Con la circolare n. 19 del 25 febbraio 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni applicative sulle pensioni 2026 previste dalla Legge di Bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199). Il documento chiarisce quali misure vengono prorogate, quali rafforzate e quali, invece, non sono state rinnovate. Per chi è vicino alla pensione, conoscere requisiti e scadenze è fondamentale per non perdere opportunità o fare scelte affrettate.

Proroga APE sociale 2026: requisiti confermati e scadenze da segnare

La Legge di Bilancio 2026 proroga l’APE sociale fino al 31 dicembre 2026. La disciplina resta invariata rispetto agli anni precedenti.

Possono accedere alla misura le persone che hanno almeno 63 anni e 5 mesi di età e almeno 35 anni di contributi. È inoltre necessario appartenere a una delle categorie previste dalla normativa: disoccupati che hanno terminato la Naspi o altro sussidio, caregiver che assistono familiari con disabilità, lavoratori con invalidità pari almeno al 74%, addetti a mansioni gravose.

Resta confermato il regime di incumulabilità. L’APE sociale non è compatibile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui.

Per il 2026 sono previste tre finestre per presentare la domanda di riconoscimento delle condizioni: entro il 31 marzo, entro il 15 luglio e, in via residuale, entro il 30 novembre. Le domande presentate entro marzo ricevono risposta entro il 30 giugno. Quelle inoltrate entro luglio ottengono riscontro entro il 15 ottobre. Le istanze presentate dopo il 30 novembre sono considerate tardive e vengono accolte solo in presenza di risorse disponibili.

Maggiorazione sociale: aumento di 20 euro al mese e soglie di reddito più alte

La circolare recepisce anche l’aumento dell’incremento della maggiorazione sociale previsto dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2001.

Dal 1° gennaio 2026 l’importo mensile cresce di 20 euro. L’INPS riconosce l’aumento automaticamente a chi già percepisce la maggiorazione sociale.

Contestualmente, sale anche il limite reddituale per poter accedere al beneficio. La soglia annua aumenta di 260 euro rispetto ai parametri precedenti. L’obiettivo dichiarato dalla norma è rafforzare il sostegno ai pensionati in condizioni economiche più fragili.

Bonus posticipo pensione: come funziona l’incentivo in busta paga

Tra le novità più rilevanti delle pensioni 2026 c’è l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento, previsto dall’articolo 1, comma 286, della legge n. 197 del 2022.

La misura si applica ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive ed esclusive che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Si tratta di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Il meccanismo consente di rinunciare al versamento dei contributi previdenziali a proprio carico. La quota che normalmente verrebbe trattenuta viene invece riconosciuta direttamente in busta paga. L’importo non concorre alla formazione del reddito imponibile.

La misura resta inoltre accessibile anche a chi ha maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile, nota come Quota 103.

Stop a Opzione Donna e pensione anticipata flessibile

La Legge di Bilancio 2026 non proroga né Opzione Donna né la pensione anticipata flessibile per nuove platee.

Possono ancora accedere a Opzione Donna solo le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Per la pensione anticipata flessibile, il termine resta fissato al 31 dicembre 2025.

Di fatto, nel 2026 la flessibilità in uscita si riduce. Restano operative l’APE sociale, le misure strutturali previste dalla legge Fornero e gli strumenti dedicati a categorie specifiche come lavoratori precoci o addetti a mansioni usuranti.

Previdenza complementare e importo soglia: cosa cambia

La circolare prende atto anche dell’abrogazione di una disposizione introdotta con la precedente legge di Bilancio.

Viene cancellata la possibilità di computare le rendite della previdenza complementare per raggiungere l’importo soglia necessario ad accedere alla pensione anticipata o di vecchiaia nel sistema contributivo. L’abrogazione vale anche per le domande già presentate.