Con le temperature rigide di questo inverno, è praticamente impossibile fare a meno del cappello. Tuttavia, indossarlo quotidianamente può avere qualche effetto indesiderato sui capelli, anche solo sporcarli più velocemente del normale. Cappelli e cappellini, infatti, limitano la traspirazione del cuoio capelluto, creando un vero e proprio “microclima” caldo-umido poco favorevole ai capelli. In genere questo porta a un aumento della produzione di sebo, soprattutto in chi ha già una cute a tendenza grassa, con il risultato di capelli che appaiono appesantiti anche se li abbiamo lavati da poco.

A questo si aggiunge un altro aspetto spesso sottovalutato: il contatto prolungato con alcuni tessuti. Alcuni materiali – su tutti quelli sintetici come poliestere e poliacrilico, ma non solo – a lungo andare possono generare elettricità statica. Il risultato sono capelli crespi, che tendono a sollevarsi, indebolirsi e, nei casi peggiori, spezzarsi. L’attrito continuo tra fibra e capello, infatti, compromette la struttura del fusto, rendendolo più fragile e crespo.

Per questo dovremmo sempre scegliere cappelli realizzati con filati naturali o dotati di una fodera interna studiata per ridurre l’attrito. In questo modo si può prevenire l’effetto crespo, la perdita di idratazione e la rottura dei capelli. Non tutti i tessuti, però, sono uguali, e alcuni tessuti funzionano meglio di altri. Ecco quali:

Capelli e cappello: i tessuti migliori

Seta

È il materiale migliore in assoluto per mantenere dei capelli wow. La seta riduce al minimo l’attrito, previene crespo e rottura e, soprattutto, non assorbe l’idratazione naturale del capello. Certo, da sola è poco adatta alle basse temperature, ma ultimamente sono diventati di gran moda i cappelli in lana con rivestimento interno in pura seta: una soluzione ideale, soprattutto per i capelli ricci. Questa tipologia di capello, infatti, è più porosa e tende a perdere idratazione facilmente; la seta aiuta a mantenere il riccio definito ed evita l’effetto arruffato (ma vale per tutti i tipi di chioma).

Raso (satin)

Il raso è un’ottima alternativa alla seta, generalmente più accessibile per una questione di prezzo. Anche in questo caso, la superficie liscia limita la formazione di nodi e riduce lo stress meccanico sul capello. È preferibile scegliere rasi di buona qualità, meglio se con una percentuale di seta nella composizione.

Velluto liscio

Se ben rifinito, il velluto liscio può essere una valida opzione. Risulta meno abrasivo rispetto alla lana tradizionale e più delicato sul capello. È importante però fare attenzione alla qualità del tessuto: non tutti i velluti hanno la stessa resa in termini di morbidezza e attrito.

Capelli e cappello: i tessuti da evitare

Lana

Calda e avvolgente, la lana è uno dei materiali più utilizzati per i cappelli invernali, ma non sempre è la scelta migliore per i capelli. La sua superficie aumenta l’attrito con il fusto, favorendo crespo e nodi; soprattutto, la lana tende ad assorbire l’umidità, sottraendo idratazione ai capelli. Se si sceglie un cappello in lana, meglio optare per modelli con fodera interna liscia.

Tessuti sintetici

I tessuti sintetici come poliestere, acrilico o pile non sono particolarmente amici dei capelli, soprattutto se indossati per molte ore di seguito. Trattengono calore e umidità, facendo “soffocare” il cuoio capelluto e mettendo sotto stress sia la cute che le lunghezze. Oltre a questo generano per loro natura elettricità statica, altra nemico di una bella chioma in salute. Insomma, si possono usare al bisogno, ma per tutti i giorni meglio una soluzione più gentile per la chioma.

Cotone grezzo

Pur essendo un tessuto naturale, il cotone grezzo non è particolarmente indicato per i capelli. La sua elevata capacità di assorbimento porta via non solo l’umidità, ma anche gli oli naturali che proteggono il fusto, lasciando i capelli più secchi e inclini alla rottura. In più l’attrito, come ormai è chiaro, può favorire la formazione di nodi e crespo.