Anoressia: le false credenze e le vere cause

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«Ogni volta che mi trovo davanti mia figlia la fatica più grande è riuscire a trattenere le lacrime. In queste 24 settimane ha prosciugato le guance e anche le spalle, due grucce spoglie. Le cosce sono due stuzzicadenti. Le mani due calchi da laboratorio. I capelli fili di stoppa». Sono le parole arrivano di una mamma. Una madre che combatte contro l’anoressia della figlia: è la protagonista del nuovo romanzo di Alessandra Arachi Non più briciole (Longanesi).

A 20 anni dal bestseller Briciole, la scrittrice torna a parlare della malattia e spariglia le carte: basta attribuire tutte le responsabilità alla figura materna. Intanto, nei giorni scorsi, la confessione della modella inglese Beth Cowan («Mangiavo una mela al giorno») ha riacceso le polemiche contro le passerelle. Sì, quando parliamo di questo disturbo cerchiamo sempre un colpevole da mettere sul banco degli imputati. Ma in tal modo, forse, ci dimentichiamo di indagare a fondo, di capire le vere cause. Qui le chiediamo a 5 esperti.

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La chiamano “malattia trasversale” perché ha tante cause. Per alcuni nasce dai conflitti familiari, per altri dai modelli di magrezza dettati dalla società o su Internet. Qui cinque esperti ci aiutano a fare chiarezza

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