
Tutti vogliono Angelica. Ma lei cosa vuole?

Dice Angelica (Salani), esordio nella narrativa di Vittorio Macioce, fondatore del Festival delle Storie nella Valle di Comino, dà voce a un’eroina della letteratura: l’Angelica protagonista dell’Orlando innamorato e dell’Orlando furioso. Tutti, a partire dall’eroe della cristianità, «uomo di rara bruttezza», la vogliono. Ma nessuno finora aveva compiuto questa inchiesta nei suoi pensieri, nei suoi desideri, nel suo bisogno, molto contemporaneo, di decidere quale posto occupare nel mondo.
Una operazione culturale importante. «Angelica è una ragazza che viene da lontano, dall’Oriente, sa di sudore e sabbia e si muove nel mondo occidentale cercando di sfuggire a tutti quelli che vogliono possederla, definirla, mentre lei vuole gestire da sola il suo destino» spiega l’autore. «Ha una sola arma: un anello magico che le permette di nascondersi quando ha bisogno di scomparire, e di distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginario».

Annarita Briganti

Vittorio Macioce, Dice Angelica (Salani), € 18


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Donne capaci di odiare

letto da Isabella Fava

Non deve essere facile se ti chiami Paula Hawkins e hai scritto un bestseller che ha venduto 3 milioni di copie, La ragazza del treno, ripetere il successo. Eppure sembra che l’autrice inglese sia sulla buona strada con il suo nuovo thriller psicologico: Un fuoco che brucia lento (Piemme, come il precedente).
Qui gli sviamenti, bruschi e inaspettati, nella psicologia dei personaggi e nella trama sono ancora di più. C’è un gioco di specchi che riguarda la scrittura: il romanzo inizia con un personaggio che legge un thriller scritto male che ha per protagonista una ragazza. C’è la vertigine della matrioska: un mistero dentro a un mistero dentro a un mistero. C’è l’intrigo di fili che lega i personaggi.
Naturalmente c’è un delitto, attorno a cui ruota tutta la vicenda: un ragazzo belloccio è stato assassinato all’interno di una casa galleggiante sul Regent’s Canal di Londra. Infine ci sono le donne, protagoniste quasi assolute: addirittura 3 (con una quarta di contorno), bastonate dalla vita (come lo era già Rachel, la protagonista della Ragazza del treno), a volte disperate e cattive, capaci di odiare. «Non le solite vittime, inseguite e inermi» ha detto Paula Hawkins di recente in una intervista. Chi la conosce sa già cosa aspettarsi nell’inquietudine e nelle atmosfere cupe. E leggendo avrà il piacere di scoprire come questi ingredienti si intreccino e come il tutto si svolga al pari, da qui il titolo del romanzo, di “un fuoco che brucia lento”. «Mi piace suscitare domande in chi legge» ha raccontato l’autrice. «Vale anche per il finale della storia, quando arrivi a chiederti: giustizia è stata davvero fatta?».

Paula Hawkins, Un fuoco che brucia lento (Piemme), € 19,90


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Il coraggio di essere una donna ricca

letto da Gianluca Ferraris

Da secoli ascoltiamo frasi come «parlare di soldi fra amiche è poco elegante», «le donne ricche sono condannate alla solitudine» o ancora «un marito non deve farti mancare nulla». Stereotipi che hanno condannato al pregiudizio figure femminili affermate per il semplice fatto di non essersi mosse in punta di piedi in un mondo che vede il successo e la ricchezza come un affare da vecchio “men’s club” impregnato di odore di sigari e whisky.
Non c’è niente di vero e lo testimoniano le storie raccolte da Michela Murgia e Chiara Tagliaferri in L’uomo ricco sono io (Mondadori), secondo libro nato dal podcast Morgana, in cui le autrici da ormai 3 anni raccontano storie di empowerment femminile. Storie dove i soldi non sono un fine ma un mezzo attraverso il quale realizzare le proprie aspirazioni. Continua a leggere…

Michela Murgia e Chiara TagliaferriL’uomo ricco sono io (Mondadori), € 19,00


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Nel mondo di Eva, figlia di una mamma depressa
letto da Marina D’Incerti

