Nella classe di mio figlio è arrivato un ragazzo difficile. Gli insegnanti hanno scelto una linea morbida, al momento senza risultati. Non sarebbe meglio iniziare a punire i ragazzi che si comportano così? Lidia

Cara Lidia, provo a risponderti con tre spunti.

Non leggerli solo dall’esterno

Il primo è non commettere l’errore di leggere questi ragazzi dall’esterno. Se ci fermiamo ai comportamenti l’unica risposta pedagogica è sanzionatoria, ma questa rinforza l’identità negativa: «Mi sospendi perché sono cattivo. Se sono cattivo farò in modo di farmi sospendere».

Il grido nascosto dietro la maschera

Quello che dovremmo fare (secondo spunto) è guardarli dall’interno, come insegnatoci dallo psicoanalista Donald Winnicott: «L’urlo dei ragazzi ribelli è un disperato grido di aiuto». Gli adolescenti che indossano la maschera antisociale del Joker, come il villain di Batman, hanno alle spalle vissuti di abuso, violenza, abbandono, trascuratezza emotiva. Sono bambini e ragazzi che sono stati feriti e traditi proprio dagli adulti che avrebbero dovuto prendersi cura di loro. Il genitore che doveva essere un porto sicuro, si è trasformato in un uragano che li ha letteralmente fatti a pezzi. È questa la disperazione di cui parla Winnicott.

Una disperazione che in molti casi li ha costretti a una duplice operazione: nascondere e seppellire il proprio Sé-Ferito in profondità (così che nessuno possa più far loro del male), mostrando al mondo un Sé-Terribile che, come la maschera di Joker, distrugge il mondo che lo ha distrutto. Questi ragazzi ci consegnano così un messaggio da decodificare: esternamente ci urlano addosso con rabbia («Stai lontano! Ti odio! Lasciami stare!»), ma in maniera più sfumata e con voce più flebile il loro Sé-Ferito ci implora: «Ti prego…salvami. Prenditi cura di me. Fammi sentire al sicuro».

Diventare il porto sicuro che non hanno mai avuto

Questo ci porta al terzo spunto (quello operativo). Il nostro compito, come insegnanti, genitori, educatori, specialisti, è diventare quel porto sicuro che questi ragazzi non hanno mai incontrato. Un adulto porto sicuro è autorevole, non accetta la violenza, ma al contempo è amorevole: crea un ponte di ascolto, empatia e amore. Risponde al Sé ferito: «Io vedo il tuo dolore ma anche la tua bontà. Io tengo a te veramente». I ragazzi rotti dall’amore possono essere guariti solo dall’amore.