Ogni anno l’esame di maturità segna il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta per centinaia di migliaia di studenti. È un appuntamento che porta con sé tensione, aspettative e una buona dose di emozione. Eppure, accanto alle prove scritte e ai colloqui orali, esiste un’altra faccia dell’esame di Stato. È quella fatta di episodi sorprendenti, errori memorabili e situazioni talmente insolite da diventare leggenda. Alcune vicende hanno fatto sorridere l’Italia intera, altre hanno lasciato senza parole studenti e insegnanti. Ripercorrere queste storie significa raccontare anche il lato più umano di un rito collettivo che continua a coinvolgere intere generazioni.

Quando la maturità diventa una storia da film: i casi più incredibili

Tra le vicende più sorprendenti legate agli esami c’è quella avvenuta in Francia nel 2013. Una donna di 52 anni tentò di sostenere la prova d’inglese al posto della figlia, presentandosi davanti alla commissione con un abbigliamento giovanile e cercando di impersonare la ragazza. Il piano fallì quasi subito e la sostituzione venne scoperta, trasformando quello che doveva essere un aiuto in un caso di frode che finì sulle cronache internazionali.

Non meno incredibile la storia raccontata dal Kazakistan, dove un ragazzo ventenne cercò di sostenere l’esame orale al posto della fidanzata. Si presentò travestito da studentessa, ma la commissione si insospettì rapidamente e l’inganno venne smascherato.

La maturità ha regalato anche episodi più teneri. Come quello di una studentessa di Prato che affrontò l’esame mentre era al nono mese di gravidanza, con il timore che il parto potesse iniziare da un momento all’altro. Oppure quello di una donna che, dopo aver interrotto gli studi da giovane, tornò sui banchi di scuola e ottenne il diploma con il massimo dei voti, mantenendo una promessa fatta al padre.

Dai falsi candidati alle scuole evacuate: gli episodi che nessuno avrebbe immaginato

A volte non sono gli studenti a rendere memorabile la maturità, ma gli eventi che accadono intorno a loro.

Tra gli episodi più singolari ricordati negli ultimi anni c’è quello di un istituto della provincia di Bergamo dove, durante la prima prova scritta, scoppiò un incendio in un laboratorio di chimica. Gli studenti furono evacuati e la prova venne annullata. Per loro fu necessario sostenere l’esame in una data successiva con nuove tracce predisposte appositamente.

Non sono mancate nemmeno le polemiche. In Germania fece discutere il caso di una classe in cui quasi tutti gli studenti furono esclusi dagli orali dopo risultati molto negativi nelle prove scritte. I genitori contestarono la difficoltà degli esami e sostennero che alcuni argomenti non fossero stati affrontati durante l’anno scolastico.

C’è poi chi ha cercato di trasformare l’esame in un’affermazione identitaria. Una studentessa chiese di presentare il proprio elaborato in lingua sarda. La richiesta non venne accolta e la ragazza sostenne il colloquio in italiano, ma il caso aprì un dibattito sul riconoscimento delle lingue locali nelle scuole.

Gli strafalcioni che hanno riscritto storia, letteratura e filosofia

Se c’è una tradizione che accompagna ogni sessione d’esame, è quella degli strafalcioni raccolti da studenti e insegnanti.

Negli anni si sono ascoltate affermazioni diventate celebri. C’è chi ha sostenuto che Mussolini sia entrato a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia, confondendo il Duce con gli eventi del Risorgimento. Qualcun altro ha dichiarato che Hitler abbia organizzato una marcia su Berlino per imitare il fascismo italiano.

Anche la letteratura ha pagato il suo tributo alla fantasia dei maturandi. Tra gli errori più citati figurano Ossi di calamari al posto di Ossi di seppia, il poeta Eugenio Leopardi e Giacomo Montale, fino alla convinzione che Luigi Pirandello abbia ricevuto un premio Oscar anziché il Nobel.

Uno degli strafalcioni più ricorrenti riguarda però la Divina Commedia. Diversi studenti, negli anni, l’hanno attribuita a Giuseppe Garibaldi invece che a Dante Alighieri.

Non sono mancati nemmeno i lapsus filosofici. Il Superuomo di Nietzsche è stato attribuito a Freud, mentre il concetto di noumeno è stato assegnato a Marx invece che a Kant.

Anche i professori sbagliano: le gaffe delle commissioni

Gli strafalcioni non sono una prerogativa degli studenti. Anche docenti e commissari, talvolta, sono protagonisti di episodi curiosi.

Secondo diverse testimonianze raccolte negli anni, alcuni insegnanti hanno posto domande decisamente insolite durante gli orali. C’è chi ha chiesto il fuso orario del Giappone durante un colloquio multidisciplinare e chi ha domandato quanti figli avesse il pittore Gustav Klimt.

Altri commissari hanno confuso argomenti affrontati in classi diverse oppure hanno presentato materiali che gli studenti non avevano mai trattato durante l’anno.

In alcuni casi sono stati gli stessi maturandi a notare piccoli errori nelle domande o nelle ricostruzioni storiche proposte dagli insegnanti. Situazioni che ricordano una verità semplice: l’esame mette sotto pressione tutti, non soltanto chi si trova dall’altra parte della cattedra.

Le tracce da incubo che hanno terrorizzato i maturandi

Non tutte le storie incredibili della maturità nascono durante gli orali. Alcune sono scritte direttamente nelle tracce distribuite il giorno della prima prova. Negli anni ci sono stati argomenti che hanno spaventato così tanto gli studenti da entrare nella storia degli esami.

Secondo una ricostruzione di Skuola.net, tra le prove meno scelte degli ultimi decenni c’è il tema storico sulle Foibe proposto nel 2010. Lo svolse appena lo 0,6% dei maturandi, un dato che lo rende una delle tracce più evitate in assoluto. Poco più popolare fu quella dedicata ai Brics, le economie emergenti, proposta nel 2013 e scelta solo dall’1,3% degli studenti.

Anche altri argomenti legati alla storia hanno raccolto poche adesioni. È il caso della traccia sugli anni Settanta e sul «secolo breve» dello storico Eric Hobsbawm nel 2011, della Resistenza nel 2015 e dell’Europa a confronto tra il 1914 e il 2014. Temi considerati complessi, che molti candidati hanno preferito evitare orientandosi verso tipologie più accessibili.

Ma le sorprese non riguardano soltanto i temi storici. Nel 2007 persino l’analisi del testo dedicata a Dante raccolse appena il 2,6% delle preferenze, mentre nel 2016 il brano di Umberto Eco proposto per la stessa tipologia non riuscì a conquistare la maggioranza dei maturandi.