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Ho provato a fare l’Intrappola.To

di Luca Fiorini
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Una stanza buia. E 60 minuti di tempo per uscirne. In che modo? Risolvendo una serie di enigmi. Intrappola.To è l’avvincente gioco di ruolo che ha già 30.000 fan. Noi lo abbiamo provato

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Una stanza buia. E 60 minuti di tempo per uscirne. In che modo? Risolvendo una serie di enigmi. Intrappola.To è l’avvincente gioco di ruolo che ha già 30.000 fan. Noi lo abbiamo provato

Digito un codice segreto ed entro in una stanza buia. Non vedo nulla e sento un brivido sulla schiena. Non avrei mai creduto di rivivere da adulto uno degli incubi della mia infanzia: rimanere rinchiuso in un garage. Ma stavolta non c’è mio papà a rassicurarmi. Lo penso appena inizia la mia avventura nel primo “gioco di fuga” italiano: Intrappola.To, una via di mezzo tra un thriller e un reality show. I concorrenti, da un minimo di 2 a un massimo di 6, vengono imprigionati in una escape room, un ambiente senza luce dove bisogna risolvere una serie di enigmi per arrivare all’uscita. E hanno appena 60 minuti per farlo.

«A ispirarci è stata la passione per questo genere di videogame nel web. Noi li abbiamo trasformati in un’avventura reale» racconta l’ingegnere Stefano Gnech, uno degli ideatori. Detto, fatto: l’ispirazione, arrivata un anno fa, si è trasformata in una attrazione che ha già conquistato oltre 30.000 italiani a Torino, Milano, Genova. E presto dovrebbe arrivare a Roma, Venezia, Brescia. Io ho scelto la stanza di Rimini, che affronto con i miei amici Renato, Valeria e Andrea. L’iscrizione? Costa 60 euro (su www.intrappolato.com).

LA TENSIONE “CONSUMA”  Avanziamo a tentoni, una musica inquietante accompagna i nostri passi, mi sento come una antilope inseguita dal ghepardo. «Guarda, Luca, ci sono alcune incisioni su quella vecchia credenza illuminata da una debole luce» mi dice Renato. L’indizio potrebbe aiutarci a superare il primo livello del gioco. Ogni tanto interviene una voce misteriosa che ci guida da una regia invisibile, l’unica concessione nella escape room. Eppure questo gioco così “spietato” richiama le folle. A Torino, dove è nato, Intrappola.To ha conquistato su Tripadvisor il podio delle Migliori cose da fare in città, subito dopo il Museo Egizio e lo Juventus Stadium.

I ROMPICAPO INTRIGANO Noi, reclusi nella stanza, apriamo una porta e avanziamo grazie agli indizi offerti da vecchi oggetti da rigattiere, tra cui un macinacaffè e una pompa da bicicletta. Ma ci blocchiamo subito dopo. Con Valeria devo affrontare quiz di logica, rebus e perfino una partita a scacchi con regine, cavalli e re incollati sulle caselle. E ci mette in difficoltà la mappa di un carcere che non riusciamo a decifrare. Mi sento proprio come ad Alcatraz e prenderei volentieri una camomilla. «Tutto all’interno della stanza è stato studiato per creare un’esperienza che stimola la mente, con domande ed enigmi pensati da una squadra di ingegneri» dice Stefano Gnech. Intanto il nostro tempo nella escape room è scaduto. E noi siamo lontani dalla meta. Finiremo  ul patibolo, come promette il gioco? «No» sorride il padrone di casa. «Finora solo 8 concorrenti hanno completato il percorso. Ma voi avete risolto l’82% dei quesiti. Credetemi, è un ottimo risultato».

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