In Giappone puoi prenotare un posto in aereo lontano dai bambini sotto i due anni. In Francia il TGV offre una classe riservata ai passeggeri sopra i 12 anni. In alcuni hotel della Corea del Sud, a una certa ora, piscine e saune diventano off limits per i più piccoli. Da qualche anno il mercato ha individuato un nuovo bene di lusso: l’assenza di bambini.

Il boom dei luoghi adults only

Ristoranti, hotel, campeggi adults only esistono anche in Italia. Se una volta si vendeva la vista mare, oggi si vende il silenzio. O meglio: l’idea che il silenzio sia incompatibile con la presenza di un bambino. Questi luoghi non attirano soltanto chi figli non ne ha: piacciono molto anche ai genitori. A chi desidera staccare dalle responsabilità parentali, ritrovare se stesso o l’intesa di coppia. I bambini, in fondo, sono un’interferenza da cui occorre disintossicarsi di tanto in tanto.

È un discriminazione

Va detto che, grazie ai voli low cost e a una genitorialità meno domestica, oggi viaggiamo disinvoltamente anche con bambini piccoli. E mentre noi ci muoviamo di più, il mercato si segmenta, creando categorie sempre più impermeabili e non comunicanti. Ma se la discriminazione è vietata dal punto di vista giuridico, sul piano culturale accettiamo che una struttura si promuova escludendo una categoria di persone. Se leggessimo “vietato ai disabili” all’ingresso di un ristorante, saremmo giustamente scandalizzati. Perché coi bambini lo troviamo ragionevole?

Bambini indesiderati significa anche famiglie indesiderate

Perché nei Paesi dove nascono sempre meno figli, i bambini vengono percepiti come un ostacolo. Alla vacanza perfetta, alla food experience perfetta, al relax perfetto. Bambini indesiderati significa anche famiglie indesiderate. E, più concretamente, donne indesiderate, visto che a viaggiare coi figli sono soprattutto le madri.

Qualche settimana fa, al Grand Palais di Parigi, cercavo un posto dove allattare. Mi sono imbattuta nel Salon Seine, non una caffetteria né un family corner, ma un ampio salotto diffuso dove trovavi adolescenti, anziani in pausa, visitatori stanchi e qualche carrozzina come la mia. Ognuno occupava lo spazio a modo suo, senza darsi fastidio. Che idea sorprendentemente banale ma rivoluzionaria, ho pensato.