I cinque contratti più diffusi 

A progetto oppure co.co.co., collaborazione occasionale, collaborazione con partita Iva, associazione in partecipazione, procacciamento d'affari: per il datore di lavoro i contratti che vi spieghiamo qui sono i più vantaggiosi, perché hanno meno oneri. Così, spesso, per chi cerca un impiego, diventano una strada obbligata. Ecco allora quali sono le cose importanti da sapere

di avv. Ugo di Stefano  - 15 Marzo 2007

Fino a qualche anno fa, la legge si occupava di regolare soprattutto il lavoro dipendente, quello di chi viene assunto senza una data di scadenza. Oggi, invece, le cose sono cambiate: le aziende, per essere competitive, cercano la flessibilità, cioè vogliono poter cambiare con la velocità con cui cambia il mercato. Per farlo, devono ridurre i costi, tra i quali la spesa per il personale è una delle più rilevanti. A incidere non sono tanto gli stipendi (che, anzi, sono tra i più bassi d'Europa), quanto gli oneri fiscali e previdenziali. Nonostante questo, per il datore di lavoro i contratti che vi spieghiamo qui sotto restano i più vantaggiosi, perché hanno meno oneri. Così, spesso, per chi cerca un impiego, diventano una strada obbligata. Ecco allora quali sono le cose importanti da sapere.

A progetto oppure Co.co.co.

Il contratto a progetto (Co.co.pro) e quello di collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co) sono la stessa cosa. Cioè prevedono un rapporto di lavoro che dura nel tempo e in cui vi è uno stretto coordinamento tra il datore di lavoro e il collaboratore. Si chiamano, però, in due modi diversi a seconda del profilo del lavoratore. Chi è iscritto a un albo professionale o ha raggiunto la pensione di vecchiaia firma un contratto Co.co.co. Per tutti gli altri, invece, c'è quello a progetto.

Che cosa prevedono

Che la collaborazione duri più di 30 giorni e il compenso sia superiore a 5.000 euro lordi l'anno.

Attenzione a...

Per legge (DL 276 del 2003), ci deve essere un contratto scritto, che indichi: il tipo di progetto, la durata della collaborazione e le modalità in cui il datore di lavoro coordinerà l'attività.

Collaborazione occasionale

Si tratta di una prestazione svolta senza coordinamento né continuità. Infatti, dura meno di 30 giorni e ha una retribuzione inferiore ai 5.000 euro lordi l'anno.

Che cosa prevede

In questo caso, non è necessario un contratto scritto, e il datore di lavoro non deve versare i contributi Inps.

Attenzione a...

Se il lavoratore svolge più collaborazioni di questo tipo e, in un anno, il suo reddito complessivo supera i 5.000 euro, si devono versare i contributi Inps.

Collaborazione con partita Iva

È la formula di chi svolge in modo abituale un'attività di collaborazione da libero professionista.

Che cosa prevede

Il lavoratore è tenuto ad aprire la partita Iva, necessaria per emettere la fattura a ogni compenso percepito. Inoltre, deve versare i contributi Inps e gestire il regime delle spese e delle dichiarazioni fiscali.

Attenzione a...

Non è la soluzione adatta a chi ha solo uno o due committenti.

Associazione in partecipazione

Questo rapporto di lavoro prevede che ci siano un associante e un associato che collaborano insieme a un progetto e che dividano, salvo accordi differenti, guadagni e perdite.

Che cosa prevede

In pratica, l'associante è colui che gestisce l'organizzazione dell'attività. Mentre l'associato collabora alla realizzazione dell'incarico di lavoro

Attenzione a...

Se un tempo si ricorreva a questa formula soprattutto per risparmiare i contributi Inps, va ricordato che oggi questi vanno versati.

Procacciamento d'affari

In questa categoria rientrano tutti i collaboratori che, occasionalmente, si occupano di procurare dei contratti.

Che cosa prevede

Il lavoratore viene pagato a provvigione, un tanto per ogni contratto concluso.

Attenzione a...

Questo tipo di attività dev'essere saltuaria e non professionale, altrimenti si rientra nella categoria degli Agenti. In questo secondo caso, allora servono: la partita Iva, l'iscrizione nell'apposito albo e il rispetto degli accordi collettivi specifici per la propria categoria professionale.

 

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