Quanta forza ci vuole ad avere dieci anni e vivere con una mamma che dà di matto o affonda nella depressione, incapace di prendersi cura di te, che ti maltrattata in preda alle rabbie e a un papà che si è completamente arreso. Eva resiste ai problemi della madre Alma e alle inadeguatezze del padre Aldo rifugiandosi nel suo mondo di fantasia, fatto di bambole che le parlano e di un fratello immaginario che le infondono coraggio e protezione. Ha solo un’amica vera, Laura, in grado di comprenderla fino a un certo punto. Come il mondo degli adulti intorno a lei. Tutti a conoscenza della realtà ma come incapaci di agire. Dietro un apparente riservatezza di borghese perbenismo, sono in realtà persi ognuno in una deriva di solitudine che impedisce di entrare nelle case dei vicini e di offrire un aiuto, di fare un gesto sincero. È un romanzo poetico come una favola questo di Elisabetta Pierini, perché è narrato attraverso gli occhi di questa bambina stramba, sensibile e coraggiosa. Ma è anche un racconto inquietante che ricorda i quadri di Edward Hopper: i sentimenti e i drammi intimi stanno lì, evidenti eppure silenziati dai vetri delle finestre chiuse. 
In questo girare a vuoto degli adulti, Eva, come spesso fanno i bambini che vivono nelle famiglie in balia del disagio psichico, cerca solo un posto dove stare, dall’amica, dentro se stessa o in un qualsiasi altrove, provando magari a volare via, lontano da ciò che l’attende inesorabilmente nella sua casa: «La furia e la depressione si davano il cambio nella testa di Alma. Non era un motivo preciso a far precipitare le cose. Alma aveva bisogno di un parafulmine: Aldo aveva sempre avuto questa funzione, ma ultimamente si era stancato di questo ruolo. Eva l’avrebbe sostituito presto». 

Elisabetta Pierini
“La casa capovolta” (Hacca Edizioni), € 16,00


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Tamara Lunger, un’alpinista alla ricerca del suo lato femminile
letto da Marina D’Incerti

«Sono fatta così. Non riesco a stare ferma per molto, divento irrequieta, insistente anche». Questa voglia di andare ha reso Tamara Lunger quello che è: una donna in cammino. Estremo, verticale e in mutamento continuo. Il suo libro “Il richiamo del K2” inizia con un prologo mozzafiato: la cronaca dell’incidente del crepaccio che l’ha coinvolta sul Gasherbrum insieme a Simone Moro. Alla fine, salvi. Per abilità tecnica, sangue freddo e, come sempre, in montagna, per fortuna. Ogni piccolo errore può costare tutto. Di fronte alla natura anche i più forti sono insignificanti: è questa la lezione che Tamara apprende e trasmette. Il suo racconto prosegue con la spedizione al K2 dell’inverno 2021. In quell’occasione un team nepalese ha realizzato la prima salita invernale della montagna, ma nello stesso tentativo altri scalatori che erano partiti con Tamara hanno perso la vita. Qui, per gli amanti dell’avventura, c’è la storia della discussa e tragica spedizione. Ma il libro non si esaurisce in una cronaca alpinistica. La Lunger si è salvata rinunciando alla vetta, arrendendosi alle condizioni proibitive, e il suo racconto ha il sapore di una confessione a cuore aperto. Tra i motivi che l’hanno spinta a non rischiare, ammette, ha pesato anche l’amore per il canoista Davide Maccagnan, sbocciato non molto prima di partire. La distanza dagli stereotipi dell’eroismo e la ricerca della sua “parte femminile” riescono a renderci vicina questa super donna.

Tamara Lunger con Vinicio Stefanello, Il richiamo del K2 – La dura lezione della montagna (Rizzoli) 18 euro


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Nella stanza di Ilda la rossa
letto da Marina D’Incerti

Una vita di battaglie quella di Ilda Boccassini, “Ilda la rossa”. Dal 1979 al 2019 ha attraversato il mare in tempesta di processi che hanno segnato il nostro paese, primo fra tutti quello nato dall’indagine “Duomo Connection” che ha smascherato la presenza della mafia a Milano. Quella fu anche l’occasione dell’incontro con Giovanni Falcone, con cui la giudice rivela qui di aver vissuto una storia d’amore non solo professionale. E di questa autobiografia, è forse questo il capitolo più spiazzante e controverso. Giovanni Falcone infatti, fu ucciso in un attentato insieme alla moglie Francesca Morvillo. Dopo la morte del giudice, la Boccassini si adopererà per inchiodare i mandanti e denunciare le tante zone d’ombra intorno al delitto.
L’autobiografia inizia in una Napoli simile a quella dei romanzi di Elena Ferrante. Anche se la famiglia è benestante e colta, è da quel contesto che si sprigiona la fame di riscatto e l’etica egualitaria. Ed è in queste prime pagine di ricordi d’infanzia che ci si appassiona della Ilda narratrice. Arriva a Milano sola con un figlio e si presenta in una procura dove la presenza femminile è vista come un limite e un ostacolo. Nella carriera riversa un impegno e una passione che la renderanno famosa ma anche invisa a molti, del resto, ha “militato” negli anni della lotta alla mafia, di mani pulite, dei processi a Berlusconi, navigando spesso contro corrente nei luoghi del potere. Ma la sua autobiografia non è da leggere solo per scoprire retroscena di processi travagliati e ricordi inediti su figure torbide della politica e della magistratura. Alla fine, forse sono le riflessioni su temi come la maternità e l’amore, quelle che da lei non t’aspetti, a colpirti di più.

Ilda Boccassini, La stanza numero 30 – Cronache di una vita (Feltrinelli), 19 euro