Menopausa senza tabu: questo il titolo del talk di domenica 12 ottobre al nostro evento I feel good. Ma anche un proposito: abbattiamo i tabù che ancora resistono sulla menopausa, non tanto tra noi donne – che ne parliamo spesso e volentieri tra di noi – ma a livello sociale e soprattutto nel mondo del lavoro.
La menopausa è ancora un tabù anche in Italia
Già, perché la menopausa resta un tabù, una questione provata, come molte donne ancora oggi pensano. E come documenta il docu-film The M Factor, che è diventato un caso negli Stati Uniti. E in Italia? Per capire se anche nel nostro Paese la menopausa è ancora un tabù, abbiamo prima guardato il docu-film, per poi discuterlo con le nostre ospiti, intervistate dalla giornalista Gabriella Grasso.
La dottoressa Lucia Calò, ginecologa e sessuologa, sottolinea che la realtà americana non è così diversa dalla nostra, in cui le donne faticano a trovare informazioni chiare e serie, e soprattutto ricorrono alla terapia ormonale sostituiva – la TOS – in minima parte. «Solo il 7,5% sono le donne italiane che dal 2021 utilizzano la TOS» dice la dottoressa. «La metà delle donne in menopausa non segue nessuna terapia, neanche prodotti naturali, perché considerano la menopausa una fase naturale, quindi pensano di non dover fare nulla. Ma non solo. Un terzo delle donne intervistate si sente sola ad affrontare questa fase della vita: la metà riferisce che la propria ginecologa non è in grado di affrontare l’argomento».
La difficoltà a trovare punti di riferimento
Se tutto ciò è vero, vuol dire che il personale sanitario non viene incontro alle donne, non ci invoglia a parlare, quindi a chi le donne sono spinte a chiedere aiuto? La risposta molte volte può venire dai social. Manuela Peretti, @manupausa su Instagram, una pagina con più di 26mila followers, testimonia proprio il bisogno di essere ascoltate, capite, indirizzate da parte delle donne. «Ho creato la pagina nel 2020 e negl anni ho visto aumentare il disagio delle donne. Per esempio i dubbi sulla TOS: le donne mi raccontano di non avere il coraggio di seguirla, nonostante la prescrizione del medico. Ma allora qui c’è un grave problema di mancanza di fiducia nel proprio ginecologo. E poi si apre il grande tema: quando iniziare a parlare di menopausa? Io rispondo sempre: fin dai 38-40 anni. È lì che dobbiamo renderci conto che lo stile di vita deve cambiare».
Il lutto della menopausa per noi 50enni
E poiché oggi la vita si allunga sempre di più, è vero che noi donne ci ritroviamo in piena menopausa da “schiacciate”, con i figli ancora a casa e i genitori anziani da accudire. Lo racconta bene Paura Turuani, psicoterapeuta e autrice del libro Le schiacciate: «Noi 50 enni e oltre siamo sfiancate dal voler fare tutto e bene. E così siamo vittime dell’ansia, per la quale non dovremmo andare dallo psicologo, ma dal ginecologo. Siamo strette tra il lutto della giovinezza smarrita, quello della tenerezza persa dei figli ormai grandi e l’angoscia per i genitori anziani: la menopausa arriva qui ed è dirompente, una seconda adolescenza per lo scombussolamento che comporta. Ci ritroviamo all’improvviso nella curva più alta della vita e dobbiamo stare attente a non farci prendere troppo dalla nostalgia del passato e dalla paura del futuro. In questo, il gruppo ci può aiutare, come aiuta nelle altre fasi della vita di noi donne, caratterizzate da 3 M: menarca, maternità e, appunto, menopausa. Il gruppo fa sempre da incubatore psichico».
Menopausa e lavoro: un problema
Il problema è che tutte noi in menopausa abbiamo un orizzonte lavorativo ancora lungo. E la nostra condizione impatta per forza anche nelle organizzazioni, nel lavoro. È anche di questo che bisogna cominciare a parlare. Manuela Peretti fa parte del gruppo Menopausa e lavoro con Fondazione Onda all’interno dell’intergruppo parlamentare creato dall’onorovole Martina Semenzato, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. «Un sondaggio che abbiamo svolto su 1600 donne tra 45 e 65 anni rivela che il 64,2% accusa disturbi al lavoro, soprattutto stanchezza e vampate. E questo disagio impatta in modo medio alto nel 70% dei casi. Solo il 39,8% ne parla coi colleghi, il 2,7% con il datore di lavoro, il resto con nessuno. E la riservatezza cresce man mano che si alza il ruolo.
Perché le donne non comunicano in azienda il loro malessere? «Il 32,5% ritiene la menopausa una questione privata, il 15,8 pensa che non riguardi gli uomini e che quindi non ne valga la pena. La verità è che il supporto alle donne dovrebbe arrivare da vere policy aziendali, non dalle sensibilità dei singoli»
Menopausa e sesso
In questa tempesta emotiva in cui le donne non si sentono ascoltate e capite, il sesso resta in secondo piano. «Tutte siamo vittime del calo del desiderio, dovuto al crollo degli estrogeni» spiega la dottoressa Calò. «Ma teniamo presente che gli estrogeni cominciano calare già dopo i 20 anni, ai 50 si dimezzano per poi crollare. Ciò non vuol dire che non proviamo più desiderio: se il partner ci sorprende, per esempio, siamo ancora in grado di reagire. Eccome! Si chiama desiderio responsivo, e va coltivato». Molto dipende quindi dalla relazione che stiamo vivendo, e soprattutto dalla comunicazione. «Non godendo del desiderio impulsivo, facciamo in modo di creare le circostanze per stimolare l’altro desiderio, quello responsivo».
Gli integratori per la menopausa
Ci sono rimedi che possono aiutarci contro i vari disturbi della menopausa? La dottoressa Beatrice Zuffada, farmacista e fitoterapeuta, ci lascia alcuni consigli: «Il collagene è indicato per il trofismo delle mucose, per esempio. Mentre l’Omega 3 aiuta il nostro cuore e il cervello. I probiotici sono importanti antinfiammatori , che ci proteggono dalle malattie cardiovascolari e metaboliche».
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