Alla fine Mara Venier ha dovuto annunciare che si sottoporrà a un intervento chirurgico. Dopo mesi nei quali la sua salute, in particolare agli occhi, le hanno dato problemi, ora la popolarissima conduttrice ha spiegato che sarà operata. Nel salotto di Domenica In, infatti, ha spiegato ai telespettatori che soffre di maculopatia, una malattia che colpisce la retina e provoca disturbi nella visione centrale.
Mara Venier e l’annuncio dell’intervento
«Finita Domenica In vado a fare l’intervento. Chiedo scusa se perderò dei colpi», ha detto Mara Venier, sguardo in camera dal quale si è colta tutta la fatica nel dover ammettere di procedere con un passo delicato per risolvere il problema alla vista che la tormenta da tempo. La conduttrice ha parlato della propria situazione, pur senza dilungarsi troppo, nel corso dell’intervista a Nino D’Angelo. «Oggi è un po’ difficile per me, meglio che lo dica subito. Ho un problema alla mia maculopatia. Finita Domenica In, vado a fare l’intervento. Chiedo scusa se perderò dei colpi perché a volte non riesco a vedere. Meglio dirlo subito, durante la puntata potrebbero esserci piccoli incidenti e chiederò aiuto ai miei compagni».
Il sesto intervento agli occhi per Mara Venier
In realtà si tratta della sesta operazione per la 75enne (li ha compiuti lo scorso 20 ottobre). Mara Venier aveva già raccontato di avere fastidi agli occhi lo scorso gennaio, in coincidenza dell’uscita al cinema del film Diamanti di Ferzan Ozpetek, a gennaio 2025: «Avevo da poco cominciato a girare quando ho avvertito un fastidio a un occhio. Vedevo male, annebbiato, e una sera, davanti alla tv, mi sono accorta di vedere solo da una parte. Ho avuto un’emorragia alla retina causata da una patologia, la maculopatia essudativa».
Il percorso di cure
Dopo il primo intervento d’urgenza, ne sono seguiti altri, accompagnati dalle cure. «Il professor Cusumano aveva detto che non avrei più visto dall’occhio destro, invece ho recuperato un pochino. Dovrei stare calma e tranquilla, ma lavoro tanto e faccio su e giù con il treno tra Roma e Milano», aveva spiegato la conduttrice riguardo la malattia. Si tratta, infatti, di una maculopatia (o degenerazione maculare), che interessa la macula, cioè la parte centrale della retina. Il suo danneggiamento fa perdere la capacità di avere una visione nitida dei dettagli, in modo progressivo e per questo a volte neppure percepibile in modo chiaro.
Cos’è la maculopatia
I problemi di maculopatia, che comprendono uno una serie di malattie a carico della retina, hanno conseguenze importanti, perché la visione centrale che viene “danneggiata” «è quella che usiamo per leggere, riconoscere volti o guidare», spiega il Dottor Luigi Marino, del direttivo dell’Associazione italiana medici oculisti (AIMO). Ce ne sono di diverso tipo: «La degenerazione maculare legata all’età (DMLE o AMD – Age-related Macular Degeneration), che è la forma più comune, collegata all’invecchiamento della retina e che a sua volta può essere “secca” o “atrofica”, ed è dovuta assottigliamento della macula; oppure “umida” (essudativa o neovascolare): è più rapida e grave; è caratterizzata dalla formazione di nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina». È proprio questa la forma contratta da Mara Venier. Esistono poi maculopatie secondarie, come quelle dovute a diabete, miopia elevata, traumi, infiammazioni, ecc.
Quanto è diffusa
La maculopatia legata all’età è più diffusa ed è «la principale causa di perdita della vista negli over 60. Si stima che in Italia ne soffra circa 1 milione di persone e l’incidenza aumenta con l’età tanto che arriva al 10–15% della popolazione oltre i 75 anni- Questo significa che la malattia non è rara e richiede attenzione, sia dal punto di vista della prevenzione, sia del monitoraggio e della terapia – spiega Marino – I circa 200-300 mila casi nella forma avanzata, invece, sottolineano che molte persone potrebbero trarre beneficio da una diagnosi precoce e da trattamenti tempestivi».
I sintomi e la diagnosi: come riconoscerla
Proprio la prevenzione, quindi, rappresenta una priorità: «Significa effettuare, ad esempio visite oculistiche regolari dopo i 50 anni, ma anche condurre uno stile di vita sano, cioè senza fumo, ma con una dieta ricca di antiossidanti (frutta, verdura, pesce), il controllo del colesterolo e della pressione. Infine, anche l’Autotest di Amsler può essere utile per monitorare distorsioni visive quando compaiono sintomi compatibili», come la vista annebbiata.
Come si interviene
Sul fronte delle cure, invece, «per quella secca fino ad oggi non c’era una terapia specifica. Stiamo utilizzando con successo da poco tempo la iontoforesi con Luteina (che si effettua ricorrendo a una lieve corrente elettrica per favorire la penetrazione dei principi attivi del farmaco attraverso la cornea) e la fotobiomodulazione», cioè una terapia non invasiva che utilizza la luce a bassa intensità (principalmente rossa e infrarossa) per stimolare i processi biologici cellulari, promuovendo la rigenerazione dei tessuti e riducendo l’infiammazione
Quando si ricorre alle iniezioni
«Per la maculopatia umida, invece, si usano i cosiddetti farmaci anti-VEGF, che bloccano la proteina VEGF responsabile della crescita di nuovi vasi sanguigni sotto la retina, molto fragili. Questi farmaci vengono somministrati tramite iniezioni intravitreali nella cavità dell’occhio per ridurre l’edema maculare, rallentare la progressione della malattia e, in alcuni casi, migliorare la vista – spiega ancora Marino – Di fatto sono piccole iniezioni, previa somministrazione di un collirio anestetico, nella parte posteriore dell’occhio. Durano pochi secondi e possono essere ripetute con cadenza mensile o trimestrale, anche in caso di edema maculare diabetico, edema maculare dovuto a trombosi venosa o arteriosa retinica, o altre forme di edema. La frequenza delle iniezioni tende a diminuire nel tempo con il miglioramento della condizione».