Nel 2025 il lavoro per i liberi professionisti premia soprattutto le competenze altamente specializzate, sia nei settori tradizionali sia in quelli emergenti.

A fotografare i mestieri più redditizi è un’indagine condotta da Fiscozen su oltre 40mila Partite Iva attive in Italia, che analizza i fatturati medi annui e le dinamiche di crescita dei diversi comparti.

I dati mostrano una classifica guidata dalla sanità, seguita da intrattenimento audiovisivo e professioni tecnico-impiantistiche, con il digitale che continua a guadagnare terreno.

Sanità in testa: medici specialisti al primo posto

A occupare il vertice della classifica dei liberi professionisti più redditizi nel 2025 sono i medici specialisti e della diagnostica. Cardiologi, psichiatri, pediatri, ginecologi e radiologi registrano un fatturato medio annuo di 58.365 euro, il più alto tra tutte le categorie analizzate.

Il dato riflette una combinazione di fattori strutturali, come la carenza di personale sanitario e l’allungamento delle liste d’attesa nel sistema pubblico, che spinge una parte crescente della domanda verso il settore privato e la libera professione.

Produzione video e spettacolo: il boom dell’intrattenimento

Sul podio dei mestieri più redditizi salgono anche le attività di produzione cinematografica, video e programmi televisivi, con un fatturato medio di 40.822 euro annui.

La centralità dei contenuti audiovisivi, trainata da piattaforme di streaming e social network, ha trasformato il settore dell’intrattenimento in uno dei più dinamici per le Partite Iva.

In questo contesto si inserisce anche la crescita della recitazione e delle attività performative, che nel 2025 mostrano incrementi più contenuti ma costanti, fino al 12%, segno di un mercato competitivo ma ancora in espansione.

Tecnici specializzati: elettricisti sul podio

Il terzo posto della classifica è occupato dagli elettricisti specializzati in impiantistica civile e industriale, con un fatturato medio annuo di 40.062 euro.

La crescente complessità degli impianti, l’attenzione all’efficienza energetica e la diffusione delle tecnologie smart rendono queste competenze sempre più richieste.

Il risultato conferma come il mercato continui a premiare le professionalità tecniche ad alta specializzazione, spesso difficili da sostituire anche in un contesto di automazione avanzata.

Seguono le attività di ingegneria, che si attestano su 39.136 euro medi annui, confermando come la consulenza tecnico-specialistica sia una delle aree più solide della libera professione.

In attesa dei dati ufficiali sulle nuove aperture dopo la riforma dei codici ATECO, l’analisi segnala che tra i più utilizzati figurano quelli legati alla consulenza imprenditoriale e gestionale.

Content creator e influencer: la crescita più rapida

Subito fuori dal podio si collocano influencer marketing e content creator, con un fatturato medio annuo di 39.947 euro. È il settore che nel 2025 registra la crescita più alta rispetto all’anno precedente, con un +23% sul 2024.

La capacità di costruire community, valorizzare il personal brand e collaborare con le aziende rende questa professione sempre più strutturata e remunerativa.

Secondo Fiscozen, l’ascesa dei creator accanto a medici e ingegneri dimostra che il mercato premia l’iper-specializzazione e l’unicità delle competenze, anche nell’era dell’intelligenza artificiale.

Crescita settoriale e nuove scelte di carriera

Oltre ai creator digitali, nel 2025 mostrano performance positive anche gli operatori immobiliari per conto terzi, che crescono del 17,6%, i formatori sportivi con un +15,7% e gli agenti assicurativi, in aumento del 15%.

Le attività psicomotorie registrano incrementi più moderati, mentre il settore della formazione e del benessere continua ad attrarre nuove Partite Iva, soprattutto tra i più giovani.

Vita in Partita Iva nel 2025

Dai sondaggi emerge che un libero professionista su due sceglie la Partita Iva per ottenere maggiore autonomia nella gestione di tempo, clienti e risorse. La Gen Z si avvicina in particolare al lavoro autonomo per la ricerca di flessibilità, meritocrazia e di un migliore equilibrio tra vita privata e professionale.

Questa libertà, tuttavia, comporta costi rilevanti in termini di stress, incertezza economica e carenza di tutele per malattia e maternità, fattori che espongono molti lavoratori autonomi a rischio di burnout. Nonostante ciò, l’83% dei liberi professionisti si dichiara soddisfatto della propria scelta.

Gender gap nella libera professione

Anche tra le Partite Iva persiste un marcato divario di genere. Gli uomini guadagnano in media il 18,3% in più delle donne, pari a circa 3.343 euro annui, con un gap che cresce con l’età e raggiunge il 28,5% nella fascia tra i 55 e i 65 anni.

Le differenze più ampie si registrano nel settore manifatturiero, mentre l’istruzione è l’ambito più vicino alla parità. Nei servizi di alloggio e ristorazione, invece, le donne presentano un reddito medio superiore a quello maschile, con un +26,2%.