Parte la fase operativa della dichiarazione dei redditi 2026. Da oggi i contribuenti possono accedere al modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, verificare i dati inseriti e procedere con l’invio. La dichiarazione può essere accettata così com’è oppure corretta e integrata prima della trasmissione.
Con l’apertura della finestra per l’invio entrano però nel vivo anche le regole sui controlli fiscali, sulle verifiche legate ai rimborsi e sulle possibilità di annullare una dichiarazione già trasmessa.
Cos’è il 730 precompilato e quali dati contiene
Il 730 precompilato è una dichiarazione dei redditi predisposta direttamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle informazioni già in possesso del Fisco o trasmesse da soggetti terzi. I dati provengono, tra gli altri, da datori di lavoro, Inps, farmacie, banche, assicurazioni, università e amministratori di condominio.
All’interno del modello risultano già presenti numerose spese detraibili o deducibili, tra cui spese mediche, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese universitarie, bonus edilizi e spese scolastiche. Per il 2026 il sistema integra oltre 1,3 miliardi di dati caricati automaticamente.
Cosa controllare prima di inviare
Un 730 precompilato non è un modello corretto per definizione. Il controllo da parte del contribuente resta un passaggio essenziale prima dell’invio. È necessario verificare innanzitutto la correttezza dei dati anagrafici, come nome, codice fiscale, residenza e composizione del nucleo familiare con eventuali familiari a carico. Un’attenzione particolare va riservata alle certificazioni uniche, soprattutto nei casi in cui nel corso dell’anno si siano avuti più rapporti di lavoro o più sostituti d’imposta, per accertarsi che tutte le CU siano state correttamente inserite. Vanno poi controllate con precisione le spese detraibili e deducibili, dalle prestazioni sanitarie alle spese per l’affitto, dalle attività sportive dei figli ai bonus edilizi, fino alle spese universitarie, veterinarie e agli eventuali assegni destinati all’ex coniuge. Infine, è fondamentale verificare la corretta indicazione del sostituto d’imposta, ossia il datore di lavoro o l’ente pensionistico che effettuerà il conguaglio.
Come si accede al 730 precompilato e quali operazioni si possono fare online
Per accedere al 730 precompilato è necessario entrare nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate utilizzando uno degli strumenti di identificazione digitale abilitati, come SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso, il contribuente può consultare il modello, verificare i dati già inseriti, correggere eventuali errori, integrare informazioni mancanti e procedere con l’invio della dichiarazione. È prevista anche una modalità semplificata che accompagna l’utente nelle diverse fasi della compilazione; nel 2025 è stata utilizzata da quasi il 60% di chi ha trasmesso autonomamente il 730.
Le spese che possono non comparire nella precompilata
Non tutte le spese risultano automaticamente inserite nella dichiarazione. In diversi casi possono mancare, ad esempio, gli importi relativi alle mense scolastiche o ai trasporti scolastici gestiti da Comuni ed enti locali che non trasmettono i dati all’Agenzia delle Entrate.
Se in possesso dei requisiti richiesti, il contribuente può comunque inserire autonomamente queste spese tra quelle detraibili.
Come annullare una dichiarazione già inviata
Chi si accorge di aver commesso errori dopo la trasmissione del modello può annullare la dichiarazione e inviarne una nuova. La procedura sarà disponibile dal 19 maggio e potrà essere utilizzata una sola volta entro il 22 giugno.
Dopo l’annullamento sarà necessario attendere fino a 48 ore prima di procedere con il nuovo invio. Superata questa finestra temporale, il contribuente dovrà utilizzare un modello Redditi correttivo oppure una dichiarazione integrativa tramite un intermediario abilitato.
Rimborsi IRPEF: quando arrivano e a chi
La scadenza per presentare il 730 è fissata al 30 settembre 2026. Arrivare a ridosso di quella data significa quasi certamente ricevere l’eventuale rimborso in autunno inoltrato.
I lavoratori dipendenti che inviano il 730 entro maggio o inizio giugno trovano il rimborso IRPEF direttamente nella busta paga di luglio 2026, oppure ad agosto nei casi più tardivi. Per i pensionati l’accredito arriva nel cedolino, generalmente tra agosto e settembre.
Chi non ha un sostituto d’imposta segue un percorso diverso. Il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, entro dicembre per importi fino a 4.000 euro e fino a marzo 2027 per cifre superiori o in presenza di verifiche legate a bonus edilizi. Anche chi ha un sostituto d’imposta ma ha apportato modifiche rilevanti al precompilato può andare incontro a controlli preventivi che allungano i tempi, senza però far decadere il diritto al rimborso.
Le novità fiscali del 2026
Il modello recepisce alcune novità sui redditi 2025. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione fiscale cede il passo all’Assegno Unico, mentre restano le detrazioni per i figli tra 21 e 30 anni, entro i limiti reddituali previsti. Sul fronte delle aliquote resta in vigore la struttura a tre scaglioni, con il peso fiscale che cresce progressivamente al crescere del reddito.
Le novità sulle detrazioni per i redditi più alti
Tra le novità introdotte nel 2026 c’è il riordino delle detrazioni per i contribuenti con redditi superiori a 75mila euro. Il sistema di liquidazione calcolerà automaticamente il limite complessivo delle spese detraibili, applicando le regole previste dalla normativa senza richiedere interventi manuali.
Il contribuente potrà quindi inserire normalmente tutte le spese sostenute e lasciare alla procedura il compito di determinare l’importo effettivamente detraibile.